In viaggio tra i Castelli della Loira

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castelli della loira

Un viaggio a ritroso nel tempo quello tra i 300 castelli, fortezze e tenute che sulle sponde della Loira e dei suoi affluenti e da Ambois a Valençay attraversano la Regione e la Valle, dichiarata patrimonio UNESCO dal 2000. Un viaggio per ripercorrere la storia attraverso i personaggi che vi hanno preso parte e rivivere un tempo ormai andato tra nostalgia e sogno.

AMBOISE

COSA VEDERE

La fortezza medievale si trasforma in residenza reale sotto i regni di Carlo VIII e Francesco I. Sono gli anni di maggiore splendore, durante i quali i sovrani, ispirati dal Rinascimento e dal concetto italiano di potenza reale, danno spazio all’arte e al lusso. Le mura si aprono a porte e finestre, gli interni si contornano di fregi, tappezzeria pregiata, camini e opere d’arte, mentre all’esterno è un tripudio di fontane, giochi d’acqua e composizioni floreali.

amboise

1. Gli Appartamenti Reali
Una volta nel Castello i visitatori possono ammirare l’Ala Carlo VIII, in stile gotico fiammeggiante, che ospita gli appartamenti del re e della regina, e l’Ala Luigi XII, in stile rinascimentale e con appartamenti del XIX secolo.

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2. La Cappella di Saint Hubert
All’esterno del castello, da non perdere, la Cappella di Saint Hubert, in stile gotico fiammeggiante, dedicata al patrono dei cacciatori, Saint Hubert, e non a caso decorata con rappresentazioni di scene di caccia.

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3. La Tomba di Leonardo da Vinci
La Cappella è famosa perché custodisce la tomba di Leonardo da Vinci.
Il genio toscano si trasferisce all’età di sessantaquattro anni alla Corte di Francia su invito di Francesco I per dedicarsi al disegno e all’insegnamento. Il re fa costruire per il Maestro il maniero di Clos Lucè, collegato al Castello da un passaggio sotterraneo, grazie al quale il sovrano poteva far visita all’artista in qualsiasi momento e con la massima discrezione.

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4. Le Terrazze-Giardino
Suggestive le terrazze-giardino che si affacciano sulla Valle e nelle quali è possibile ammirare il mausoleo dedicato all’emiro Ab del-Kader, che nella residenza ha vissuto per quattro anni, e il busto di Leonardo da Vinci.

amboise

L’EVENTO

Fino al 13 settembre il Castello ospita la mostra dedicata alla vita e al regno di Francesco I: una panoramica per ripercorrere l’infanzia, il rapporto con la madre e la sorella, i primi amori, le aspirazioni e i sogni di un futuro re fino alle relazioni con gli intellettuali e gli artisti, tra cui Leonardo da Vinci, suo ospite dal 1516 al 1519.

Per info sulla mostra visita il sito www.chateau-amboise.com/fr/events

CURIOSITÀ

Col testamento del 23 aprile 1519, redatto dal notaio di corte, Leonardo da Vinci lascia i suoi libri, i disegni e altro materiale relativo alla pittura all’allievo Francesco Melzi. Ai suoi due servitori lascia, suddiviso in parti uguali, il terreno che possiede a Milano e alla domestica una veste di panno nera foderata di pelliccia, una pezza di panno e dei ducati.

 

CLOS-LUCÉ

Il Castello di Leonardo da Vinci

COSA VEDERE

Eretto sotto il regno di Luigi XI sulle fondamenta di una preesistente costruzione di epoca gallo-romana, l’edificio in mattoni rossi e pietra bianca conserva ancora la torre di vedetta e la colombaia che ne ricordano il passato da fortezza, insieme ai resti del ponte levatoio. Abbellito successivamente da Carlo VIII, grazie ad abili artigiani italiani, è poi diventata l’ultima dimora di Leonardo da Vinci sotto il regno di Francesco I.
A soli 500 metri dal Castello di Amboise, Clos-Lucé restituisce ai visitatori gli ambienti in cui Leonardo ha vissuto dal 1516 al 1519.

clos lucè

1. La Cucina di Leonardo
Nella cucina è possibile ammirare l’alto camino di pietra, rimasto intatto, piatti rotondi in ottone decorati con scene del Vecchio Testamento, arazzi del XV e XVI secolo e un “caquetoire”, una sedia bassa usata per conversare.

clos lucè

2. I Saloni del XVIII
Adornate con mobili e mensole in legno dorato o intarsiato, lampadari veneziani, poltrone Luigi XV e ceramiche francesi, queste stanze, molto luminose, sono gli atelier in cui il maestro ha portato a termine il S. Giovanni Battista.

