Balla e i pittori della Grande Guerra a Gorizia

Alice Smiroldo
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Balla Sventolio di bandiere

Nei Musei Provinciali di Gorizia, fino al prossimo 6 gennaio, sarà esposta una piccola collezione delle opere di Giacomo Balla, uno degli artisti più conosciuti dell’avanguardia futurista.

 

Interventismo, 1915-2015 e Balla3

 

A cura dei Musei Provinciali e della Regione Friuli Venezia Giulia

 

Gorizia, Musei Provinciali

 

Fino al 6 gennaio 2016

 

 

Per la prima volta in assoluto viene mostrato un dipinto fino ad ora sconosciuto, “Dimostrazione interventista”, rinvenuto sul retro del celebre dipinto “Verginità” del 1925.

verginità balla

Verginità, 1925

L’opera è rimasta nascosta sotto uno strato di pittura nera per quasi un secolo, ed è stata portata alla luce grazie ad un intenso lavoro di restauro. Rimarrà esposta a Gorizia fino al 22 marzo per poi essere spostata a Milano.

Il dipinto rinvenuto appartiene a una precisa serie di opere eseguite da Balla tra la fine del 1914 e la primavera del 1915, da lui stesso definite “pitture interventiste”, perché eseguite nel momento di grande tensione politica e culturale che vide la maggior parte degli intellettuali italiani schierati a favore dell’intervento dell’Italia, che si realizzò infine con la dichiarazione di guerra del 23 maggio 1915.

Dimostrazione interventista” appartiene di fatto al periodo astrattista futurista, in cui l’artista si serve di linee astratte e colori puri per esprimere il conflitto tra forze innovative interventiste e forze neutrali.

dimostrazione interventista balla

Dimostrazione interventista, olio rinvenuto dietro ‘Verginità’

Esposti in mostra anche “Sventolio di bandiere”, il bozzetto per “Dimostrazione XX settembre…” ed una serie di cartoline propagandiste diffuse nel periodo della guerra.

Balla rimane uno degli esponenti di maggiore spicco della corrente futurista, nata in Italia come forma di protesta e spaccatura verso il passato. Il ‘Manifesto’ di Martinetti fu il simbolo di un’avanguardia che disprezzava le forme plastiche del classicismo e auspicava ad un nuovo modo di fare arte che si adeguasse alla vita moderna e al dinamismo del quotidiano.

La mostra è stata organizzata in collaborazione dai Musei Provinciali di Gorizia e dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

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