Roma b&b abusivi, tra concorrenza e illegalità

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Le campane dell’abusivismo risuonano forte nella Roma del Giubileo in vista dell’arrivo di centinaia di migliaia di pellegrini e turisti. Sotto attacco, in primis, le strutture ricettive extra-alberghiere: bed & breakfast, case vacanze e affittacamere, per intenderci.

fiamme gialleScattano i controlli stana-abusivi delle fiamme gialle e nella sola capitale, da giugno a oggi, si calcolano 5 mila strutture totalmente irregolari per un totale di 30 mila posti letto, che esercitano in mancanza di norme di sicurezza e igiene, non dichiarano gli ospiti e affittano più stanze del limite massimo consentito a prezzi triplicati, in vista dell’apertura delle porta santa della basilica di San Pietro.

Il prefetto Franco Gabrielli, insediatosi a Roma, lo aveva dichiarato mesi fa: “quattro b&b su cinque risultano abusivi, soprattutto nei quartieri a ridosso del Vaticano: Aurelio, Prati e Monteverde”. E Federalberghi Roma rincara la dose, stimando che delle 5 mila strutture abusive, il 30 per cento siano dislocate nel quartiere Prati, una zona appetibile, all’ombra del Vaticano, dove circa 1.500 strutture sfuggirebbero a ogni tipo di controllo.

Non rientrano nella sfera delle attività imprenditoriali e non prevedono apertura di partita iva. A conduzione familiare, il proprietario deve vivere all’interno della struttura, si possono affittare un massimo di tre stanze (al di sopra delle quali è prevista l’apertura di partita Iva), devono rispettare norme specifiche di igiene e sicurezza, con l’obbligo di comunicare alla questura gli ospiti accolti e di rispettare un periodo di chiusura obbligatorio, che varia da regione a regione, (dai 60 ai 120 giorni). Queste le regole basilari che i proprietari di b&b devono seguire per gestire la loro attività di accoglienza turistica.

Da una parte un giro d’affari enorme, una fetta di torta che si allarga sempre di più, dall’altra l’ assenza di una normativa nazionale unificata, pochi e sporadici controlli svolti sino a oggi, facilità di apertura e gestione di queste strutture e improvvisazione hanno lasciato spazio ad una proliferazione di irregolarità e abusivismo, in tutta Italia. Forse questo sta causando una grande falla nel sistema turistico e della sicurezza. Perché, oltre a non rispettare le basilari norme, spesso i b&b illegali non comunicano le generalità dei loro ospiti in questura, nulla di più pericoloso in un momento storico come questo, con allarmi terrorismo che risuonano ogni giorno e con l’avvento del Giubileo. Trentamila posti letto abusivi, secondo Federalberghi, in pratica 30 mila persone non registrate e censite dalla questura.

In vista del Giubileo i prezzi si sarebbero triplicati, secondo il Codacons, “speculazione che si presenta ad ogni grande evento annunciato”. Si parla di affitti alti per “lavatoi, garage e soffitte”, posti senza neanche la parvenza di legalità e agibilità.

E proprio Federalberghi Roma è partita all’attacco, al fianco di comune e forze dell’ordine per stanare i proprietari di b&b e affittacamere abusivi. “Siamo in attesa di essere convocati dalla prefettura per la firma ufficiale del protocollo di legalità, che permetterà l’utilizzo da parte delle forze dell’ordine di un innovativo software per realizzare controlli incrociati”, dichiara il presidente Giuseppe Roscioli. Il software in questione è stato sviluppato proprio da Federalberghi. Una battaglia senza esclusione di colpi quella dell’associazione di categoria, che permetterà di incrociare le strutture ricettive autorizzate e regolarmente registrate con quelle che vendono pacchetti e stanze on line.

Una lotta alla concorrenza sleale, che si fa più viva in un momento non facile per la categoria degli alberghi, con le migliaia di posti letto ancora non prenotati in vista del Giubileo, a fronte di aspettative più elevate da parte degli operatori turistici. E soprattutto con il vero e proprio boom dei b&b, a Roma come in tutta Italia, che oggi sono circa 150 mila e nel 2014 hanno visto una crescita del 5,8 per cento, a discapito di una contrazione delle strutture alberghiere classiche. Un nuovo modo di viaggiare si sta imponendo, guadagnandosi sempre di più il titolo di nuova frontiera dell’accoglienza turistica, superando di gran lungo, nelle scelte dei viaggiatori i classici pernottamenti in hotel

Dall’altro versante tuona l’Annba, l’associazione che rappresenta i b&b e le case vacanze, che non accetta la concorrenza sleale e attiva la mobilitazione contro la nuova legislazione della regione Lazio che pochi mesi fa voleva portare il periodo di chiusura attività obbligatorio dai 60 giorni attuali ai 120. Un vero e proprio favore alle lobby degli albergatori, secondo l’associazione , soprattutto in un periodo straordinario come quello del Giubileo, con l’emergenza alloggi e l’arrivo di 100 mila pellegrini al giorno previsti. Norma poi sospesa in occasione del Giubileo e slittata a gennaio 2017. Problema solo rimandato dunque.

 

B&b, affittacamere e case vacanza. Differenze

BreakfastL’apertura di un b&b non è considerata lavoro, né attività imprenditoriale. Non è soggetta quindi all’apertura della partita Iva e all’iscrizione alla camera di commercio. Non esiste al momento una normativa nazionale unitaria, salvo alcuni requisiti minimi e l’adattamento, regione per regione. Il proprietario deve essere residente o domiciliato nella struttura che utilizza per ospitare turisti; non può affittare più di 3 stanze, per un massimo di 6 posti letto. Se si va oltre le 3 stanze si sfocia nella figura ricettiva dell’affittacamere, che può affittare dalle 3 alle 6 camere.

L’affittacamere però si considera attività imprenditoriale, e quindi è obbligatoria l’apertura di partita Iva, essendo vista a tutti gli effetti come un’attività lavorativa. I prezzi delle stanze per un b&b variano dai 50 ai 100 euro a doppia. Il costo si sta attestando di poco sotto a quello proposto dagli alberghi. Non è infatti più solo il risparmio a farla da padrone, quanto piuttosto la diversa concezione di turismo e ospitalità che accompagna il soggiorno in un b&b: il sentirsi a casa, la dimensione personale e intima dell’esperienza, il diverso rapporto che si crea tra ospite e padrone di casa. Le case vacanze poi, che differiscono da b&b e affittacamere perché è l’intera unità abitativa a essere affittata e non le singole stanze. Qui l’apertura di partita Iva è obbligatoria solo se si gestiscono 3 o più appartamenti.

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