3. La Grande Sala Rinascimentale
La stanza, adornata con oggetti e tappezzeria rinascimentale, è quella in cui Leonardo ha accolto gli ospiti illustri.

clos lucè

4. Le Sale dei Modellini
Quattro sale sotterranee dedicate alle invenzioni del Maestro. Tra queste: il ponte girevole, il carro armato, la macchina volante, il paracadute e la catapulta.

clos lucè

5. La Camera da Letto
È la stanza in cui Leonardo ha passato gli ultimi attimi della sua vita. Si possono ammirare il letto rinascimentale, il camino e la finestra con vista sul castello Amboise.

clos lucè

6. Il Parco
Passeggiando per il giardino è possibile conoscere ulteriori dettagli sulla vita e le opere del genio: dagli schizzi frutto dei suoi studi di botanica, geologia e fisica a particolari che ritroviamo in quadri famosi come la “Vergine delle Rocce” e la “Gioconda”.

clos lucè

L’EVENTO

In mostra fino al 31 dicembre “Leonardo da Vinci e la Francia”: un’esposizione permanente, arricchita anno dopo anno da nuove testimonianze, su un Leonardo da Vinci inedito. In mostra i lavori che il Maestro ha realizzato negli ultimi tre anni della sua vita, quelli spesi nella residenza francese.

Per info sulla mostra visita il sito www.vinci-closluce.com/

CURIOSITÀ

Leonardo parte dall’Italia, a dorso di un mulo, nell’autunno del 1516, accompagnato da un servitore e dall’allievo Francesco Melzi. Dopo un lungo viaggio giunge alla corte di Francesco I con tre sue opere da ultimare: la Gioconda, il S. Giovanni Battista e la S. Anna. Qui alloggia nel Castello di Clos-Lucé e in cambio di 700 scudi d’oro all’anno allieta il sovrano con la sua compagnia, le feste e altri spettacoli memorabili. Durante questi anni non abbandona i suoi studi e i suoi disegni. Si dedica alla geometria, all’architettura, all’urbanistica e all’idraulica. Si ipotizza appartengano a quest’epoca i progetti per il castello di Romorantin, quelli per il prosciugamento della Solegne e quelli per la realizzazione di abitazioni smontabili.

 

CHENONCEAU

COSA VEDERE

Dopo la Reggia di Versailles è il secondo castello più visitato in Francia. Costruito sul fiume Cher e sostenuto da una serie di archi che poggiano sul letto del corso d’acqua è anche uno dei più suggestivi. L’eleganza e raffinatezza delle decorazioni, degli arredi e dei giardini ne fanno una delle massime testimonianze del Rinascimento. Conosciuto come il “Castello delle Dame“, riflette, oltre allo stile rinascimentale, l’impronta delle donne potenti e straordinarie, Diane de Poitiers, Caterina de’ Medici e Madame Dupin, che l’hanno progettato, restaurato e protetto dai conflitti.

Chenonceau

1. I Giardini
Dall’ingresso della tenuta si attraversa il lungo viale, fiancheggiato da alberi secolari, che conduce al Giardino di Diane, con la fontana dal getto d’acqua alto sei metri, collocata nel centro.
Si estende su una superficie di 5.500 mq il Giardino di Caterina de’ Medici, che si mostra nel suo massimo splendore nel periodo della fioritura, da maggio a settembre. Nel giardino si possono ammirare anche il labirinto e l’orto botanico.

