Wild Atlantic Way, il cuore selvaggio di Irlanda

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Se cercate la magia, la trovate qui, in Irlanda, dove terra, mare e cielo si rincorrono senza sosta, dando vita a colori, profumi e sensazioni difficili da incontrare altrove, e dove la natura si fonde con la leggenda e con la meravigliosa accoglienza degli abitanti di questa magica terra popolata da elfi e fate.

Caratteristico il verde, unico al mondo che permea i paesaggi di scogliere, campagne, boschi e mare, e che le è valsa la nomea di “Isola di smeraldo”. E non c’è parte migliore della Wild Atlantic Way per ammirare e lasciarsi cullare da tutto questo. La parte ovest, la vera essenza dell’Irlanda.

La lunga strada costiera che serpeggia e abbraccia la parte ovest del paese, da Nord a Sud. Dalla Inishowen Peninsula a West Cork, 2600 km di lunghezza, la strada segnalata più lunga al mondo, che l’Oceano Atlantico ha plasmato nel corso dei secoli, dando vita a merletti di scogliere frastagliate, cullate e picchiate dalle onde e dal vento, a decine di isolette, penisole, spiagge incontaminate, estuari, piccole e spettacolari insenature. E, naturalmente, caratteristici villaggi e cittadine, dove l’accoglienza e il sorriso degli irlandesi non si fa attendere.

Rotte sconosciute, ma ben segnalate, ideali da vivere in macchina, con lentezza, senza fretta. Talmente lunga e serpeggiante che, per chi volesse viverla senza perdersi neanche un kilometro, può essere suddivisa in più sezioni, da visitare seguendo i propri ritmi.

NORD OVEST
La parte nord ovest abbraccia due contee, Donegal e Sligo, con panorami mozzafiato a ogni metro di percorso, poco frequentate e solitarie. Proprio in Donegal si trova il punto più a nord dell’isola di Irlanda, Malin Head o Capo Malin. Dal punto più alto della zona, chiamato Banba’s Crown, si possono godere visuali della penisola di Malin e del resto di Inishowen: una torre, oggi in rovina, fu costruita nel 1805 dall’Admiralty britannica. Un sentiero situato in una zona più occidentale si inerpica sulle basse ma suggestive scogliere, conducendo all’Hell’s Hole (“Buco dell’Inferno”), una grotta sotterranea dove le maree entrano con violenza, e poco più la, un pittoresco arco naturale chiamato Devils’ Bridge (“Ponte del Diavolo”).

Slieve League, County Donegal

Slieve League, County Donegal

Continuando il viaggio, scogliere a precipizio, come quelle di Sliabh Liag, decine di spiagge meravigliose e dorate, tra le più belle d’Europa, come quella di Fanad Head. Adatte a coloro che amano gli sport acquatici, il golf e le camminate. E poi Il romantico paesaggio rurale di Sligo, la terra che tanto ispirò il grande poeta Yeats, e ancora Mullaghmore Head, il paradiso dei surfisti con onde gigantesche. I meno avventurosi possono optare poi per un bagno d’alghe, sperimentare una dining experience con ottimo cibo irlandese oppure fare un’escursione fino a Streedagh Beach, sito di naufragi dell’Invincibile Armada.

OVEST
Qui la selvaggia costa atlantica attraversa le contee di Mayo e Galway, la seconda contea più grande d’Irlanda, dopo Cork. E ci si addentra nel meraviglioso Connemara, una delle roccaforti del Gaeltacht (dove sopravvive il gaelico, la lingua nazionale irlandese). Clifden è la sua capitale dove, noleggiando una bici, è possibile percorrere la Bog Road, attraverso la selvaggia e misteriosa torbiera, e fermarsi nei vari bar e ristoranti del posto, per gustare i famosi frutti di mare, in primis le ostriche di Galway Bay. In questa baia nascono le famose e incantevoli Isole Aran,

Isole Aran

Isole Aran

Inishmore, Inishmaan e Inisheer, formate da una piattaforma calcarea staccatasi sott’acqua dal Burren ed emersa dall’Atlantico all’entrata della Galway Bay. Usi e costumi sono rimasti quelli di un tempo, con le antiche tradizioni e la lingua gaelica e, all’agricoltura si affiancano le attività legate al mare, per le quali gli abitanti si servono di imbarcazioni leggere, costruite con fasciami di legno e coperte da una tela incatramata, chiamate curraghs.

