Roma, stop gladiatori, risciò e false guide

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‘Tolleranza zero’ del commissario Tronca. E’ davvero la soluzione?

Avviso ai turisti in viaggio verso Roma. Chi fa tappa al Colosseo non vedrà più i famosi gladiatori in abiti storici con cui si era soliti farsi fotografare. E’ il primo atto dell’era Tronca, il commissario straordinario di Roma che, a pochi giorni dal suo insediamento, sferra il primo colpo e individua come sua prima priorità il decoro e la sicurezza urbana del centro storico.

Due le ordinanze sigliate dal commissario, una vieta appunto l’attività dei cosiddetti centurioni, protagonisti all’Anfiteatro Flavio e ai Fori Imperiali, soliti farsi scattare foto assieme ai turisti in cambio di denaro. L’altra ordinanza firmata Tronca mette fine, almeno per ora, al nuovo business dei risciò e tutti quei veicoli a tre e quattro ruote, utilizzati per trasportare i turisti in visita alla città eterna. Scatta poi lo stop ai falsi operatori turistici, che vendono abusivamente pacchetti per ingressi ai musei e tour nel centro della città.

STOP GLADIATORI. “Ai fini della sicurezza urbana e della tutela del patrimonio artistico e storico e monumentale, si vieta qualsiasi attività che prevede la disponibilità a essere ritratto come soggetto in abbigliamento storico, in fotografie o filmati, dietro corrispettivo in denaro”. Questo il succo dell’ordinanza n.23 firmata due giorni fa e subito entrata in vigore. Il divieto si impone “ai fini della tutela della sicurezza urbana, in quanto i soggetti dediti a tali attività agiscono frequentemente con modalità inopportune, insistenti e talvolta aggressive“. I primi effetti già da ieri. Multe salate, fino a 400 euro, oltre al sequestro dell’attrezzatura utilizzata, abito e armature. E con gli effetti arrivano anche le proteste dei gladiatori. “La multa non la pago e farò ricorso. Se la prendono con noi perché siamo bersagli semplici da colpire, mentre agli abusivi veri come quelli che vendono aste per i selfie, oggetti vari e rose non fanno nulla. Chiediamo da tempo di regolamentare la nostra professione“, lo sfogo del primo colpito dall’ordinanza ai microfoni di Radio Cusano Campus.

STOP AI RISCIO’.riscio Tolleranza zero anche ai risciò e ai veicoli a tre e quattro ruote che trasportano turisti in giro per la città. Si vedono in centro, soprattutto in area Vaticano e Fori Imperiali. Qui l’ordinanza n. 24 si abbatte come un fulmine sul “nuovo fenomeno che vede l’utilizzo di velocipedi a tre o più ruote, per l’esercizio di attività di trasporto di persone, riconducibile a quella di trasporto pubblico non di linea”. Il divieto di circolazione di questi mezzi, anche a pedalata assistita, è assoluto. Tra i luoghi in cui non si vedranno più risciò, Colosseo, Fori Imperiali, San Gregorio, Piazza Navona, Fontana di Trevi, Piazza di Spagna, Via del Corso, Piazza del Quirinale, Via Ottaviano, Piazza Venezia, Piazza Risorgimento, Piazza di Pietra, Teatro di Marcello. Anche qui i primi effetti. Solo ieri 8 veicoli sequestrati dalla Polizia di Roma Capitale.

STOP A FALSE GUIDE E BAGARINI SALTAFILA. È il secondo punto dell’ordinanza, quello che si scaglia contro “l’intermediazione e la promozione di tour turistici e vendita biglietti per l’accesso ai musei e siti di interesse storico, artistico e culturale”. In breve le false guide e i promotori turistici abusivi. Qui Tronca vieta di svolgere “in forma ambulante o semi-ambulante l’attività su suolo pubblico” di quest’attività.