Chenonceau

2. Gli interni: le camere
Imperdibili le stanze di Diane de Poitiers, Caterina de’ Medici, Gabrielle d’Estrées, Charles de Vendome e Francesco I, con il camino più grande del castello. Particolare e inquietante la stanza di Louise de Vaudemont, moglie dell’erede di Caterina de’ Medici, Enrico III. Alla morte di questi la regina si segrega nel castello che adibisce a lutto: gli arredi sgargianti sono sostituiti da drappi neri e dipinti religiosi macabri.

caterina de' medici

3. Gli interni: le Cucine e la Sala Verde
Meritano una visita anche lo studio di colore verde di Caterina de’ Medici e le cucine, costruite nei piloni del ponte, in cui sono ancora presenti l’antico piano di cottura e un singolare e ingegnoso girarrosto.

Chenonceau

4. La Cappella e la Galleria
Nel castello sono presenti numerose opere d’arte, conservate non solo nelle stanze reali ma anche nella Galleria, adibita ad ospedale provvisorio durante la Grande Guerra e attualmente museo in cui ammirare quadri di Rubens, Primaticcio, Van Loo, Mignard e Nattier.
Nella Cappella sono custodite delle sculture in marmo di Carrara, tra cui la Vergine col Bambino.

Chenonceau

CURIOSITÀ

Su Diane de Poitiers, favorita di Enrico II, si raccontano molte storie, spesso infamanti, dovute probabilmente alla gelosia che la moglie di Enrico II Caterina de’ Medici  si dice provasse per Diane. Di 19 anni più giovane rispetto alla regina madre si dice che Diane fosse una donna molto bella e che, nonostante il passare del tempo, riuscisse a conservare intatta la sua bellezza. A tal proposito si racconta che fosse sua abitudine, appena sveglia, gettarsi nell’acqua gelata, andare a cavallo e passeggiare per poi tornare a letto e dormire fino a mezzogiorno.

 

CHEVERNY

COSA VEDERE

Il castello più lussuoso della Loira cattura il visitatore sin dal primo sguardo grazie alla perfetta simmetria dell’edificio e del parco circostante e alla giusta commistione di diversi stili: rinascimentale e classico. A differenza di altri castelli conserva intatti gli arredi e le decorazioni. Privilegio dovuto al fatto che gli Hurault ne sono stati i proprietari per gran parte del tempo.

cheverny

1. Gli interni
L’ambiente più grande è l’Armeria in stile XVII secolo, mentre una delle stanze più sfarzose è la Camera del Re, con gli arredi e le decorazioni in stile Luigi XIII e Luigi XIV. Meritano una visita anche la Biblioteca che conserva 2.000 testi antichi e una scrivania firmata Jacob, uno dei più noti fornitori di Napoleone, il Salone degli Arazzi, adornato con cinque arazzi del Seicento provenienti dalle Fiandre e l’Orangerie, un salone seicentesco riservato ai ricevimenti, che nel corso della Seconda Guerra Mondiale ha protetto diverse opere d’arte di proprietà dello stato, tra cui la Gioconda di Leonardo da Vinci.

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La Sala D’armi

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L’Orangerie

2. La Sala dei Trofei e il Canile
Nella dependance del castello è possibile visitare la Sala dei Trofei, con oltre duemila corna di cervo e la vetrata dipinta da Jacques Loire, raffigurante una partenza per la caccia con il castello sullo sfondo, e un Canile con settanta splendidi esemplari addestrati per la caccia a inseguimento. Ogni anno l’attuale proprietario della tenuta ospita battute di caccia durante la stagione.

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3. Il Giardino
Con oltre 10.000 bulbi differenti, il parco all’inglese che circonda il castello è una vasta e curatissima distesa di verde, assolutamente da non perdere.

L’EVENTO

Fino al 30 novembre il parco della tenuta ospita le opere dell’artista francese Joy de Rohan Chabot: centinaia di farfalle in acciaio dipinte dall’artista abbelliscono il giardino della tenuta, donandogli un ulteriore tocco magico.

Per info sulla mostra visita il sito www.chateau-cheverny.fr/en/events/

CURIOSITÀ

Il castello ha ispirato il disegnatore Hergè, creatore di “Tintin“. Eliminando le due ali esterne della tenuta, il celebre fumettista ha disegnato il Castello di Moulinsart. A Hergé è dedicata una mostra permanente.

