Falso Made in tuscany, gli orrori alimentari in mostra

Chiara Arroi
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Dal Kit per farsi il Chianti in garage alla finocchiona americana “columbus”. Sono solo alcuni dei 32 orrori alimentari in mostra fino al 31 ottobre a Firenze alla Casa delle eccellenze. Scoperti e sequestrati in tutto il mondo sono stati spacciati per toscani, senza in realtà neanche avvicinarsi al livello di eccellenza del vero Made in Tuscany.

È la più grande galleria di tarocchi mai allestita in Toscana dall’Osservatorio anti-contraffazione in collaborazione con la Camera di commercio, intitolata “I nuovi mostri a tavola”, prodotti deleteri per la salute, per il settore agroalimentare italiano e per l’immagine del Made in italy a livello internazionale.

Tra i prodotti anche il salame, declinato con le etichette ingannevoli “Firenza salami”, prodotto in Germania, oppure il latte statunitense etichettato “Tuscan”. Alla casa delle eccellenze lo scorso mercoledì è stato anche simulato un processo al falso Made in Italy, dove veri produttori Coldiretti e militari dl Nas, il nucleo antisofisticazioni, hanno trascinato i tarocchi sul banco degli imputati, con una giuria popolare, costituita dal pubblico in sala, che a fine processo ha emesso la sua sentenza di condanna al tarocco.

Una miriade di prodotti che ogni giorno ci viene spacciata come italiana, ma che in realtà contiene materie prime provenienti dall’estero. . Le associazioni di categoria stimano che un terzo dei prodotti agroalimentari venduti e esportati con il marchio made in Italy, contiene materie prime straniere. Proprio così: 1 prodotto su 3 finisce sugli scaffali dei supermercati con l’inganno della certificazione italiana.

Due prosciutti su tre, venduti come italiani, sono prodotti con maiali allevati all’estero. La stessa cosa avviene per il latte a lunga conservazione (tre confezioni su quattro) e per la metà delle mozzarelle spacciate per italiane e prodotte, invece, con latte o cagliate straniere. La Cina è la capitale della contraffazione ma al secondo posto c’è l’europea Germania. Ovunque circolano imitazioni del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano, prodotti fuori dall’Italia, senza indicazioni di provenienza e con nomi di fantasia. Anche sulle bottiglie di olio ottenuto da olive straniere non si conosce la loro origine. Ancora più discutibili poi i wine-kit autorizzati: miscele di polveri che promettono in pochi giorni di ottenere le etichette italiane più prestigiose. Tra cui proprio il tarocco Chianti, l’orrore doc esposto alla casa delle eccellenze.

La classifica dei 5 cibi più taroccati al mondo:

1. Olio extravergine d’oliva
2. Vino
3. Aceto balsamico
4. Parmigiano Reggiano
5. La pasta

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