Michelangelo: 5 opere da vedere in occasione del Giubileo straordinario

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Per Roma è un anno speciale questo del Giubileo straordinario della Misericordia. Un’occasione importante per i pellegrini in viaggio verso la Città Eterna e sono molti i percorsi da intraprendere, come il tradizionale giro delle Sette Chiese, lo stesso che intraprese Michelangelo a cavallo, in occasione dell’Anno Santo indetto da Giulio III, nel 1550.
Sono molto le opere dell’artista presenti a Roma, alcune delle quali si trovano custodite all’interno delle Basiliche più importanti della capitale.
Ecco, per l’occasione, 5 opere di Michelangelo da vedere durante il periodo del Giubileo straordinario.

Pietà

Pietà (Michelangelo)

Pietà

La Pietà vaticana (1497-1499) è una delle opere più suggestive del giovane Michelangelo, poco più che ventenne, conservata nella basilica d San Pietro in Vaticano. La scultura marmorea è l’unica opera che arreca la firma dell’artista, posta sulla fascia che regge il manto della Vergine. La Pietà suggerisce una grande eleganza e raffinatezza artistica, conferita dalla morbidezza dei movimenti, soprattutto del Cristo, privo di tensioni, adagiato sulle ginocchia di una giovanissima e simbolica Maria.

Cappella Sistina: la volta e il Giudizio Universale

Nel 1508 Michelangelo ha sottoscritto il contratto per i lavori della cappella, completati nel 1512. L’artista si è dedicato agli affreschi della volta, che ha realizzato attraverso l’uso di impalcature speciali progettare da Bramante. Nell’area della volta ha rappresentato diversi episodi relativi al Libro della Genesi, come il celebre Creazione di Adamo.
Il Giudizio Universale, realizzato nel 1535, decora la parete che si trova sullo sfondo, dietro l’altare. L’opera , dal valore unico, mostra l’evento dell’ultima venuta di Cristo per inaugurare il regno dei cieli. Tre sono le sezioni principali: gli angeli con gli strumenti della passione, nelle lunette in alto; Cristo e la Vergine nella zona centrale della parete; e la fine dei tempi e la resurrezione dei corpi in basso.

Mosè

Mosè (Michelangelo)

Mosè

Una delle opere scultoree più famose di Michelangelo, grazie alla sua imponenza e cura anatomica dei particolari, tra cui la maestosa barba scolpita alla perfezione. Il Mosè (1513-1515), custodito all’interno della basilica di San Pietro in Vincoli, è la figura chiave del complesso statuario della Tomba di Giulio II. Molte le modifiche subite dalla statua nel corso degli anni, tra cui l’intervento dell’autore, che per motivi religiosi, è stato costretto a far ruotare la testa dell’imponente Mosè.
Curiosità:
La leggenda narra che lo stesso Michelangelo stupito dall’estrema perfezione delle sue forme abbia pronunciato la celebre frase: «Perché non parli?» dopo averla colpita con un martello sul ginocchio.
Secondo la credenza popolare nella barba del Mosè, Michelangelo ha scolpito il profilo di papa Giulio II e una testa di donna.
Nel 1913 Freud ha dedicato un suo saggio alla statua, dopo averla contemplata «ogni giorno per tre solitarie settimane».

Cristo della Minerva

Cristo della Minerva

Cristo della Minerva

L’opera è custodita all’interno della basilica di Santa Maria sopra Minerva. Sbozzata a Firenze da Michelangelo nel 1518, è stata completata a Roma da suoi allievi nel 1521. Originariamente il corpo di Cristo era nudo e dopo il Concilio di Trento è stato aggiunto un drappo di bronzo, che avvolge la statua, posto in piedi e appoggiata sulla Croce.
Curiosità:
La prima versione dell’opera è stata lasciata incompiuta a causa di un difetto del marmo che presentava una venatura nera sul volto di Cristo. L’opera si trova nel monastero di San Vincenzo a Bassano Romano.

Cappella Sforza

Cappella Sforza

Cappella Sforza

Può essere considerata l’ultima opera di Michelangelo, che l’ha ideata all’età di 87 anni. La cappella, dedicata alla Madonna dell’Assunta, si trova nella navata sinistra della basilica di Santa Maria Maggiore, che appartiene al percorso delle Sette Chiese. La sua particolarità risiede dallo spazio ellittico coperto da volte a vela e absidi incorniciate da colonne.

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