Londra, The world goes pop il volto meno noto della Pop Art

Linda Tiralongo
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“The world goes pop”, la mostra che racconta il linguaggio della protesta della Pop Art è in corso a Londra alla Tate Modern fino al 24 gennaio. Tra gli spazi espositivi della gallery rivivono le icone del cinema e della pubblicità, i fumetti in Technicolor con cui la Pop Art criticava la cultura consumistica occidentale e non solo. Meno noto infatti che la Pop Art fu anche arte di critica politica. Il suo impianto iconografico si prestava bene a veicolare le istanze di protesta politica e dissidenza.
Rivelare storie alternative del pop“, far conoscere al pubblico aspetti meno noti, a margine del movimento stesso è la suggestione che ispira e guida l’allestimento alternativo della mostra curata da Jessica Morgan e Flavia Frigeri.

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Intruso, Equipe Cronica

Si tratta di correnti parallele e vicinissime al movimento anglosassone, nonostante la distanza geografica, che hanno usato la Pop Art per far passare messaggi sovversivi come la rivolta al comunismo cinese o i timori per la Guerra fredda.

Social Realism and Pop Art in the battlefield, Equipo Crónica

Social Realism and Pop Art in the battlefield, Equipo Crónica

Centosessanta le opere scelte per rivelare tout court la Pop Art. Capolavori diversi nei contenuti, ma tutti appartenenti alla grande famiglia del coloratissimo e irriverente movimento artistico che fa diventare oggetto d’arte la quotidianità dei pomodori in scatola Campbell o della bottiglia Coca-Cola.
Accando a Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Jasper Johns ci sono molti artisti provenienti da Brasile, Giappone, Colombia, Islanda.  Tutti in viaggio alla scoperta della Pop Art attraverso i continenti.

Bernard Rancillac, Pilules capsules conciliabules

Bernard Rancillac, Pilules capsules conciliabules

Le curatrici dell’evento, Jessica Morgan e Flavia Frigeri si sono messe realmente in viaggio per il mondo alla ricerca delle tele e delle opere di Pop art meno note. Sbarcano a Londra artisti del calibro di Beatriz Gonzalez con la sua pittura pop ma intrisa di protesta sociale o Equipo Crónica, un collettivo di pittori spagnoli che nella loro Social realism and Pop Art in the battlefield celano la paura europea per la Guerra Fredda.  E ancora, il pittore islandese Errò che scelse di usare la lente della Pop per parlare dei timori Usa per il comunismo cinese nei suoi American Interior.
The world goes pop (Il mondo si fa pop), oltre i confini geografici. Un monito dal mondo dell’arte per riflettere sulla rivoluzione e sulla protesta del quotidiano.

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American Interior, Errò

Fino al 24 Gennaio 2016
Tate Modern, Londra
Biglietti £16.00 
Ingresso libero sotto i 12 anni

Orari di apertura
Domenica – Giovedì, 10.00–18.00
Venerdì – Sabato, 10.00–22.00

Per informazioni: www.tate.org.uk
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