Roma la fioritura dei ciliegi fa il boom di prenotazioni

JAPAN FOUNDATION ROMA

A Roma, dal 12 marzo al 30 maggio, è possibile visitare gratuitamente il giardino dell’Istituto giapponese di cultura con i suoi ciliegi “sakura” in fiore.

Il successo dell’iniziativa è assicurato: sono infatti già tutti esauriti i posti disponibili per  le visite guidate del sabato. Per prenotare gli altri giorni disponibili (giovedì e venerdì dalle 15 alle 16.30) il numero da chiamare è lo 06-3224794.

Così, anche se a migliaia di chilometri dal Giappone, i romani potranno sperimentare il cosiddetto Hanami, la tradizionale usanza nipponica che consiste nell’ammirare i fiori e godere della loro bellezza nel periodo di massimo splendore, la primavera.

Il giardino dell’Istituto, in via Antonio Gramsci,  è stato realizzato dal famoso architetto giapponese Ken Nakajima e presenta tutti gli elementi tradizionali in stile sen’en (giardino con laghetto): laghetto, cascata, rocce, piccole isole, ponticello e lampada di pietra.

Quella dell’Hanami è un’usanza millenaria ancora molto sentita in Giappone: milioni di persone si spostano infatti verso le mete più famose del Paese e, per l’occasione, si ritrovano in compagnia sotto i ciliegi in fiore per mangiare tutti insieme picnic a base di sushi, birra e sake. ciliegio

Ma la fioritura è per i Giapponesi anche un momento spirituale, legato alla concezione Shinto secondo la quale l’uomo è parte integrante dell’Universo e con esso deve creare un rapporto di equilibrio, senza la presunzione di padroneggiare sulle altre creature viventi. Nel periodo della fioritura i Giapponesi si recano al tempio per momenti di raccoglimento e meditazione, una specie di “rinascita” dello spirito.

In Giappone il fiore di ciliegio non solo è considerato sacro ma incarna e simboleggia anche le qualità dei samurai: purezza, lealtà, onestà, coraggio. Come il fiore di ciliegio, effimero e fragile, nel pieno del suo splendore muore lasciando il ramo, così il samurai, nel nome dei principi in cui crede, è pronto a lasciare la propria vita in battaglia. Si tratta dell’immagine di una morte ideale, pura, distaccata della caducità della vita e dai beni terreni.

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