Schengen dopo Parigi. Il nuovo Piano Ue contro il terrorismo

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La libera circolazione all’interno dell’Unione europea è destinata a cambiare. E forse a saltare del tutto. Aeroporti e dogane, corridoi cittadini Ue e tempi brevi agli imbarchi non saranno più gli stessi. Potrebbero essere solo il ricordo dell’Europa prima degli attentati terroristici che hanno colpito il cuore della Francia nelle ultime due settimane.

Secondo gli accordi di Schengen in vigore: Ogni cittadino Ue è sottoposto solo ad una verifica minima, cioè l’accertamento della validità del documento o della presenza di segni di contraffazione o falsificazione.

Rivedere in maniera immediata il trattato di Schengen è la priorità che il Consiglio dell’UE e degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio sulla lotta al terrorismo si sono posti dopo gli avvenimenti di Parigi dello scorso 13 novembre.

Stretta sulle frontiere, avvio del PNR, cooperazione tra polizia e intelligence UE per lo scambio di informazioni su passeggeri sospetti e rafforzamento sui controlli dei movimenti di capitale trasfrontalieri al fine di contrastare il terrorismo sono le conclusioni del Consiglio dell’Ue del 20 novembre su cui la Commissione europea è chiamata a rispondere entro la fine del 2015.

Ecco il punto sulle conclusioni del Consiglio dell’Ue che modificheranno gli Accordi di Schengen non appena la Commissione europea renderà attuativo il Piano sulla lotta al terrorismo.

Le decisioni del Consiglio dell’Ue in 4 punti

La tensione delle ultime settimane si tradurrà in nuove regole che modificheranno in modo definitivo gli spostamenti dei cittadini europei e non, e soprattutto le porte d’Europa.

Dal vertice Ue è emerso che il Consiglio Ue invita la Commissione ad intervenire sui seguenti punti per contrastare l’emergenza terrorismo:

1. Avvio del PNR, passengers name record. Si tratta del registro europeo dei nomi dei passeggeri. I dati anagrafici dei passeggeri compresi quelli dei compagni di viaggio, abitudini e religione potrebbero essere schedati, archiviati e consultabili dalle forze di sicurezza, sia polizia che servizi di intelligence per almeno un anno;

2.  Stretta sulle frontiere esterne, saranno potenziati i sistemi di controllo alle frontiere degli stati membri Schengen entro marzo 2016 attraverso il collegamento elettronico delle banche date di Interpol presso tutti i valichi di frontiera.

Passeggeri comunitari ed extra comunitari saranno nel mirino dei controlli e la libera circolazione di Schengen potrebbe essere sospesa. La decisione del Consiglio a riguardo si lega al fatto che i terroristi degli attentati parigini si erano spostati facilmente grazie al possesso di passaporti europei.

Per i migranti e i rifugiati sarà prevista inoltre anche la raccolta sistematica delle impronte digitali e l’archivio di foto segnaletiche;

3. European Counter Terrorism Centre (ECTC), dal primo gennaio 2016 l’Europol avvierà il centro europeo antiterrorismo, la piattaforma che consentirà la cooperazione tra polizia e servizi intelligence UE. Coordinare e monitorare le indagini sui “foreign fighters” sarà l’obiettivo principale di questo organo di viglianza trasfrontaliera;

4. Contrastare i finanziamenti al terrorismo, attraverso il potenziamento dei poteri dell’Unità di informazione finanziaria (Uif). Aumentare la lotta contro il riciclaggio e supervisionare i movimenti di capitale e il traffico illecito di armi e beni culturali sono tra le azioni di intervento principali.

Gli spostamenti e le frontiere d’Europa cambieranno. Adesso la palla passa alla Commissione europea che ha compito e competenze per rendere attuative le decisioni dell’ultimo Consiglio dell’UE entro pochi mesi, considerato lo stato di emergenza internazionale e la necessità di garantire la sicurezza del Continente.

Fonte: Consiglio dell’Unione europea

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