Allarme alga tossica in Liguria Toscana e Sicilia

Linda Tiralongo
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È allarme sui litorali del Mar Tirreno per l’invasione della microalga tossicaalga-tossica
L’alga invisibile, l’Ostreopsis ovata, non si vede a occhio nudo, vive vicino le rive e si attacca alle alghe che comunemente popolano soprattutto le coste più rocciose. Con l’aumento della temperatura e l’assenza di vento l’Ostreopsis ovata si manifesta:
l’acqua si colora di marrone-ruggine, la microalga rilascia sostanze tossiche altamente nocive per le vie respiratorie.

 

Quali sono le coste interessate dalla”microinvasione”?
Le zone costiere principalmente colpite dal fenomeno sono la riviera tra Genova e Portofino,  il litorale toscano da Massa ad Ansedonia e a Sferracavallo in provincia di Palermo a Sferracavallo dove Arpa Sicilia vieta di sostare nelle vicinanze del mare a causa dell’elevata presenza dell’ostreopsis ovata. Potrebbe essere pericoloso anche mangiare un gelato troppo vicino al mare.

Coste rocciose, scarso ricambio idrico e alta salinità favoriscono l’invasione e lo sviluppo della famigerata alga tossica.
Il fenomeno è costantemente monitorato dalle Arpa regionali al fine di scongiurare episodi intossicazione collettiva come accadde in Liguria dieci anni fa.

A volte tornano..440_0_2188725_28732
Accadeva in Liguria nel 2005: a Genova 180 persone furono ricoverate a seguito dell’intossicazione provocata dalla tossina rilasciata dalla microalga nella fase di massima fioritura.

Ma quali sono le cause?
Il riscaldamento globale è la causa principale dell’invasione della microalga. L’alga tossica ha infatti origini tropicali e ha fatto capolino nelle acque del Mediterraneo già alla fine degli anni Novanta dove sembra aver trovato la combinazione perfetta tra habitat naturale e condizioni meteoclimatiche.

Quali sono i sintomi che porta l’alga tossica?
Se si pensa di essere stati colpiti dall’alga tossica, i sintomi più frequenti  sono:

  • difficoltà respiratoria,
  • tosse,
  • vertigini,
  • irritazione agli occhi
  • stati febbrili nei casi più acuti.

In questi casi gli esperti consigliano di  aspettare le 48 ore affinchè tutto passi in modo spontaneo.

Fonte: ARPA (Agenzia Regionale Protezione dell’Ambiante)  regionali

 

 

 

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