Sicurezza, voli: Pnr, in dirittura d’arrivo?

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Voli, passeggeri schedati e sicurezza. A un mese esatto dagli attentati di Parigi, si parla ancora di Pnr e la ricerca di un compromesso tra sicurezza e privacy di chi viaggia sembra farsi sempre più stringente.

Il Pnr, passengers name record, la registrazione dei dati dei passeggeri su tutti i voli intraeuropei compresi i charter, non è ancora operativo, ma potrebbe esserlo dal mese prossimo.

Lo scorso 10 dicembre è arrivato l’Ok della Commissione Affari Interni del Parlamento europeo all’accordo sull’istituzione del Pnr: 38 si, 19 no e 2 astensioni.

Adesso occorre attendere la votazione della Plenaria di Strasburgo per il via libera definitivo all’accordo e l’approvazione della direttiva.
Poi toccherà agli Stati Ue che dovranno recepire la direttiva entro due anni. Nel frattempo l’area Schengen resta in vigore e prosegue il potenziamento dei controlli alle frontiere per i prossimi sei mesi.

Pnr: cosa cambierà per chi vola?

Approvata la direttiva Ue, si procederà alla raccolta sistematica e alla conservazione dei dati sui passeggeri dei voli internazionali da e verso l’Europa.

Con l’introduzione del Pnr, passengers name record, saranno 19 i dati sensibili che verranno registrati. Numero di telefono, dati della carta di credito, numero di posto sull’aereo e altre informazioni saranno archiviati per ragioni di sicurezza per 6 mesi e criptati per i successivi quattro anni e mezzo.
No aspro invece dalla Commissione Ue alla schedatura di religione o etnia.

Pnr, è davvero la panacea?

Il Pnr arriva in Europa dopo anni in cui trovare un punto di incontro tra sicurezza e privacy è stato ritenuto quasi impossibile, fin quando l’allerta terrorismo dopo i fatti di Parigi non ha condotto le istituzioni europee ad accelerare il procedimento legislativo della direttiva ad oggi, in dirittura d’arrivo.

Tuttavia anche se vicini al traguardo, il dibattito resta aperto. Dalla diatriba sulla libera circolazione e sulla relativa sospensione o meno di Schengen, si arranca su quella dei confini della sicurezza europea e su come la garanzia di questa scalci con la privacy dei cittadini europei.

Bisogna essere selettivi nella scelta dei dati che vengono inseriti, essere sicuri che servano effettivamente allo scopo. Questo accordo è un compromesso tra le esigenze in campo – ha dichiarato Antonello Soro,  presidente dell’Autorità Garante della Privacy in un’intervista al Corriere della Sera del 4 dicembre scorso.

Resta però una direttiva ormai prossima, dal significato forte e chiaro. Un monito, contraddittorio, a cambiare la quotidianità e la prassi di un volo, dalla stessa Europa che non vuole che il terrorismo stravolga la vita dei suoi cittadini.

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