 

OVEST CENTRALE
Qui sono le due contee di West Clare e Limerick, che accolgono il viaggiatore, abbagliandolo, soprattutto nel Clare, con lo splendore dei panorami e paesaggi, che il lavoro incessante dell’oceano, ha creato. Surreali scogliere a strapiombo, su cui mare e vento sbattono, come le maestose Cliffs of Moher, “le scogliere della rovina”. Apparse anche nel film Harry Potter e il principe mezzosangue, sono impressionanti, a picco sul mare, lunghe circa 8 chilometri.

Cliffs of Moher

Cliffs of Moher

Il loro punto più alto raggiunge i 217 metri d’altezza. Sono tristemente note per alcune vicende drammatiche legate a suicidi e incidenti mortali, dovuti alla pericolosità degli spingersi troppo a ridosso dello strapiombo quando il vento soffia forte. Nonostante oggi le recinzioni proteggano il luogo e i numerosi turisti che le visitano, possono essere aggirate, per ritrovarsi in pochi istanti con i piedi sullo strapiombo, a un millimetro di distanza tra roccia e oceano. A pochi kilometri dalle Cliffs of Moher, poco più verso l’interno, bizzarre formazioni rocciose danno vita al paesaggio arcaico e surreale del Burren, le cui propaggini si sono spinte in mare a formare le Isole Aran. Nella contea di Limerick da non perdere l’estuario di Shannon, abitato da una colonia di splendidi delfini e decine di altre specie selvatiche.

SUD OVEST 
Scendendo a sud dell’isola di smeraldo, il cuore dell’Irlanda più vera, quella in cui, tra paesaggi incontaminati, spiagge e scogliere, ci si ferma nelle cittadine, animate dallo spirito irlandese con danze popolari, pinte di birra nei classici irish pub e chiacchierate con uno dei popoli più loquaci sulla faccia della terra: gli irlandesi. A sud ovest si trovano le contee di Kerry e Cork. Nella prima da non perdere il Ring of Kerry, lanello costiero di 200 km, che parte dalla fine della penisola di Dingle e si chiude a Kenmare, percorrendo l’intera penisola di Inveragh, dalla quale è possibile raggiungere le impervie Skellig Islands, Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Skelling islands

Skelling islands

Dingle poi, c’è chi dice che sia il posto più bello del mondo. L’esempio perfetto di tipico paesaggio irlandese: una dolce campagna verdeggiante che scende lenta verso il mare, punteggiata di cottage, splendide calette di sabbia bianca, vedute sconfinate sul mare e sulle isole e angoli da cui ci si può fermare, scendere dall’auto e godere dei meravigliosi panorami sul paesaggio costiero. Senza grandi mete turistiche da visitare, quello che lascia attoniti in questa parte di costa è il profondo senso di libertà che si respira, un ritorno al contatto con la natura selvaggia e incontaminata.

In quanto a meraviglia non scherza neanche la contea di Cork, la più grande del paese, con le sue penisole Mizen, Sheep’s Head e Beara, dove si susseguono ininterrottamente le meraviglie della natura, disseminate da villaggi di pescatori, sentieri per il trekking, testimonianze di un antico passato e vivaci cittadine. Da maggio a settembre si possono avvistare delfini e balene. Mizen Head è il punto più meridionale d’Irlanda, dove si scorge il Faro di Fastnet, che si erge su una roccia, conosciuta come La Lacrima d’Irlanda, essendo l’ultimo lembo di patria visto da quanti erano costretti ad emigrare.

Kinsale (ph. Irlandando.it)

Kinsale (ph. Irlandando.it)

Ci si sposta poi verso Kinsale, caratteristico e colorato villaggio di pescatori, riconosciuta a livello internazionale come la capitale gastronomica d’Irlanda. Da Kinsale poi, si può visitare la cittadina di Cobh, se non altro per essere stata l’ultimo porto da cui salpò il Titanic nel 1912, prima dello sfortunato viaggio, che lo portò in fondo agli abissi dell’oceano. Costa selvaggia a parte, non si può concludere questo magnifico viaggio senza aver messo piede nella città più rappresentativa e la seconda più grande d’Irlanda, che dà il nome alla contea: Cork, l’orgoglio dell’isola di smeraldo.

