Turismo digitale e il viaggio che “acchiappa” secondo i social: i nuovi trend

Linda Tiralongo
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Il viaggio o la vacanza si prenotano dallo smartphone. La tendenza di consumo più significativa che emerge da studi e ricerche condotti dagli osservatori in materia di eCommerce e turismo digitale lo dice a chiare lettere.
Cambia il modo di organizzare un viaggio e con esso si delinea un nuovo utente-viaggiatore: più smart e attratto dalla possibilità di creare un’esperienza di viaggio totalmente connessa e personalizzata.
In Italia gli smartphones generano transazioni eCommerce per circa 1800 milioni di euro e il 24% deriva dal comparto turistico.

Ecco cosa ci dicono gli ultimi dati di eCommerce e turismo digitale sul comportamento del viaggiatore 2.0 .

eCommerce e turismo: i dati

Le transazioni online ammontano per il 2015 a circa 16 miliardi di euro e rilevano un incremento del 16% (circa 2 miliardi in valore assoluto) rispetto all’anno precedente. A fare da traino all’eCommerce è il comparto del turismo (+14%).
Secondo l’indagine condotta dall’Osservatorio eCommerce B2c promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm, gli acquisti via smartphone  salgono del 64% e valgono il 10% dell’eCommerce per l’anno in corso.

A far lievitare le cifre dell’eCommerce secondo i dati raccolti sarebbe il segmento delle prenotazioni online di voli e hotel.

Stando ai dati raccolti dal Travel Flash Report 2015 pubblicato da Criteo e costruito sull’osservazione di un miliardo di transazioni in tutto il mondo, emerge che la quota di prenotazioni da mobile segna il 23% dell’intero booking online contro il 77% da desktop.

In cima alla classifica ci sono gli Stati Uniti con il 30% e non fa da meno il mercato italiano che si colloca al 21%. Il Bel Paese secondo l’indagine Criteo rileva la quota del 14% per i voli aerei, 21%  per gli hotel e al 24% per i pacchetti: in media con Francia, Regno Unito e persino davanti alla Germania.

Quante vale il mercato del turismo online?

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9,5 miliardi è la stima del valore del mercato del turismo digitale. È quanto rileva l’analisi condotta dal Politecnico di Milano nel suo Osservatorio di Digital Innovation, in collaborazione con aziende  del comparto come Venere.com . Ma quale sarà il futuro del turismo digitale e soprattutto come sta cambiando il profilo del viaggiatore?

Secondo un’indagine Doxa su oltre 1.000 utenti rappresentativi della popolazione internet italiana, emerge che il turista digitale italiano è particolarmente attivo su internet dalla ricerca delle informazioni pre viaggio (88%) alla prenotazione dell’hotel (82%), dall’acquisto di attività da svolgere durante il viaggio (44%) alle recensioni/altre attività digitali post viaggio (61%).

Ma come viaggeremo tra innovazione e tecnologia mobile?

La tecnologia cambierà non il viaggio ma il comportamento di chi viaggia. E l’affermazione non ha nulla di previggente. È quello che sta accadendo dagli ultimi anni ad oggi. E si tratta di un trend in crescita.

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Abiti smart, timbro biologico, realtà aumentata sono solo alcune delle innovazioni che in futuro garantiranno un’interazione globale tra uomo, realtà circostante ed esperienza di viaggio.

Oggi per tecnologia ci riferiamo agli smartphone e alle applicazioni messe a disposizione dagli hotel o altri operatori del settore con cui l’utente può interagire. Ma in futuro si prospettano nuovi device come smartwatch e altri dispositivi indossabili, dalle scarpe agli occhiali in grado di definire a 360 gradi  il profilo del connected traveller come rileva l’analisi sui trend futuri di Amadeus, società leader nella distribuzione di tecnologie per l’industria globale dei viaggi e del turismo.

E i social network? 

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Non si può parlare di viaggi, interazione e tecnologia senza citare i social network. Il loro ruolo cambierà? Al momento impazza il trend di scegliere la propria meta di viaggio sul criterio del maggiore appeal che la destinazione eserciterà tra gli utenti social.
Da Instagram a Facebook, saranno i social a guidare preparazione, organizzazione e scelta del prossimo viaggio soprattutto tra i più giovani.

Secondo lo studio di Future Traveller Tribes 2030, la logica di organizzazione del viaggio per l’”accumulatore di esperienze social”- il nuovo pofilo di viaggiatore identificato –  sarà capovolta:
si penserà prima a quanto le  proprio foto in viaggio potranno “acchiappare” sui social e poi si sceglierà quando partire e dove andare.

Fonti: Federturismo, Doxa, Amadeus

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