Emilia Romagna, tour nelle città di Ligabue, Vasco e Laura Pausini

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casa di vasco rossi

Correggio e Zocca sono ormai associati a due rockstar nostrane, Ligabue e Vasco, ma forse non tutti sanno che Roncocesi, una frazione del comune di Reggio Emilia, ha dato alla luce Zucchero. Se poi cambiamo provincia, Modena è la città di Guccini, mentre Faenza (Ra) la casa di Laura Pausini. In realtà si potrebbero citare molti altri grandi del panorama musicale italiano originari della Regione, da Lucio Dalla a Luciano Pavarotti, rispettivamente di Bologna e Modena. E l’elenco potrebbe allungarsi ancora se pensiamo a I Nomadi (Novellara, provincia di Reggio Emilia), a Samuele Bersani (Rimini), a Nek (Sassuolo, provincia di Modena) o al leader degli Stadio, Gaetano Curreri (Bertinolo, provincia di Forlì). Piccoli centri per grandi artisti.

Per gli appassionati della musica italiana e del viaggio ecco il primo di una serie di itinerari che vi condurrà, di volta in volta, alla scoperta dei luoghi che hanno dato i natali a una buona fetta di ugole d’oro e parolieri italiani e di una delle regioni più ricche di arte, cultura, buon cibo e divertimento .

Cominciamo il nostro viaggio da Correggio, terra natia di Luciano Ligabue, reduce del successo di Campovolo 2015, per arrivare a Zocca, casa di Vasco, fino a Faenza, città della voce femminile italiana più famosa all’estero, passando per Modena e Reggio Emilia.

CORREGGIO (Re) – LUCIANO LIGABUE

3 cose da non perdere

  1. Centro Storico
    Tra portici e vicoli acciottolati si snoda il centro storico di Correggio. Da visitare la rinascimentale Basilica di San Quirino, dedicata al Santo Patrono, e l’ex torre civica, attuale torre campanaria. In seguito al terremoto che nel 2012 ha devastato l’Emilia la basilica non è più visitabile.
    La Chiesa di San Francesco, alla spalle di Via Filatoio, è la più antica della città. Qui riposano i signori di Correggio oltre al pittore Antonio Allegri, detto “Il Correggio”. Per la chiesa il Maestro ha dipinto due opere: la pala d’altare raffigurante la Madonna e San Francesco (oggi a Dresda) e il Riposo durante la fuga in Egitto (oggi agli Uffizi).
    Percorrendo i portici che incorniciano Corso Mazzini, il corso principale, si incontra la casa dei Da Correggio e il Municipio, all’interno dell’ex convento dei Padri Scolopi.

    correggio città
  1. Il Museo Il Correggio
    Palazzo dei Principi, già sede della Biblioteca Giulio Einaudi, ospita il museo più importante della città, quello intitolato allo storico pittore Allegri e certificato Museo di Qualità. Al suo interno si può visitare la sezione che ospita la mostra permanente e l’ala dedicata all’arte moderna sede degli allestimenti temporanei.
    Gioielli del Museo sono Il Redentore di Andrea Mantegna e  i nove arazzi di epoca fiamminga prodotti dalla bottega di Cornelius Mattens alla fine del XVI secolo. Nella sala in cui è esposto il Cristo Redentore, la Sala del Camino, sono custodite altre tre opere minori del Mantegna: il Volto di Cristo, un olio su tavola e una tela raffigurante una Pietà e un disegno bifacciale.

    redentore mantegna

    Andrea Mantegna, 1493, tempera su tela, 55x43cm, Pinacoteca civica, Correggio

  1. Il “Bar Mario”
    Per prendere un caffè nel celebre bar cantato dall’artista di Correggio bisogna spostarsi e raggiungere San Martino in Rio (a dieci minuti in autobus da Correggio). Il bar in questione è il Piccolo Bar di Viale Resistenza, dove Mario Zanni, oggi settantunenne, aiuta sua figlia al bancone.

bar mario ligabue

L’evento in programma: la Fiera di San Luca

Torna come ogni anno, la terza domenica di ottobre, la Fiera di San Luca interamente dedicata all’enogastronomia locale, con un focus particolare sul vino. I produttori  del posto si sfidano, in una gara amatoriale,  suddivisi per categoria (vino rosso, bianco o rosato). Una giuria, composta per metà da esperti del settore e per metà da cultori della bevanda, assaggia e vota i vari vini, decretando il vincitore.