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VALANÇAY

COSA VEDERE

Costruito sui resti di un’antica fortezza feudale e ispirato al vicino castello di Chambord, la Tenuta di Valançay è una sintesi perfetta di due diversi stili architettonici, classico e rinascimentale. Circondato da giardini all’inglese e alla francese, perfettamente curati, il castello raggiunge il suo massimo splendore quando, per espresso volere di Napoleone, il principe di Talleyrand, allora Ministro degli Affari Esteri, lo acquista per accogliervi ambasciatori, artisti e uomini illustri.
Dopo la guerra di Spagna la residenza diviene la dimora dei principi spagnoli esiliati ed è a questo periodo che risalgono ulteriori lavori volti a rendere il soggiorno dei reali il più piacevole possibile, tra cui la costruzione del Teatro.

VALANÇAY

1. Gli Interni
Il castello conta più di 100 stanze, con mobili, decorazioni, sculture, dipinti e oggetti preziosi che rimandano al periodo napoleonico e danno la sensazione di essere ancora abitate. Tra queste non si possono non ammirare le più eleganti e sontuose: il Gran Salone in stile impero, la Camera di Talleyrand, che rispecchia il gusto e lo stile di vita del principe, la Camera del re spagnolo Ferdinando VII, la Sala della Musica, la Camera della Duchessa di Dino e la Sala Blu. Interessanti sono anche le Cucine e le Cantine.

VALANÇAY

La Stanza di Ferdinando VII, re di Spagna

VALANÇAY

Il Gran Salone

2. Il Teatro
Costruito per volere di Napoleone per allietare il soggiorno dei principi di Spagna il teatro, inaugurato nel 1810, in grado di accogliere fino a 150 persone, ha ospitato i maggiori attori dell’epoca. Le decorazioni interne sono dei fratelli Adam, celebri artisti scozzesi.

VALANÇAY

3. La Sala Antica
Unica traccia visibile di un castello costruito nel XIII secolo, la Sala Antica è situata nel cortile principale del seminterrato dell’Ala Ovest, raggiungibile attraverso un lungo corridoio in pendenza.

4. I Giardini
Molto apprezzati dai visitatori i giardini alla francese e all’inglese che circondano la dimora, con le aiuole curate, la scacchiera fiorita, il Giardino della Duchessa con la terrazza che si affaccia sulla valle del Nahon e il labirinto di Napoleone.

VALANÇAY

 

BLOIS

COSA VEDERE

Residenza di sette re e dieci regine, è uno dei castelli più antichi della regione, sintesi di secoli di storia e stili architettonici, dal classico al rinascimentale. Residenza dei conti di Blois prima e dei duchi d’Orleans poi, è solo con Luigi XII che si trasforma in capitale del regno e dimora reale. E proprio a Luigi XII è dedicata un’area del castello.

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1. L’Ala Luigi XII
Comprende tre edifici in pietra e mattoni, caratterizzati da ampie finestre, balconi e logge, che, nonostante lo stile gotico, risentono dell’influenza italiana nella distribuzione delle stanze. Attualmente l’ala ospita il Museo delle Belle Arti, in cui sono esposti dipinti e sculture del XVI e XIX secolo.

2. L’Ala Francesco I
Costruita 15 anni dopo rispetto all’Ala Luigi XII risente delle influenze dell’arte italiana in misura maggiore rispetto alla precedente. La residenza si estende su due piani, collegati dalla celebre scala con rampa a chiocciola che domina la facciata.
Gli appartamenti sono abbondantemente decorati in stile rinascimentale, mentre la Galleria con i busti voluti da Caterina de’ Medici ricorda le logge simili a quelle che Bramante ha realizzato in Vaticano.
Sono da visitare la Camera di Caterina de’ Medici, decorata con i simboli della regina e di Enrico II e con numerosi ritratti appesi alle pareti; lo Studiolo, con 237 pannelli ornamentali tutti diversi e i famosi armadi a muro segreti, quelli che secondo Alexandre Dumas avrebbero contenuto i veleni della regina; e la Camera del Re, dove, su ordine di Enrico III, si è consumato l’assassinio del duca Enrico di Guisa.

