Svizzera, il superfranco apre le frontiere del turismo verso Italia e Germania

Annamaria Serinelli
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Il 22 gennaio è stato un giovedì shock per la valuta elvetica: la Banca nazionale svizzera ha abolito il cambio fisso con l’euro, fissato a 1,20 euro dal 2011, Weil am Rheinprovocando l’impennata del potere d’acquisto del franco ed il peggior crollo della Borsa di Zurigo negli ultimi 25 anni.

Il turismo è il primo a dare segnali di allarme. Sabato scorso c’è stato un vero assalto di clienti svizzeri in partenza da Basilea verso la confinante città tedesca di Weil am Rhein, con un raddoppio delle corse tramviare che conducono ai centri commerciali.

Meno evidente l’aumento di turisti diretti nelle località italiane in prossimità del Canton Ticino, dove comunque si è registrata un’elevata presenza di visitatori svizzeri: nel fine settimana, un quarto delle targhe automobilistiche parcheggiate negli autosili di Como aveva provenienza svizzera. Pullman elvetici hanno affollato l’ingresso del centro commerciale del centro commerciale Foxtown di Mendrisio, come accade usualmente la domenica.Lago di Como

Anche la Francia e l’Austria diventano nuove mete appetibili per gli sciatori, scoraggiati dal rincaro svizzero.

Esprime preoccupazione Jürg Schmid, direttore dell’ente statale Svizzera Turismo, in un’intervista su Le Matin Dimanche: «Da giovedì tutti i turisti europei sanno che siamo diventati più cari: se la partita fra euro e franco dovesse continuare soffriremo parecchio».

Franco svizzeroMa nessuno shock valutario può fermare il turismo di lusso: uomini d’affari e altri ricchi viaggiatori da ogni parte d’Europa continuano a rilassarsi tra le nevi e il lago di St. Moritz.

Il 2015 si presenta come un anno decisivo per il turismo svizzero e quello dei Paesi confinanti: una sfida per i commercianti e un’opportunità per i consumatori che dalla Svizzera hanno voglia di varcare il confine. Shopping e viaggi per tutti, sull’onda dell’impennata valutaria!

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