 

Curiosità. A Correggio è stata ambientata parte del film Radiofreccia (1998), diretto dallo stesso Luciano Ligabue, al quale molti correggesi hanno preso parte nel ruolo di comparse. Inoltre, molti luoghi oggetto delle riprese sono spesso ricercati dai turisti e dai fan del Liga.

ZOCCA (Mo) – VASCO ROSSI

3 cose da non perdere

  1. Il Museo del Castagno
    Il museo dedicato alla castagna e al Marrone di Zocca, il frutto tipico della zona. In mostra una serie di fotografie che narrano il recupero e la valorizzazione produttiva dei castagneti, a cui si aggiungono utensili e attrezzi utili per la coltivazione della castagna.

museo del castagno zocca

  1. La Sagra della Castagna 
    Da non perdere nel periodo autunnale. L’evento, giunto alla 37esima edizione, si svolgerà nei giorni 12, 19 e 26 ottobre 2015. L’atmosfera è quella classica della sagra di paese. Lungo le vie del centro sarà possibile aggirarsi tra i vari stand e degustare borlenghi, crescentine, salumi e formaggi tipici della zona, ma anche ciacci, polenta, “mistocche”, caldarroste e altri prodotti locali a base di farina di castagne. A fare da cornice balli e musica popolare.
  1. La casa di Vasco
    I fan del Komandante non potranno non tentare di incontrarlo, arrivando fino a casa sua. La dimora privata della rockstar non è un museo, ma da Via Divisione Tridentina (il domicilio del cantante) fino al cancello di entrata è un susseguirsi di fan in pellegrinaggio e di messaggi e versi di canzoni scritti lungo la via, sul campanello e sui cartelli stradali.

vasco rossi casa zocca

L’evento in programma: la Sagra della Castagna (12, 19 e 26 ottobre)

FAENZA (Ra) – LAURA PAUSINI

3 cose da non perdere

  1. Centro Storico
    Passeggiando per le vie del centro storico, ci si imbatte in Piazza della Libertà. Qui si può ammirare la Cattedrale, consacrata al culto di San Pietro Apostolo, esempio dell’arte rinascimentale nella Regione. Il suo interno è un vero e proprio scrigno di opere d’arte, soprattutto di affreschi e sculture del Rinascimento.
    All’esterno, il loggiato del portico degli Orefici e la fontana monumentale con sculture in bronzo del XVII secolo. Da Piazza Duomo si arriva senza difficoltà a Piazza del Popolo, ricca di edifici storici, tra cui i medievali Palazzo Manfredi e Palazzo del Podestà, e di negozi, bar uffici. Si tratta di uno dei principali punti di ritrovo per i faentini.

    Duomo di Faenza

    Il Duomo

  1. Museo Internazionale delle Ceramiche
    La città romagnola è uno dei centri ceramici più importanti al mondo. Il museo ospita esemplari provenienti dall’Estremo Oriente, dall’America Centrale e Meridionale fino ai principali centri produttivi europei. Un’ampia sezione è dedicata alle ceramiche faentine e italiane, dal Medioevo ai giorni nostri.ceramiche di faenza
  1. Il Palio del Niballo
    Si tratta di una gara di origini medievali che, ancora oggi, durante il mese di giugno, interessa i cinque rioni storici della città. Da non perdere gli eventi collaterali: la Not de’ Bisò, la Donazione dei Ceri e il Torneo degli Alfieri Bandieranti. E ovviamente le prove della gara a cui è possibile assistere gratuitamente.

