Il tavolino della discordia

Arianna Acciarino
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Senza dehors la ristorazione soffoca.

La denuncia è dei titolari di ristoranti e bar del centro storico di Roma che, anno dopo anno, hanno visto farsi sempre più restrittivi e complessi i regolamenti e sempre più costosi i canoni di concessione per l’uso del suolo pubblico per la sistemazione di sedie e tavolini dei dehors.

dehors e vigili

Le cose non sembrano migliorare nemmeno con la nuova giunta che, anzi, a fine 2014 ha approvato il nuovo regolamento Cosap che ha separato ancora più nettamente centro e periferia, rendendo di fatto la vita ancora più difficile a chi ha scelto di aprire la propria attività nel cuore storico e artistico della Capitale.

Se in periferia oggi mettere un tavolino all’esterno costa il 50% in meno rispetto all’anno scorso, al centro costa invece ben il 40% in più.
Anche i camion bar rientrano nel nuovo piano di regolamentazione dell’utilizzo del suolo pubblico: per loro rincari del 30% sul canone di affitto.

 

Secondo Marta Leonori, assessore alle Attività Produttive di Roma Capitale, il nuovo regolamento Cosap porterà invece ad una razionalizzazione degli spazi urbani, mettendo finalmente fine alla pratica del “tavolino selvaggio” che invade piazze e viali, oscurando facciate e riducendo in una situazione di degrado estetico le aree urbane più amate dai turisti.Roma - Camionbar a Piazza Venezia

L’Assessorato ha mappato la città strada per strada, superando la precedente divisione in sole quattro aree e ha individuato 55 strade definite “di particolare pregio architettonico” nelle quali è stato imposto un “numero chiuso” per l’apertura di attività di ristorazione.

Fino ad ora questo provvedimento riguarda solo bar e ristoranti e lascia così mano libera a pizzeria al taglio, rosticcerie e takeaway, ma l’assessore Leonori vuole estendere il numero chiuso anche a questo tipo di attività.

Ma ci sono anche molte novità positive: finalmente,ad esempio, il Comune ha accolto le richieste dei commercianti e ha eliminato la “tassa sull’ombra”, ovvero quella tassa applicata all’ombra prodotta dalle tende frangisole dei negozi, che andava a cadere sul suolo pubblico occupandolo virtualmente.

peter-pan

Le trafile burocratiche sono state smaltite: tutte le tariffe si possono calcolare sul sito del Comune indicando la strada, la tipologia di occupazione e la dimensione e la domanda può essere tramite pec.

Resta il fatto che, se da una parte il Comune cerca di incentivare il turismo e rilanciare il commercio restituendo però ordine e decoro alle strade del centro, dall’altra questi regolamenti sempre più restrittivi e differenze di canoni tra centro e periferia sempre più marcate, di fatto ledono il lavoro di artigiani e ristoratori storici, a favore di chi, come le catene multinazionali, può permettersi spese maggiori. Il centro storico sta perdendo la sua storia, la sua identità, e la trasformazione sembra essere inarrestabile.

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