Milano. Le 10 cose da non perdere

Chiara Arroi
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Milano. La capitale economica e finanziaria del Belpaese. La città che corre. Moda, borsa, aperitivi, design, le sue parole d’ordine. Eppure visitarla significa mantenersi in equilibrio tra storia e modernità, tra boutique di alta moda, caffè storici e monumenti antichi, tra prestigiosi musei e angoli di movida. Tutto in perfetta armonia.

Ecco le 10 cose da non perdere, se si sceglie di immergersi in questo gioco di equilibri.

Duomo di Milano

Il Duomo

1. Il Duomo
Con i suoi 5 milioni di visitatori all’anno è Il simbolo per eccellenza di Milano. La sua imponenza monumentale balza agli occhi appena si arriva di fronte alla rettangolare piazza che lo ospita, Piazza del Duomo. È la terza chiesa cattolica del mondo per grandezza. Davanti a lei solo la Basilica di San Pietro al Vaticano e la Cattedrale di Siviglia. Dedicato a Santa Maria Nascente, la sua costruzione, in stile gotico, è iniziata nel 1386 e finita nel ‘900. Lungo questo arco di tempo diversi sono stati gli artisti e architetti che qui hanno lasciato traccia. La facciata è stata completata solo a inizio ‘800, quando sotto istanza di Napoleone furono avviati i lavori, in vista della sua incoronazione a re d’Italia. La magnificenza del Duomo richiede due tipi di visite: quella interna e quella esterna. Dal lato sinistro dell’edificio si accede alla biglietteria che porta alle terrazze superiori. E da qui si può godere di un panorama mozzafiato, sul quale impera l’altro simbolo della capitale meneghina, la famosa Madunina”, meravigliosa settecentesca statua dorata della Vergine Maria, realizzata in rame dorato da Giuseppe Bini.

Castello Sforzesco

Castello Sforzesco

2. Il Castello Sforzesco
Per godere di un altro pezzo di storia della capitale meneghina è d’obbligo una tappa qui, non lontano dal Duomo, in uno dei castelli più grandi d’Europa situato al centro dell’oasi verde del Parco Sempione. Nato nel 1368 come fortezza per volere dei Visconti, allora signori di Milano, viene trasformato nel 15° secolo in una delle più belle residenze rinascimentali da Francesco Sforza. A fine 1400 Ludovico il Moro sale al potere, facendo del castello sede di una delle corti più ricche e fastose di tutta Europa, alla cui ricchezza contribuì il lavoro di artisti come Leonardo da Vinci e il Bramante. Alla struttura esterna con le mura, i cortili e i sotterranei si aggiungono le splendide sale con la Pinacoteca, il Museo degli strumenti musicali, il Museo dell’Arte Antica e la Cappella Ducale. Nella famosa Piazza d’Armi si possono ammirare i resti di antiche costruzioni e due torri si ergono a difesa della struttura: la torre Bona e la Rocchetta, dove è custodito il dipinto “Argo”, opera del Bramante. Tra le opere presenti nel castello, anche la “Pietà Rondanini” del grande Michelangelo e la Sala delle Asse, affrescata con il pergolato di Leonardo.

Galleria Vittorio Emanuele II

Galleria Vittorio Emanuele II

3. Galleria Vittorio Emanuele II
Una delle sedi dello shopping di lusso meneghino. Dedicata al re che la inaugurò nel 1867, fu voluta e realizzata dall’architetto Giuseppe Mengoni per unire il Teatro della Scala a Piazza del Duomo. Ed è proprio dalla porta monumentale posta su questa piazza che vi si accede. Archetipo della galleria commerciale dell’ottocento è uno dei più celebri esempi dell’architettura del ferro europea. Conosciuta per i suoi eleganti negozi e locali, frequentati sin dalla sua inaugurazione dalla borghesia milanese. Per questo motivo è anche detta ‘il salotto di Milano‘. Uno splendido percorso coperto, in stile eclettico e liberty, a forma di croce che conserva un’incantevole e unica atmosfera retrò, da salotto ottocentesco. Nell’ottagono centrale, sul pavimento, il simbolo araldico dei Savoia e gli stemmi di Torino (toro), Roma (lupa), Firenze (giglio), Milano (croce rossa). E Tradizione vuole che chi visiti Milano, come auspicio di buona sorte, debba fare un giro di tacco sugli attributi del toro disegnato a mosaico sul pavimento.

Navigli Milano

Navigli

4. Aperitivo sui Navigli
Non si può affermare di aver visto Milano senza aver fatto un giro ai Navigli (e aver assaporato alcuni tra i migliori aperitivi sulla piazza). Canali artificiali costruiti tra il 1179 (Naviglio Grande) e il sedicesimo secolo (Naviglio Martesana) per rendere Milano accessibile dai fiumi Ticino e Adda. Anche Leonardo contribuì al progetto nel quattrocento, ideando un sistema di dighe molto innovativo. Dal Naviglio Grande al Naviglio Pavese arrivavano i barconi (oggi diventati locali) con il marmo di Candoglia, necessario per realizzare la cattedrale del Duomo. Fino al 19° secolo sono stati il porto della città e ospitavano mercatini e negozietti. Oggi sono il centro della movida notturna milanese, zona esclusiva frequentata dai cultori dell’aperitivo. Ai navigli l’atmosfera è particolare anche perché accanto ai bar e locali moderni e sfavillanti convivono le botteghe, i negozietti artigianali e le facciate delle case colorate di tinte vivaci e intense che si rispecchiano sull’acqua e rendono il grigiore metropolitano un orizzonte lontano.

