Mirò, trasformazione di un artista. A Villa Manin di Udine

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Fino al 3 marzo 2016, Udine ospita la mostra Joan Mirò a Villa Manin – Soli di notte.

250 le opere dell’artista, tra grandi dipinti, sculture, disegni, schizzi e progetti dell’artista provenienti dalla Fundació Pilar i Joan Miró di Palma di Maiorca e dalle collezioni degli eredi – con alcune interessanti sorprese e anteprime – arricchiti da documenti originali e tanti oggetti personali dell’artista e da un eccezionale focus di circa 50 scatti fotografici su Miró dei maggiori fotografi del tempo: Bresson, Mulas, Brassai, List, Man Ray, Halsmann, Gomis e tanti altri.

Horloge du vent (1967)

Joan Miró
Horloge du vent, 1967
Bronzo, 49 x 29,5 x 16 cm
Mallorca, Collezione Pilar i Joan Miró
© Joan Miró, by SIAE 2015

Un’esposizione originale che si pone come obiettivo quello di ripercorrere gli ultimi trent’anni della sua carriera: dai suoi studi maiorchini, alla ricerca della solitudine, fino alla radicale trasformazione della sua arte. Un periodo molto particolare e intenso quello che va dal 1956 al 1983, quando nella più totale solitudine Mirò si rifugia nei suoi due studi di Maiorca, dove si dedica alla realizzazione di statue di grandi dimensioni e vive a stretto contatto con le sue opere, tra le quali crea un dialogo. La mostra vuole esprimere proprio questo, la sensazione suggerita dai luoghi, dagli ambienti e dalle emozioni che hanno accompagnato l’artista nel corso di quegli anni.

Il titolo della mostra “Soli di notte” evoca proprio questa sensazione, che si riesce a cogliere nei sui dipinti caratterizzati dal tratto immediato e a volte violento, dove il nero evidente e marcato suggerisce il concetto di silenzio e di vuoto.

Oiseaux dans un paysage

Oiseaux dans un paysage, 1969 – 4 settembre 1974
Olio su tela, 216 x 174 cm
Collezione privata
© Joan Miró, by SIAE 2015

Evidente nel dipinto Oiseaux dans un Paysage del 1974: dipinto scelto come immagine della mostra, proveniente da una collezione privata di Palma di Maiorca ed esposto in Italia solo all’inizio degli anni ’80.

In questa nuova fase della carriera artistica di Mirò avvengono anche una serie di sperimentazioni, tra cui l’abbandono del cavalletto. Mirò predilige lavorare a terra, vivere la tela in maniera dinamica, dove poter sdraiarsi e camminare liberamente sul quadro. La tela è ricca di spruzzi, macchie, gocciolature e linee nere nette. Il laboratorio diventa un luogo dell’anima dove riesce finalmente a trasformare la sua arte completamente. La sua maturazione artistica corrisponde anche all’incontro con la cultura giapponese e all’espressionismo astratto americano del secondo dopoguerra.

Per la prima volta sarà ricreata, con gli oggetti originali, la stanza rossa, studiolo rinascimentale privatissimo e mai aperto al pubblico ricavato all’interno di Son Boter, in cui Miró amava riflettere seduto sulla sua poltrona, con appesi alle pareti i ritratti a olio dei suoi genitori e, accanto, la foto di due figure importanti: il conterraneo Pablo Picasso e il “cappellaio” Joan Prats, primo mecenate e collezionista dell’artista. Durante il percorso della mostra si posso ascoltare anche le musiche di Teho Teardoil quale si è recato nello studio di Miró a Palma de Maiorca per registrare alcuni brani.

Nella mostra si vuol far rivivere l’ “atmosfera” creativa, la forza spirituale e la libertà dell’ambiente maiorchino che hanno permesso al maestro catalano di sconvolgere e rivoluzionare il suo percorso artistico lasciando un messaggio di profonda interiorità: «ciò che mi interessa non è che resti li il quadro, ma la sua irradiazione, il suo messaggio, quello che farà per trasformare un poco lo spirito delle persone».

Informazioni utili:
Biglietti:
Intero 12€
Ridotto 10€
Orari:
Da martedì a domenica:
10.00 – 19.00
Aperture straordinarie:
lunedì 7/12/2015
lunedì 4/1/2016
lunedì 28/3/2016
Chiuso il 25/12/2015
31 dicembre 2015 chiusura ore 17
1° gennaio 2016 apertura ore 11

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