Fendi, il Colosseo Quadrato apre al pubblico, ma con tanti interrogativi

Linda Tiralongo
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Palazzo Civiltà, Roma

Gli uffici della maison di moda Fendi lasciano Largo Goldoni  in pieno centro a Roma per trasferirsi nella zona dell’Eur. Nulla da dire, se non fosse per la nuova sede prescelta: il Palazzo della Civiltà Italiana.
Travertino immacolato e la perfezione di 216 archi distribuiti su sei piani di altezza di un edificio monumentale emblema dell’architettura razionalista del periodo Fascista.

Il “Colosseo Quadrato” così come lo chiamano i Romani, per il palese richiamo all’Anfiteatro Flavio, diventerà la nuova casa del marchio Fendi, in virtù dell’accordo siglato tra Lvmh, il gruppo francese  presieduto da Bernard Arnault, proprietario non solo di Fendi ma anche Louis Vuitton, Bulgari e altri marchi, e la società Eur Spa.

Uffici, archivi, il Fur Atelier di Karl Lagerfeld, caffetteria, bookshop e naturalmente uno spazio espositivo al primo piano destinato ad accogliere il pubblico e ad allestire mostre, iniziative ed eventi culturali per dare al palazzo  storico quella fruibilità mai avuta finora.

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Anita Eckberg in una delle pellicole di Fellini

Per  la prima volta dopo oltre 70 anni di vita venerdì 23 ottobre, il Palazzo della Civiltà Italiana apre al pubblico, che potrà entrare in quel luogo tanto solenne quasi irreale conosciuto attraverso la pittura metafisica di De Chirico e le pellicole di Antonioni e Fellini.
Una Nuova Roma. L’Eur e il Palazzo della Civiltà Italiana è l’evento che inaugura  lo spazio espositivo voluto da Fendi.
Opere, oggetti di design e foto d’autore da Mario Sironi a Enrico Prampolini, da Gino Severini a estratti di film di registi come Antonioni, Rossellini e Fellini raccontano fino al 17 marzo la storia dell’Eur e del Colosseo quadrato.

Ma cosa non convince allora?

12.000 metri quadrati su sei piani è l’ampiezza della struttura concessa in locazione in rispetto al vincolo di destinazione museale  con canone mensile, che secondo le indiscrezioni della stampa ammonterebbe a 240.000 euro al mese.

Cifra quasi modica, considerato che la controparte è uno dei magnati del lusso su scala mondiale e che, secondo i fatti, la società pubblica Eur Spa non avrebbe aperto nessun bando per assegnare il progetto di promozione e valorizzazione di uno dei gioielli dell’eredità storica e culturale della Capitale che è finito al gruppo francese Lvmh non si sa bene come. Con un colpo di spugna sarebbe scomparso il progetto di valorizzazione del made in Italy di cui sarebbe assegnataria la Fondazione Valore Italia, così come sembra essere stata accantonata la realizzazione della Nuvola dell’architetto Fuksas da anni in cantiere.

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Quartiere dell’Eur, sullo sfondo il Palazzo della Civiltà Italiana

Di certo la griffe della moda si lega all’arte, alla città di Roma. Grazie alla maison è stato possibile il restauro delle Quattro Fontane ed è in cantiere quello della Fontana di Trevi. Tuttavia le alterne vicende, degli ultimi giorni, sul Colosseo Quadrato hanno rinnovato l’interesse dell’opinione pubblica per l’operato di Fendi.
Come riporta Il Messaggero del 19 ottobre, si sospetterebbe un abuso edilizio proprio sull’ultimo piano del Palazzo della Civiltà. Una grossa struttura, in corso di costruzione, sul tetto dell’edificio ha destato clamori non indifferenti, dato che si tratta di un palazzo di pregio storico-architettonico di proprietà pubblica (Eur Spa, al 90% del Mef, al 10% del Comune di Roma), concesso in locazione al gruppo Lvmh fino al 2028 e su cui finora nè i dirigenti della Soprintendenza delle Arti e Paesaggio, nè il personale dell’Ufficio Tecnico locale sembrano aver motivato o chiarito i fatti.  Solo Fendi ha smentito, dichiarando che si tratta di una modifica provvisioria  e che la struttura sarà rimossa subito dopo l’inaugurazione del Palazzo.

Nel frattempo come riporta Il Messaggero, i vigili urbani hanno preparato una dettagliata informativa all’Autorità Giudiziaria dei lavori e del loro stato di avanzamento «in modo da permettere al giudice, in caso egli ravvisi eventuali ipotesi di reato, di aprire un fascicolo e nominare una consulenza tecnica».

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La struttura posticcia “spuntata” improvvisamente sul terrazzo dell’edificio

Danno o beffa alla bistrattata cultura del Bel Paese? Al momento sembra rispondere dall’alto della struttura l’imponente inscrizione: 

Un popolo di poeti di artisti di eroi di santi di pensatori di scienziati di navigatori di trasmigratori”.

Una celebrazione che ribadisce cosa siamo e abbiamo il dovere di essere: un popolo che ha il diritto di sapere cosa succede al proprio patrimonio per poterlo tutelare prima che gli sia svenduto sotto gli occhi.

Mostra
Una Nuova Roma. L’Eur e il Palazzo della Civiltà Italiana
Dal 23 ottobre 2015 al 7 marzo 2016
Ingresso libero

Telefono: +39 06 33450970 

 

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