Giacomo Balla, l’Astrattista Futurista a Parma

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giacomo balla

C’è tempo fino all’8 dicembre per la mostra Giacomo Balla. Astrattista Futurista in esposizione presso la Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo (Parma).

In occasione del centenario della sottoscrizione del manifesto Ricostruzione futurista dell’universo da parte di Balla e Depero, la rassegna ne ripercorre i punti salienti attraverso le opere di uno dei suoi firmatari.

Prese in prestito da importanti collezioni private e dai principali musei italiani, le opere esposte non sono solo l’incarnazione dei punti programmatici del Manifesto, ma vere e proprie pietre miliari che da una sala all’altra segnano il passaggio attraverso le principali fasi della carriera artistica di Balla.

Articolata per temi, quelli alla base di uno dei testi più rivoluzionari dell’intero Novecento, la mostra prende avvio con le opere espressione del realismo della fase iniziale dell’artista torinese. Le tele di stampo impressionista, quelle delle vedute romane e del trionfo della luce. Per citarne qualcuna: Fontana che piange, Maggio e Finestra di Düsseldorf, l’ultimo esempio di pittura oggettiva prima del passaggio all’astrattismo.

giacomo balla


Giacomo Balla, Finestra di Düsseldorf, 1912, olio su tavola

Alla luce che predomina i dipinti esposti a inizio percorso si aggiungono le linee che disegnano il movimento intrinseco degli oggetti. Perché “l’arte diventa azione, cioè volontà, ottimismo, aggressione, possesso, penetrazione, gioia, splendore geometrico delle forze, proiezione in avanti“.
Il vuoto nelle tele precedenti è adesso occupato dalle linee che indicano il moto degli oggetti nello spazio, a scapito della figura. Tanto più rapido è il movimento di un corpo tanto più la percezione che ne deriva diventa astratta. Per Balla il moto e la luce annientano la materialità delle figure. Concetti ben visibili negli studi del volo delle rondini e dell’automobile che sfreccia.

Man mano che si procede negli anni e lungo il percorso espositivo si assiste a un crescendo di colore e compenetrazione di forme per un risultato sempre più astratto. Appartengono a questo periodo opere come Stagioni Forze di paesaggio + cocomero.

giacomo balla

Giacomo Balla, Forze di paesaggio + cocomero, 1917-1918, tempera su carta intelata

Si tratta delle opere frutto di un movimento futurista ormai maturo. Quelle che meglio sintetizzano l’intento di “ricostruire l’universo, rallegrandolo“, ridando forma a tutti gli elementi del mondo esterno, fino a comprendere oggetti e ambienti della vita quotidiana. Perché l’arte smette di essere fine a se stessa, pura e semplice esperienza estetica, per ridefinire e rimodellare ogni aspetto del vivere quotidiano. Ed ecco esposti cappelli, borse, fiori, abiti e persino stampelle in una veste del tutto nuova, completamente reinventata.

A chiudere il cerchio e la mostra una serie di autoritratti che segnano in un certo senso il ritorno dell’artista alle origini. Al recupero della figura umana che lo aveva tanto ispirato nei primi tempi. È la volta di opere quali Autoghigno, Auto ballarioso, Autocaffè.

giacomo balla

Giacomo Balla, Figlia del sole, 1933, olio su tavola

Info e Prenotazioni

Fondazione Magnani Rocca
Via Fondazione Magnani Rocca, 4 – Mamiano di Traversetolo, Parma
tel.: 0521 848327/848148
email: info@magnanirocca.it
sito web: www.magnanirocca.it

Orari

Dal martedì al venerdì: dalle ore 10:00 alle 18:00
Sabato, domenica e festivi: dalle ore 10:00 alle 19:00
Aperto lunedì 7 dicembre.
Attenzione! La biglietteria chiude un’ora prima rispetto all’ultimo ingresso consentito.

Biglietti

Intero: 9 euro. Attenzione! Il biglietto è valido anche per le mostre permanenti.

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