Stop al Jet lag: 10 consigli utili per non soffrirne

Lorenza Rallo
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Il Jet lag è il pericolo principale per chi fa viaggi intercontinentali in aereo e attraversa molti fusi orari in poco tempo. Questa sindrome chiamata anche “mal di fuso” dipende dallo sconvolgimento del ritmo circadiano, che regola il nostro orologio biologico, con una conseguenza non indifferente alle funzioni biochimiche e fisiologiche di tutto l’organismo.

I sintomi
Per chi soffre della sindrome da Jet lag diversi sono i sintomi, tra cui: forti emicranie, nausea, muscoli atrofizzati, spossatezza, lentezza motoria anche nelle attività più banali, disturbi del sonno (insonnia o sonnolenza eccessiva), difficoltà di concentrazione, irritabilità e nervosismo, disidratazione, disturbi alla vista e problemi legati all’ apparato gastro-intestinale.

Come si può combattere la sindrome da Jet lag per non rischiare di vedere le tue vacanze rovinate?

Ecco 10 consigli utili da eseguire durante il viaggio:
1) munirsi di mascherina per gli occhi e tappi per le orecchie per riposare in modo tranquillo;
2) indossare abiti molto comodi, così da agevolare i movimenti;
3) meglio scegliere voli che permettono di dormine una notte intera non appena giunti a destinazione e evitare lunghi viaggi notturni;
4) bere molto, la disidratazione è uno dei sintomi più comuni a causa dell’aria secca della cabina;
5) sgranchirsi le gambe con una semplice passeggiata lungo la cabina per evitare di intorpidire i muscoli;
6) una volta decollati impostare l’orologio con l’ora della destinazione;
7) arrivati in Hotel, chiudere le tende, porre il cartellino “Non disturbare” fuori dalla porta e riposare;
8) cercare di sincronizzare i propri ritmi con quelli del Paese di arrivo, adottare gli usi locali, seguire l’orario dei pasti del luogo e trascorrere molto tempo all’aria aperta;
9) fare attività fisica;
10) Regolarsi in base al giorno e alla notte e non alle esigenze del proprio corpo, sia per svegliarsi che per andare a dormire;

ovest est est ovest

Soffrire della sindrome di Jet lag, varia da persona a persona e dipende da diversi fattori come: l’età del viaggiatore, lo stato di salute, il livello di idratazione e il numero di fusi orari attraversati.
Viaggiare da ovest a est è molto diverso che da est a ovest: andare da occidente a oriente provoca più disagi rispetto a chi viaggia da oriente verso occidente, ma per entrambi i casi ci vogliono sempre più di 4 giorni per adattarsi. Dopo l’atterraggio si consiglia di rimanere svegli più a lungo e svegliarsi più tardi per chi è diretto in occidente, per chi va verso oriente è consigliabile non andare a letto tardi e svegliarsi prima.

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