Viaggiare sicuri: dove andare e dove non andare

Beatrice Tomasini
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Dove non andare secondo gli ultimi avvisi di Viaggiare sicuri:

Emirati Arabi:

Il permanere di tensioni nella regione mediorientale e le proteste in corso nel mondo arabo non consentono di escludere il rischio di possibili atti di natura terroristica – per loro natura imprevedibili – ai danni di istituzioni occidentali e luoghi pubblici, suscettibili peraltro di verificarsi ormai ovunque. Si consiglia ai connazionali di mantenere comunque una soglia di attenzione ed un comportamento discreto, prudente e rispettoso della religione e dei costumi locali. Si raccomanda di adottare particolare attenzione e di evitare, nel limite del possibile, gli assembramenti, specialmente durante i fine settimana e dopo la preghiera del venerdì e di tenersi costantemente aggiornati sulla situazione di sicurezza nel Paese.

Si consiglia vivamente di non recarsi con imbarcazioni da diporto private nelle vicinanze delle acque attigue alle isole dello Stretto di Hormuz, Tonb e Abu Musa.

Indonesia:

Nel quadro dell’azione di contrasto al traffico di stupefacenti condotta dal Governo indonesiano, nel gennaio 2015 sono riprese le esecuzioni, anche nei confronti di cittadini stranieri, per detenuti condannati per traffico di droga. La legislazione al riguardo è estremamente severa, sia per i consumatori che per i trafficanti, e senza distinzioni tra droghe leggere e pesanti. Si raccomanda pertanto a tutti i connazionali di osservare scrupolosamente le disposizioni in materia.

La transizione alla nuova Amministrazione Jokowi, insediatasi il 20 ottobre 2014 a seguito delle elezioni presidenziali di luglio, si è svolta senza disordini o violenze. Si raccomanda in ogni caso di continuare a prestare la massima cautela tendendosi lontani da assembramenti e manifestazioni di natura politica.

Resta attuale il rischio di attacchi terroristici in tutto il territorio indonesiano, in particolare nella capitale Jakarta e nelle altre maggiori aree urbane. Le Autorità indonesiane, anche alla luce della minaccia rappresentata dall’attuale contesto internazionale, mantengono alto il livello di allerta a prevenzione di eventuali iniziative da parte di gruppi terroristici. Si raccomanda pertanto la massima prudenza e cautela negli spostamenti.

Cile:

Le Autorita’ cilene hanno dichiarato l’ allarme rosso ed iniziato l’ evacuazione preventiva di circa 3.300 persone che vivono nei pressi del vulcano Villarica, 760 km a sud di Santiago, che nelle ore scorse e’ entrato in eruzione, dopo 15 anni di inattivita’.

È assolutamente sconsigliato recarsi nella zona di Villarica sino al cessare dell’emergenza dichiarata dalle Autorità locali.

Il Paese nel complesso offre adeguate garanzie di sicurezza, anche se in molti quartieri dell’area metropolitana di Santiago, soprattutto nel centro e nelle periferie sud e ovest, vi è un alto rischio legato alla microcriminalità, specialmente nelle ore serali. Anche nei quartieri residenziali e più eleganti, concentrati nella parte orientale della città, a ridosso della Cordigliera, sono abbastanza frequenti rapine ed assalti nelle abitazioni private.
Si consiglia vivamente in caso di difficoltà di rivolgersi immediatamente alle Autorità di polizia locali o ai “Carabineros de Chile” per eventualmente sporgere denuncia. Per qualsiasi evenienza, l’Ambasciata d’Italia a Santiago è raggiungibile al numero di emergenza +56978098998, nonché all’indirizzo e-mail consolato.santiago@esteri.it.

Maldive: 

L’arresto dell’ex-Presidente Nasheed, il 22 febbraio scorso, ha provocato manifestazioni di protesta nelle principali arterie stradali di Malé. Proteste potrebbero proseguire nei prossimi giorni. Si raccomanda pertanto di evitare assembramenti durante la permanenza nella capitale e negli altri centri abitati, di adoperare la massima cautela e di tenersi costantemente informati circa le condizioni di sicurezza.

Le attività delle strutture turistiche e del “Malé International Airport” (situato sulla contigua isola di Hulhule) continuano regolarmente.

Islanda:

L’Islanda è un’isola vulcanica fortemente caratterizzata da fenomeni vulcanici e tellurici, che storicamente hanno avuto in taluni casi effetti disastrosi. Il verificarsi di eruzioni, anche improvvise, può comportare gravi problemi nelle comunicazioni da e per l’isola, in particolare nei collegamenti aerei. Si consiglia pertanto, in tali situazioni, di consultare sempre le compagnie di viaggio e le compagnie aeree sull’operatività dei voli. Informazioni aggiornate su eruzioni vulcaniche e misure cautelative sono pubblicate nel sito della Protezione Civile islandese www.almannavarnir.is/default.asp, in particolare nel link  www.almannavarnir.is/displayer.asp?cat_id=464.

L’eruzione in corso dal 31 agosto 2014 nella zona del vulcano Bárðarbunga è terminata il 28 febbraio 2015. Persistono nella zona una lieve attività sismica e la fuoriuscita di gas nocivi. Restano in vigore per il momento divieti di accesso e circolazione nella zona. Si raccomanda ai connazionali di seguire scrupolosamente le indicazioni delle autorità islandesi e di registrare la propria presenza in Islanda sul sito DoveSiamoNelMondo.

fonte Viaggiare Sicuri 

Dove andare

NOTE INFORMATIVE SUI CICLONI TROPICALI

caraibiLa terminologia in materia indica differenze, anche sostanziali, tra depressioni tropicali, tempeste tropicali e cicloni/uragani/tifoni.

I cicloni, gli uragani, i tifoni o i willy-willie segnalano la medesima perturbazione atmosferica. Il loro nome cambia solo in relazione alla zone dell’emisfero dove si verificano.

Per depressione tropicale si intende una perturbazione atmosferica delle latitudini tropicali e sub-tropicali con piogge medio-forti e venti inferiori a 63km/h (34 nodi).

Per tempesta tropicale si intende una perturbazione atmosferica con piogge abbondanti, venti superiori ai 63km/h e non oltre i 118,5km/h, a cui viene dato un nome. Le tempeste tropicali potrebbero aumentare d’intensità tramutandosi in fenomeni ciclonici.

Per ciclone, uragano, tifone (o willy-willie) si intendono piogge torrenziali e forti venti che superano i 118,5km/h (64 nodi). Le forze dei predetti, che chiameremo semplicemente cicloni, è calcolata su scala da 1° a 5° livello con l’aumentare dell’intensità dei venti. Il rischio del loro possibile verificarsi varia a seconda delle zone e dei periodi dell’anno.

Zone atlantico/caraibiche: la stagione degli uragani di solito va da giugno a novembre (in media 8/14 tempeste tropicali per stagione che possono tramutarsi in uragani).

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