L’evento da non perdere: la Fiera di San Rocco

Il primo novembre, l’antica Fiera di Faenza, dedicata a San Rocco, colora il quartiere di Via Cavour con attrazioni medioevali, mercati, mostre, visite guidate e buona cucina.

MODENA – FRANCESCO GUCCINI

3 cose da non perdere

  1. Centro storico
    Una volta a Modena non può mancare una passeggiata per le vie del centro. Partiamo da Piazza Grande con i monumenti più amati e significativi: il Duomo, esempio di arte romanica, e la Ghirlandina, torre simbolo della città. Entrambi sono stati riconosciuti dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. Sempre in Piazza Grande si può ammirare il Palazzo Comunale, attualmente sede amministrativa del Comune.
    Non molto distante troviamo Piazza Roma. Qui sorge il Palazzo Ducale, oggi sede della celebre Accademia Militare di Modena.
    Il centro storico è anche il punto di riferimento della movida cittadina. Numerosi i pub, discopub, jazz club e locali in cui divertirsi.piazza grande modena
  2. Palazzo dei Musei
    Percorrendo la Via Emilia si arriva a Piazza Sant’Agostino. Da non perdere: la Chiesa di Sant’Agostino, al cui interno si può ammirare il Compianto del Cristo Morto del Begarelli e il Palazzo dei Musei.
palazzo dei musei modena

Palazzo dei Musei

  1. Museo dell’aceto balsamico tradizionale di Modena
    Nato nel 2002 a Spilamberto (raggiungibile con 20 minuti in auto da Modena), il Museo è un vero e proprio punto di riferimento per la diffusione della cultura del Balsamico. Nel corso della visita si scopre l’intero processo di produzione del prodotto IGP, dai vigneti all’assaggio.

L’evento da non perdere: La Bonissima. Festival del gusto e dei prodotti tipici modenesi

Dal 16 al 18 ottobre Piazza Grande ospiterà la mostra/mercato dei prodotti della tradizione culinaria modenese. Tra gli eventi collaterali da non perdere degustazioni e show-cooking condotti da chef stellati.

REGGIO EMILIA – ZUCCHERO

3 cose da non perdere

  1. Centro Storico
    Da non perdere Piazza Prampolini. Qui si possono ammirare l’incompleta Cattedrale di Santa Maria Assunta e la sede del Comune con la settecentesca Sala del Tricolore e la Torre del Bordello. Nei pressi del Duomo spicca anche la Chiesa della Ghiara. Numerosi i bar, pub e locali che la circondano.
piazza prampolini

Piazza Prampolini

Da Piazza Prampolini si raggiunge Piazza San Prospero, il cui nome deriva dalla Basilica risalente al XVI secolo che occupa uno dei suoi quattro lati. La piazza è particolarmente nota per i sei leoni in marmo rosso dello scultore reggiano Gaspare Bigi e per il mercato che vi si svolge.

piazza san prospero

Piazza di San Prospero

  1. I Giardini Pubblici
    Il parco cittadino per eccellenza. Tra alberi secolari, statue, monumenti e giochi d’acqua merita una visita.
  1. Il Teatro Municipale
    Per quanti dovessero avere il tempo di assistere a uno spettacolo, si tratta del terzo teatro d’opera più importante in Italia. Un piccolo gioiello dell’Ottocento.teatro municipale reggio emilia

L’evento in programma: Festa d’Autunno – Ciccioli Balsamici 2015

Protagonisti indiscussi della festa d’autunno, in programma nei giorni 24 e 25 ottobre ad Albinea (Re), un piccolo comune a 30 minuti in autobus da Reggio Emilia, i tipici “ciccioli” e l’aceto balsamico, oltre a una serie di prodotti di stagione, come funghi e castagne. Alle degustazioni si affiancheranno mostre, laboratori, giochi del passato e molto altro.

Curiosità. In realtà la città che ha dato i natali al cantante Zucchero è Roncocesi, una frazione del comune di Reggio Emilia.

