Scalo di Fiumicino: la nuova porta d’Italia, Pista 3 pronta al decollo

Chiara Arroi
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Fiumicino aeroporto

Con il completamento in tempi record della pista 3 di Fiumicino, prende sempre più piede il nuovo concetto di aeroporto, messo a punto da Adr, che vuole il Leonardo da Vinci come porta d’accesso eccellente all’Italia. Un aeroporto del futuro, capace di scrollarsi di dosso il marchio di scalo disorganizzato , caotico, in preda a continue emergenze.

Così, con la terza pista pronta, realizzata in breve tempo e con un investimento di ben 72 milioni di euro, Alitalia, a detta del suo presidente Luca Montezemolo, può tornare ad alti standard di eccellenza e puntualità e a competere ancora nella classifica dei vettori più puntuali d’Europa.

Non è tutto. Il progetto Adr, presentato nei giorni scorsi al ministro delle Infrastrutture Delrio, è ampio e coinvolge tutto lo scalo di Fiumicino in un ambizioso programma di ammodernamento, e avverrà, da qui al 2021, ricostruendo lo scalo su se stesso, una riapertura in pompa magna con 11 miliardi di investimenti totali.
Il prossimo anno sarò il turno del molo F, interamente dedicato a Alitalia e dell’avancorpo del Terminal 3, che si prevede possa far aumentare la capacità da 35 a 57 milioni di passeggeri. E sarà poi la volta della quarta pista, nel 2020, che proietterà lo scalo verso un ulteriore sviluppo in termini di aumento di capacità, perché oggi Fiumicino ha raggiunto il suo punto massimo. Sempre nel 2020 dovrebbero essere pronti nuovi moli e Terminal: il molo A e avancorpo Terminal 1 e molo F, per un investimento di due miliardi di euro.

Entro il 2021, se progetto e tempi saranno rispettati, ad accogliere i viaggiatori sarò un Leonardo da Vinci completamente nuovo e ridisegnato, un cambio di pelle dal punto di vista infrastrutturale e dei servizi offerti ai passeggeri. Uno scalo d’avanguardia capace di dare risposta alle esigenze del mercato del trasporto aereo e pronto addirittura a raddoppiare, qualora le previsioni positive di un aumento della domanda venissero rispettate.

Già Vito Riggio, presidente Adr, in una conferenza stampa dello scorso settembre aveva annunciato l’ipotesi di un raddoppio di Fiumicino. Un Fiumicino bis, nella parte nord, territorio di Maccarese. Questo perché si dovrebbe arrivare in futuro a una capacità di accoglienza di 100 milioni di passeggeri. E a seguito dei dati più che positivi sul trasporto aereo estivo di quest’anno, le parole di Riggio si erano fatte molto più possibiliste. Il master plan c’è, decideranno il mercato e l’andamento del traffico aereo nei prossimi anni se e in che misura il progetto si potrà realizzare davvero. Per ora Giovanni Castellucci, presidente Atlantia, società che controlla Adr, sostiene che “tutto avverrà per gradi, senza strappi, secondo la richiesta del mercato. Si pianifica l’ampliamento, ma la realizzazione è legata all’effettiva necessità”.

Perché le sfide ci sono e impongono alla cabina di regia Atalntia, Adr, Governo di recuperare vent’anni persi in emergenze. Il gap con gli altri grandi aeroporti internazionali va colmato, secondo Castellucci, dal Charles de Gaulle di Parigi allo scalo Heatrowh di Londra. E gli investimenti messi i campo vanno proprio in questa direzione, per fare del nuovo Fiumicino una competitiva vetrina del made in Italy.

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