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3. L’Ala Gastone d’Orleans
Rimasta incompiuta a causa della morte del re ospita attualmente la Biblioteca Comunale e, grazie a due grandi sale, anche concerti, conferenze e mostre.
Durante il suo breve regno l’interesse del sovrano per l’astronomia e la botanica hanno trasformato il giardino del castello nel più bello di Francia.

4. I Giardini
Voluti da Luigi XII, gli oltre dieci ettari di giardino all’italiana sono stati modificati dai suoi successori fino alla reinterpretazione nel 1992 del giardiniere paesaggista Gilles Clement.

L’EVENTO

Tutte le sere fino al 20 settembre (escluso l’11 settembre) la corte interna del castello si copre per 45 minuti di luci che proiettano, al ritmo di musica, secoli di storia fatta di drammi, amori e misteri.

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Per info visita il sito www.chateaudeblois.fr

 

CHAMBORD

COSA VEDERE

È il più grande e conosciuto tra i castelli della Valle della Loira. Voluto da Francesco I come sua residenza di campagna e riserva di caccia, è a lui che si devono i lavori durati 15 anni che hanno fatto della tenuta un vero e proprio capolavoro del Rinascimento francese.

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1. La scalinata a vite e gli appartamenti
L’influenza dell’architettura italiana e in particolare del pensiero leonardesco è evidente nella ripartizione dei piani in appartamenti distinti eppure uguali, collegati tra loro da una scala a vite posta nel centro delle sale a croce. Anche la pianta a croce come i soffitti a cassettoni sono di matrice italiana.
Suddivisi in tre piani, ogni appartamento è composto da una sala grande e alta quanto il piano e da due stanze, uno studio e un guardaroba, sopra alle quali ci sono le stanze per il servizio. In quasi tutti gli ambienti c’è un caminetto.

chambord

chambord

2. L’appartamento reale
Concepito in parte come gli altri, si differenzia per due stanze aggiuntive: il salone per le udienze ufficiali, illuminato da file di finestre, e uno studiolo privato in stile rinascimentale italiano, raggiungibile attraverso una scala.

3. La Cappella
Progettata da Jules Hardouin-Mansart risente anch’essa dell’arte italiana. Voluta da Francesco I e ultimata sotto il regno di Luigi XIV, ha subito dei primi cambiamenti con Enrico II, che vi ha aggiunto un secondo piano e le strutture decorate con il simbolo H, suo emblema.

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4. La Terrazza all’italiana
Nata da un’idea di Leonardo e raggiungibile dalla sommità della scala, regala una vista mozzafiato.

5. Il Parco “Domain National de Chambord”
5.400 ettari e un muro di cinta lungo 32 chilometri ne fanno il parco forestale chiuso più esteso d’Europa.

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L’EVENTO

Fino a settembre il castello presenta ogni sera lo spettacolo notturno “Chambord, sogno di luci”: la ricostruzione luminosa sulla facciata del castello della sua storia.

 

COSA MANGIARE

Non solo castelli, appartamenti regali e sfarzo di ogni genere, la Valle della Loira offre molto anche in ambito enogastronomico. Ecco un elenco di specialità che potreste assaporare una volta nella regione francese.

1. Andouillettes: salsicce preparate esclusivamente con l’intestino e lo stomaco del maiale. Si possono mangiare in vario modo, ma una vera andouillette si apprezza al naturale, rosolata a fuoco lento in un po’ di burro.

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2. Selvaggina di Sologne: cinghiali e servi sono serviti accompagnati da funghi.

3. Polli dell’Orléanais

4. Pescato della Loira

5. Lenticchie verdi del Berry: in insalata, lesse, a minestra o come dessert si prestano a numerose ricette.

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6. Tra i formaggi il crottin di Chavignol e la pyramide di Valençay.

Piramide di Valençay

7. Tra i dolci, la torta di mele Tatin e la Pithiviers, pasta sfoglia ripiena di mandorle.

Pithiviers

8. Tra i vini, la Regione ne conta nove DOC. Appartengono alla famiglia dei rossi il Bourgueil, il Saint Nicolas de Bourgueil e lo Chinon. Sono invece bianchi il Vouvray e il Montlouis sur Loire. Il Touraine-Amboise, il Touraine-Noble Jouè e il Touraine- Azay-le-Rideau sono vini locali leggeri e dissetanti.

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