 LE RICETTE DEI CANTANTI

LUCIANO LIGABUE – Lo Scarpazzone di Correggio (al scarpasòt cursésc in dialetto locale)

Cos’è

Una sorta di torta salata ripiena con bietole lesse, uovo, cipolla, aglio, parmigiano, noce moscata e lardo macinato. Differisce dall'”erbazzone reggiano” per l’assenza della pasta sfoglia o brisee.

scarpasot

 

Come si prepara

Ingredienti
4 cucchiai di farina, 1 chilo di bietole chiare, 30 g. di lardo macinato, 80 g. di Parmigiano Reggiano, 2 uova, 2 cipollotti tritati, 1 spicchio di aglio tritato, noce moscata, sale, olio.

Preparazione
Lavate le bietole, tritatele e scolatele assicurandovi che non ci siano residui di acqua. A questo punto salatele e mettetele in una teglia. Aggiungetevi gli altri ingredienti, eccetto l’olio. Mescolate bene il tutto in modo da ottenere un impasto omogeneo e lasciate riposare.
In una padella antiaderente versate un po’ d’olio e aggiungeteci il composto. Lasciate cuocere senza coperchio per qualche minuto, quindi coprite e lasciate cuocere a fiamma bassa per un’ora circa. Spegnete il fuoco e lasciate raffreddare. A questo punto girate lo “scarpasot” e lasciate che si cuocia dall’altro lato, a fuoco lento per un’altra ora circa.

Curiosità
Il piatto ha ottenuto nel 2012 la De.Co., la Denominazione Comunale, con cui è stato ufficialmente riconosciuto come prodotto d’identificazione della comunità locale.

VASCO ROSSI – Il Borlengo

Cos’è

È simile ad una crespella molto sottile e croccante ripiena con la “cunza”: un battuto di lardo, aglio e rosmarino. Da servire caldo, piegato in quattro, con una spolverata di parmigiano reggiano.

borlengo zocca

Come si prepara

Ingredienti
1 chilo di farina, 2 uova, 4 litri di acqua, 1 cucchiaio di sale, 150 g. di lardo di maiale, 2 spicchi di aglio, 1 cucchiaio di rosmarino.

Preparazione
La base del borlengo è la cosiddetta “colla”, un impasto liquido cotto nella “rola” (una padella di rame stagnato di 45cm circa di diametro) e poi condito. Per prepararlo mettete in una ciotola farina, uova e sale e mescolate con una frusta o un mixer elettrico. Impastate e aggiungete acqua fino ad ottenere un composto molto liscio. Lasciate riposare un paio d’ore in frigorifero.
Per preparare la “cunza” mettete in un recipiente il lardo e l’aglio e il rosmarino tritati. Scaldate leggermente la miscela fino a sciogliere il lardo.
A questo punto versate sulla “rola” un cucchiaio di “colla”. Lasciate cuocere per pochi minuti. Una volta ottenuta la consistenza desiderata, cospargete il borlengo con la “cunza” e spolverate con il parmigiano. Piegate la crespella in quattro e servitela.

LAURA PAUSINI – I Tortelli di San Lazzaro

Cos’è

Tortelli di sfoglia ripieni con castagne lessate, cioccolato, marmellata, canditi, mandorle e amaretti.

tortelli di san lazzaro

Come si prepara

Ingredienti

Per il ripieno: 300 g. di castagne secche, 100 g. di cacao, 160 g. di canditi (cedro e arancio), 100 g. di amaretti, 80 g. di mandorle, 200 g. di marmellata, una bacca di vaniglia.

Per la sfoglia:1 chilo di farina, 300 g. di zucchero, 250 g. di burro, 4 uova, lievito, un pizzico di bicarbonato, latte quanto basta per ottenere un impasto morbido.

