Alfons Mucha a Palazzo Reale. Milano rivive le atmosfere Art Nouveau

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mucha

La Mostra

Sono più di 220 le opere in mostra, fino al 20 marzo, a Palazzo Reale di Milano. L’esposizione, Alfons Mucha e le atmosfere art nouveau, affianca ai pannelli decorativi e alle affiches di uno dei maggiori esponenti dell’Art Nouveau, ceramiche, mobili, vetri, sculture e altri oggetti d’arredo di fine Ottocento e inizio Novecento, realizzati da artisti europei a lui contemporanei e affini. Per accompagnare il visitatore alla scoperta del gusto e dell’eleganza di un’epoca particolare quale la Belle Epoque.

Le Opere

Il nucleo centrale dell’esposizione ruota intorno alle 120 opere dell’artista ceco, dal forte potere comunicativo e dallo stile unico e inconfondibile: il cosiddetto “Stile Mucha“.

Suddivise in dieci sale, passano in rassegna i temi e gli stili alla base dell’intero processo creativo dell’artista e del movimento di cui si fa interprete.

La Figura Femminile: a Teatro e nella Vita Quotidiana

È al centro delle opere di Mucha ed assume un ruolo centrale nell’immaginario art nouveau. Che sia la protagonista di uno spettacolo teatrale o di un manifesto pubblicitario, è intorno alla donna e al suo duplice ruolo di creatura angelica e femme fatale che si snoda la produzione artistica di Mucha e degli artisti vicini alla sua sensibilità.

E se al teatro e alla locandina dello spettacolo Gismonda (1894-1895) deve l’inizio della carriera e una serie di future fortunate collaborazioni con l’attrice Sarah Bernhardt (La Dame aux Camélias, 1896, Lorenzaccio, 1896, Médeée, 1897), l’immagine della donna è centrale anche nei manifesti pubblicitari di prodotti d’uso comune (Champagne Ruinart, 1896, Biscuits / Lefèvre-Utile, 1896, Cycles Perfecta, 1902).

Che siano biscotti, bevande o agenzie di viaggio, il prodotto è spesso minimizzato e ad occupare lo spazio visivo è proprio una figura femminile, spesso dalla folta e fluente chioma bionda.

La Figura Femminile: Angelica o Femme Fatale?

Fonte d’ispirazione primaria, la figura femminile di Mucha condensa i canoni formali classici e rinascimentali con la sinuosità e il fascino di una femme fatale.

Creature eteree, vergini sacre dai capelli raccolti sulla nuca e ampie tuniche, all’interno di paesaggi naturali e prati fioriti, da un lato; donne carnali e sinuose, il cui fascino e la cui bellezza misteriosa sono impreziositi da vesti e ornamenti preziosi, dall’altro (Monaco – Monte Carlo, 1897, Les Arts (La Danza), 1898, Les Pierres Précieuses (L’Ametista), 1900).

Curiosità. Lo stesso Mucha ha progettato gioielli realizzati poi da abili orefici dell’epoca, un periodo in cui le materie preziose erano anche forma d’espressione del lusso e dell’eleganza.

L’Elemento Floreale

La figura femminile è il perno attorno al quale ruota tutta la composizione dell’artista ceco, o quasi. Esistono infatti alcuni pannelli in cui il ruolo della donna è subalterno all’elemento floreale. Il fiore smette di essere puro ornamento che esalta la bellezza e giovinezza delle fanciulle per balzare in primo piano e relegare la donna ad allegoria del mondo naturale (Le Lierre et Le Laurier (La Lierre), 1901, Le Lierre et Le Laurier (La Laurier), 1901). 

L’Elemento Zoomorfo, i Calendari e il Giapponismo

Pavoni, libellule, serpenti e creature acquatiche non rivestono un ruolo primario nelle opere di Mucha: a volte sono presenti con intenti decorativi o valenze simboliche. Si ritrovano invece nelle opere esposte di Chini e Lerche e nelle sculture della manifattura Daum.

Il tempo, con il passare delle ore, dei giorni e delle stagioni ha scandito non solo la vita ma anche la carriera artistica di Mucha. Si è, infatti, dedicato nel corso della sua intera esistenza alla realizzazione di calendari, spesso partendo da manifesti ideati per altri scopi. Tra quelli di maggiore successo Zodiaque, 1896, e Reverie, 1897.

Il giapponismo e l’influenza dell’arte orientale sulle opere di Mucha si ritrova nelle aperture circolari che spesso incorniciano le figure femminili, nel ricorso a linee marcate e colori sgargianti e nella tendenza all’appiattimento bidimensionale della figura. Elementi ben visibili anche nelle ceramiche di Chini e Calzi o nei mobili di Carlo Zen.

Altre Opere in mostra

L’art nouveau si è rivelata adatta a una grande varietà di contesti: dalle locandine degli spettacoli ai manifesti pubblicitari, dal design di gioielli a complementi d’arredo e altro ancora.
Di seguito alcune delle opere che affiancano le creazioni di Mucha lungo tutto il percorso espositivo.

 

! Dopo Milano, la mostra si trasferirà al Palazzo Ducale di Genova, dal 3 aprile al 18 settembre 2016.

 

Info e prenotazioni

Palazzo Reale
Piazza del Duomo, 12 – Milano
siti web: www.palazzorealemilano.it
www.mostramucha.it
www.ticket24ore.it/mucha
Tel.: 02 54915

Orari

Lunedì dalle 14:30 alle 19:30
Martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 9:30 alle 19:30
Giovedì e sabato dalle 9:30 alle 22:30

Biglietti

Intero: 12 euro
Ridotto: 10 euro

! La biglietteria chiude un’ora prima dell’orario ufficiale.

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