Spagna, stop al turismo ‘cafone’

Chiara Arroi
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Al motto di “Tourist go home!” esplode in Spagna la rivolta contro il turismo ‘maleducato. Barcellona e la Catalogna sono già insorte, seguite da alcune tra le mete più ambite, Isole Canarie e Baleari.

Il turismo senza regole, quello cafone, le notti di movida sfrenata ad alto tasso alcolico e musica a tutto volume dilagano. Alcol e droghe consumati ad ogni ora del giorno e della notte, ovunque stanno diventando la nuova tipologia di vacanza nella penisola spagnola. Ora però i residenti di Barcellona e di altre famose mete hanno detto basta.

Turisti ubriachi

Ada Colau, nuovo sindaco della capitale catalana ha deciso di intervenire, non senza polemiche, sospendendo momentaneamente le concessioni di licenze per nuovi alloggi turistici. Una decisione che colpisce piccole e grandi catene alberghiere, multinazionali del lusso compreso. Four Season, Hilton, Marriott. Tutto bloccato. Stop ai nuovi progetti di incentivazione turistica. Ma i cittadini di Barcellona sembrano tutti dalla parte del neo sindaco, l’esasperazione ha raggiunto livelli massimi, al punto da far esporre sui balconi delle case striscioni con la frase “Stai distruggendo Barcellona. Turista tornatene a casa”.

La rivolta e la presa di coscienza si sta espandendo a macchia d’olio anche in altre regioni spagnole. Isole Canarie e Baleari in primis.

Le Canarie, con i tredici milioni di visitatori dello scorso anno e un incremento positivo dell’otto per cento rispetto all’anno precedente, non guardano alle statistiche e dichiarano guerra alla movida distruttiva. Il nuovo presidente, Fernando Clavijo, ha deciso di porre un limite al flusso turistico, in modo da rispettare il delicato ecosistema dell’isola.

Le Baleari seguono a ruota. Nonostante la crescita turistica del 3,5 per cento rispetto allo scorso anno, si va verso l’introduzione di una tassa di soggiorno, per rallentare i flussi turistici.

Una scelta precisa quella degli amministratori spagnoli. Salvaguardare l’ecosistema e la natura dei meravigliosi luoghi che governano e rispettare il volere e il quieto vivere dei loro cittadini, in contrasto ad un turismo sempre meno rispettoso dei luoghi, delle usanze e della cultura dei rispettivi paesi.

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