Procedimento

Lessate le castagne e aggiungete nell’acqua la buccia di due arance e di un limone, una bacca di vaniglia aperta, un pizzico di sale e 4 cucchiai di zucchero.
A temperatura di ebollizione lasciate cuocere con il coperchio e a fuoco moderato per alcune ore, finché le castagne non saranno tenere e l’acqua quasi completamente evaporata. A questo punto tritate tutti gli ingredienti nel frullatore.
Preparate ora l’impasto per la sfoglia e lasciatela riposare per mezz’ora. Stendete l’impasto col matterello e tagliate dei dischi di media grandezza. Riempite ogni disco con un po’ di ripieno. Richiudete dando al dolce la caratteristica forma allungata.
Lasciate cuocere in forno caldo per circa 20 minuti. Prima di servirli, bagnate i tortelli nell’Alchermes e spolverateli con zucchero semolato.

FRANCESCO GUCCINI – Lo Zampone di Modena

Cos’è

Insaccato ottenuto dal trito di carne di maiale e avvolto nella pelle delle zampe anteriori del suino.

zampone di modena

Come si prepara

Ingredienti 
Uno zampone da 1 chilo circa.

Preparazione
Lasciate lo zampone in ammollo in acqua fredda per una notte, in modo che possa ammorbidirsi e dissalarsi adeguatamente.
Al mattino seguente punzecchiate lo zampone con una forchetta e con un coltello praticate delle incisioni, in modo da evitare che scoppi durante la cottura.
Avvolgetelo quindi in un canovaccio e legatelo con uno spago. Sistematelo in una zamponiera, copritelo d’acqua e lasciate bollire per tre ore circa a fuoco moderato.
Una volta pronto togliete il canovaccio e tagliatelo a fette. Da servire accompagnato con purè di patate, lenticchie in umido o legumi in genere.

ZUCCHERO- I Tortelli Verdi

Cos’è

Involtini di sfoglia all’uovo ripieni con spinaci o bietole verdi, formaggio e ricotta.

tortelli verdi reggiani

Come si prepara

Ingredienti (per 4 persone)

Per la sfoglia: 300 g. di farina, 3 uova, noce moscata, sale.

Per il “pesto”: un mazzo di bietole (o in alternativa erbette), 50 gr. di parmigiano reggiano grattugiato, due cipollotti (o una piccola cipolla), due spicchi d’aglio, due cucchiai colmi di pangrattato, due cucchiai di lardo (o olio extravergine d’oliva), un cucchiaio di prezzemolo tritato, noce moscata, sale.

Procedimento

Lavare le bietole e mondarle. Sbollentarle per alcuni minuti fino a che non siano tenere, quindi scolarle e lasciarle a riposo in un colino in modo che possano disperdere l’acqua in eccesso.
In una padella scaldare il lardo (o l’olio) con l’aglio, aggiungere i cipollotti tagliati e lasciarli imbiondire. Unire le bietole strizzate e lasciare insaporire per una decina di minuti o fino a che il composto non risulti piuttosto asciutto. Poco prima di spegnere il fuoco unire il prezzemolo tritato, mescolare bene e lasciare intiepidire.
Aggiungere al composto il pangrattato, il parmigiano, un pizzico di noce moscata e di sale.  Amalgamare bene gli ingredienti fino ad ottenere un pesto piuttosto asciutto, omogeneo e morbido al punto da modellarlo con le dita.
Preparare la sfoglia e stenderla. Ricavare dei quadrati di circa 4 centimetri per lato, quindi prelevare una piccola quantità di pesto e formare il tortello.
In una pentola capiente lessare i tortelli. A ebollizione raggiunta lasciare lasciare cuocere per pochi minuti. Scolare e servire condendo con burro e parmigiano grattugiato.

 

Curiosità. Lo scorso 19 novembre è uscito Paese mio, un film documentario, diretto da Riccardo Marchesini e prodotto da Giostra Film in collaborazione con Emilia Romagna Film Commission, che indaga sul perché l’Emilia Romagna sia terra madre di così tanti artisti di successo.
Un vero e proprio viaggio musicale e non solo nei luoghi che hanno visto nascere e accompagnato il successo di alcuni dei cantanti italiani più famosi nel panorama nazionale e internazionale.

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