Operatore arrampicatosi sul Colosseo per protestare

Operatore arrampicatosi sul Colosseo per protestare

Abbastanza prevedibili le conseguenze anche in questo caso. Le pagine di cronaca di questa mattina hanno seguito la vicenda dell’operatore procacciatore di turisti arrampicatosi sul Colosseo,  contro la decisione di Tronca. L’uomo ha minacciato il suicidio e invocato il diritto al lavoro. Dichiaratosi espressamente non abusivo. Trattasi comunque di procacciatore e non di guida turistica“, commenta in serata l’associazione Guide Turistiche Abilitate (AGTAR), dichiaratasi pubblicamente a favore dell’ordinanza e dei controlli.

MA L’INTERESSE TURISTICO? Questa la situazione in cui si risveglia questa mattina il centro di Roma. Un’operazione pulizia e decoro, attuata anche in vista del Giubileo, che le parole dell’ordinanza descrivono come periodo critico in cui l’abusivismo rischia di raggiungere livelli incontrollabili. E oggi, per citare una frase dell’ex sindaco Marino “l’area del Colosseo e dei Fori Imperiali appare davvero come l’aveva vista Obama”. Le ordinanze funzionano e il centro nei pressi dell’Anfiteatro Flavio è sgombro, libero da risciò e gladiatori.

Forse oggi, con queste due misure, l’obiettivo ‘decoro urbano’ è più vicino e alcune proteste dei residenti del centro storico sono state ascoltate. Il patrimonio culturale, monumentale e artistico è un po’ più tutelato. Che ne sarà della lotta all’abusivismo lo si vedrà col tempo. Perché quello che le ordinanze non citano è l’interesse del ‘valore turistico’ della città eterna. Per cui è giusto contrastare i fenomeni di illegalità, di cui Roma è da tempo invasa, i racket che governano le attività commerciali, turistiche e culturali. Quello che non chiariscono, però, è la direzione precisa in cui andranno questi divieti tout court. Perché quello che manca a Roma oggi è una normativa che regolamenti tutte queste attività, che potrebbero dare reale valore al turismo, incrementando le entrate e valorizzando davvero il nostro inestimabile patrimonio. Oggi una normativa a riguardo è completamente assente.

Un fenomeno dilagante l’abusivismo, figlio dell’assenza di norme, lacuna che ha favorito nel tempo la nascita di racket e vere e proprie associazioni che si dividono il territorio, le strade. Problema che già la giunta Marino aveva cominciato a combattere, e ci era in parte riuscita, facendo sparire dal centro i camion bar, monopolio della famiglia Tredicine. Ora sparito Marino, il vuoto della regolamentazione rimane, un problema che mette nelle tasche dell’illegalità milioni di euro, che potrebbero andare a vantaggio delle casse del Comune. E’ questa la chiave del valorizzare la risorse: trasformare il patrimonio in economia turistica.

Quello che i famosi gladiatori chiedono da tempo al Comune di Roma è di regolamentare la loro attività, tramite licenze, pagando le dovute tasse, anche destinando loro aree riservate nelle vicinanze dei luoghi di interesse storico.” “In un mese guadagno tra i 1200 e i 1300 euro, ma lavoro per otto mesi l’anno e neppure tutti i giorni. Su questa cifra non pago le tasse, ma non dipende da me. Per questo chiediamo alla politica: regolarizzateci, aiutateci a pagare le tasse”, dichiara il centurione intervistato da Radio Cusano Campus. Se controllata può essere un’attività in linea col folklore turistico e può dare valore al centro storico di Roma. Così come non sembra del tutto negativa l’attività di trasporto su risciò e tre ruote che sta prendendo piede, sempre più richiesta. Ecologica, non inquina, non necessariamente deturpa il paesaggio, permette al turista che non ha fretta di godere appieno delle bellezze delle città eterna. Quello che manca sono le norme, le uniche in grado di mettere un freno all’abusivismo dilagante.

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