Cork City Centre

Cork City Centre

Conosciuta come la “Rebel City”, al tempo della guerra civile irlandese contro la corona britannica, ebbe infatti un ruolo centrale. Qui si concentravano i ribelli, nei pub della città si nascondevano e venivano protetti. Ancora oggi entrando nei più vecchi pub, come il Canty’s” si possono ammirare foto datate degli orgogliosi combattenti irlandesi che non volevano lasciare la loro meravigliosa terra in mano inglese.

MANGIARE IN IRLANDA 

Irish pub

Irish pub

La prima cosa da conoscere prima di avvicinarsi alla cucina irlandese è il luogo per eccellenza dedicato ai pasti della giornata: il Pub, la vera istituzione dell’isola verde, aperto a ogni ora del giorno, nei week end fino alle 2 di notte, durante la settimana lavorativa invece fino alle 22,30 circa. La mattina è dedicata al breakfast. Una colazione ricca e calorica con bacon alla griglia, sanguinacci, salumi, patate, affettati, salsicce, fiocchi d’avena cotti, uova, succhi di frutta e caffè o thè col latte. Finite le colazioni ogni pub che si rispetti apparecchia i tavoli per il lunch. Gli irlandesi a pranzo si accontentano di un pasto fugace, come un panino, patatine e insalata o piatti tipici della tradizione locale. E poi l’insostituibile pomeriggio irlandese, il dopolavoro. Alle 17 tutti fuori dagli uffici e dai negozi, per riparare nei pub e finire il resto della serata tra pinte di ottima birra irlandese e tante chiacchiere al tavolo, fino alla chiusura.

La cucina irlandese vera e propria è semplice e i suoi ingredienti cardine sono i prodotti genuini della sua terra, fatta di pascoli, zone costiere, corsi d’acqua e campi coltivati con diverse varietà di tuberi, verdura e frutta. Piatti ottimi della cucina irish sono quelli a base di carne (manzo, agnello, maiale), di pesce freschissimo, frutti di mare e crostacei.

Da provare:

Garlic Bread: amatissimo dagli irlandesi, è il tipico pane condito con aglio e olio di oliva o burro.

Ostriche di galway

Ostriche di galway

Ostriche di Galway: la Baia di Galway è famosa per le sue ottime ostriche, ingrassate e maturate per 3 anni e conta tra i migliori vivai d’Irlanda. A questo dono del mare è dedicato un evento, il Galway International Oyster Festival. Ogni anno l’ultimo week end di settembre nella cittadina si svolge questa tre giorni di festa dedicata all’apertura della stagione delle ostriche, in cui assaporare queste prelibatezze, accompagnate dall’ottima Guinness.

Scampi irlandesi: conosciuti anche con i nomi di aragosto norvegese, scampo o gambero della Baia di Dublino, una vera leccornia da gustare fresca in ogni periodo dell’anno.

Le zuppe di carne: gli irlandesi amano le zuppe calde, tra queste il chicken broth(brodo di pollo), Bacon sup (zuppa con pezzi di bacon), Mutton Broth (zuppa di montone)

Pinta di birra Guinness

Pinta di birra Guinness

Birra irlandese: L’Irlanda è il paese della Stout, birra dal tipico colore nero, caratterizzata dalla quasi assenza di bollicine e una schiuma densa e bianco panna. Da provare la Beamish, prodotta a Cork, la Murphy e la celebre e pastosa Guinness. Ci sono poi le Lager, le birre chiare o bionde, caratterizzate da una gradazione medio/bassa e da un gusto pulito. Esempi sono la Harp e la Caffrey’s. Infine le Ale, birre rosse, la più famosa delle quali è la Kilkenny.

Curiosità

Kinsale è conosciuta a livello internazionale come la capitale gastronomica d’Irlanda, che attira chef e ristoratori di ogni paese. Per questo la cittadina offre una buona scelta di ristoranti che attirano una clientela numerosa: d’obbligo una cena in uno dei locali contrassegnati dall’emblema del Kinsale Good Food Circle.

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