Tram

Il Tram

5. Il Tram
Con i suoi 115 chilometri, la rete tranviaria milanese è la più lunga d’Italia. E a renderla particolare sono i caratteristici tram giallo crema e dagli interni in legno, risalenti agli anni ’20 e tutt’ora in funzione e caposaldo delle linea tranviaria cittadina. Chiamati anche “vetture a carrelli”, “tipo 1928” o “le Ventotto”, la loro ossatura è talmente forte da aver resistito persino ai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Oggi è addirittura possibile organizzare cene e feste private all’interno di alcuni vecchi tram, prendendoli in affitto in occasione di eventi e ricorrenze, oppure prenotando il posto in uno dei giri turistici della città a bordo di questi affascinanti pezzi di storia.

Terrazza Martini

Terrazza Martini

6. La Terrazza Martini
Ideale per chi voglia vivere Milano in altezza. Dal 1958 è una delle terrazze più famose della Milano da bere, situata al 15° piano del grattacielo di Piazza Diaz, a dominare le guglie del Duomo e i tetti della città. Da qui sono passati i più illustri protagonisti delle cronache mondane e culturali, del cinema italiano e internazionale. Da Luchino Visconti e Federico Fellini, da Vittorio De Sica a Francois Truffaut. Dall’ultimo restyling, si presenta oggi con uno stile moderno e lussuoso, di alto design ed è sede di esclusivi eventi privati e presentazioni, come fu nel 1960 per la presentazione del film “La Dolce Vita”, con il maestro Fellini e Anita Ekberg ospiti di questo esclusivo salotto.

Pinacoteca Brera

Pinacoteca Brera

7. Pinacoteca di Brera
Tappa obbligata per chi si vuole immergere nella cultura. Situata all’interno del Palazzo di Brera, che ospita la Biblioteca nazionale, la celebre Accademia delle Belle Arti, l’Orto Botanico e l’Osservatorio. Qui è conservata un’incredibile raccolta di capolavori, sorta a fine Settecento per volere di Maria Teresa d’Austria, che trasformò questo ex convento religioso in uno splendido polo culturale. Proprio qui, a Brera si possono ammirare opere del calibro de “Il Bacio” di Hayez, “Lo Sposalizio della Vergine” di Raffaello, “La Sacra Conversazione” di Piero della Francesca. Un patrimonio che negli anni è cresciuto sempre di più fino agli anni Settanta, quando si arricchì di alcune collezione dei più grandi artisti del Novecento: Modigliani, Braque, Morandi, Carrà. Pinacoteca e Accademia, le due punte di diamante di un quartiere a metà strada tra il bohemien e lo chic. Con gli artisti di strada tra i vicoletti, i localini notturni, e gli immancabili cartomanti pronti a predire il futuro. Vicoletti eleganti, colorati e fioriti, tutti da visitare.

Chiesa Sant'Ambrogio

Chiesa di Sant’Ambrogio

8. Chiesa di Sant’Ambrogio
Dopo il Duomo è il monumento cristiano più importante della città, una delle chiese più antiche di Milano, situata nell’omonima piazza. Capolavoro dell’epoca paleocristiana e medievale è stata fondata nel 379. Caratteristica unica è la struttura a mattoni rossi, tipica del romanico lombardo, preceduta da un portico quadrilatero di estrema bellezza. Sant’Ambrogio è il patrono di Milano, e così ogni anno, il 7 dicembre, in occasione della festa patronale, viene aperta al pubblico la piccola cripta, per ammirare da vicino lo splendido altare ricoperto d’oro e pietre preziose.

 

Quadrilatero della moda

Quadrilatero della moda

9. Quadrilatero della moda
Via Montenapoleone, Via Manzoni, Corso Venezia e Via della Spiga. Il quadrilatero fashion, il cuore dello shopping milanese, con le quattro via principali e quelle contigue piene di vetrine e negozi delle grandi firme.. Qui si concentrano boutique, gioiellerie, atelier e showroom. Abbigliamento, design, arredamento. Tutto all’insegna dello stile. Domina sul quadrilatero via Montenapoleone, la sesta strada più costosa e prestigiosa al mondo. Questo il quartiere a cui i più grandi stilisti offrono le loro creazioni, composto al suo interno da strade molto eleganti, come via Borgospesso, via Santo Spirito, via Gesù, via Sant’Andrea e via Bagutta. Zona molto viva anche dal punto di vista culturale. Tra queste splendide boutique, infatti, sorgono numerosi luoghi, sedi di storici e prestigiosi palazzi, come le case-museo Poldi Pezzoli e Bagatti Valsecchi, Palazzo Morando, sede del nuovo museo del costume e della moda, il Grand Hotel et de Milan, in cui hanno alloggiato importanti personaggi come Giuseppe Verdi, la chiesa di San Francesco di Paola, il settecentesco Palazzo Gallarati Scotti e il Palazzo Borromeo d’Adda.

Cenacolo di Leonardo

Ultima Cena – Leonardo

10. “L’ultima cena” di Leonardo, a Santa Maria delle Grazie
Per completare l’affascinante tour di Milano non può mancare la ciliegina sulla torta. La tanto celebre quanto discussa “Ultima Cena”, capolavoro di Leonardo da Vinci conosciuta come “Il Cenacolo”. È custodito proprio qui, nella capitale Meneghina, all‘interno del refettorio del convento domenicano di Santa Maria delle Grazie. Leonardo ha realizzato quest’opera di sorprendente bellezza sulla parete nord della grande sala tra il 1494 e il 1498, nel corso della signoria di Ludovico il Moro. Numerose sono state le opere di restauro sul Cenacolo, in particolare quella del 1999, che ha restituito al dipinto i suoi colori originali. Per evitare altri danneggiamenti, l’opera è conservata in particolari condizioni ambientali, determinate dal trattamento dell’aria, ed è visitabile soltanto su prenotazione, da gruppi di massimo 25 visitatori, ogni 15 minuti.

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