A Manhattan il castello di Rosemary’s Baby e John Lennon

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Dakota Building, alle Origini del Nome

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Il Dakota in una foto storica

Al numero 1 di West 72nd Street, nell’Upper West Side di Manhattan, sorge il Dakota Building, uno degli edifici residenziali più esclusivi della città di New York, simbolo di un certo prestigio e status sociale.

Proprio per l’esclusività degli ambienti e la posizione strategica nel cuore della Grande Mela sono molte le celebrità che hanno legato il proprio nome a quello del palazzo, oggi ufficialmente riconosciuto Monumento Nazionale. Dall’attrice Laura Bacall al ballerino Rudolf Nureyev fino al cantante John Lennon.

Tuttavia, diverse sono le ipotesi intorno all’origine del nome. Come riporta un vecchio articolo del New York Sun, al tempo della costruzione del Dakota (1880-1884) l’Upper West Side era solo “paludi e rocce, oche e baracche”. Niente di quel che è oggi Manhattan. Solo desolazione. Tanto valeva costruirlo nel remoto territorio del Dakota.
L’opzione più accreditata, invece, collega il nome dell’edificio a quello del suo avanguardistico fondatoreEdward Clark, e in particolare alla sua passione per i nuovi territori dell’ovest.

In effetti, nonostante il Dakota sia stato il primo esempio di abitazione condominiale pensata per le classi sociali abbienti e, dunque, una vera rivoluzione per l’epoca, e nonostante sorgesse in un’area in via di sviluppo, gli appartamenti furono acquistati prima del completamento dell’edificio, riscuotendo un certo successo sin da principio. Da allora la rapida crescita edilizia e urbana dell’area.

Curiosità. Il Dakota Building è ricordato anche per l’assassinio di John Lennon, avvenuto per mano di uno squilibrato proprio davanti all’entrata principale del sontuoso palazzo. L’ex Beatles si era trasferito nella residenza insieme a sua moglie Yoko Ono. I coniugi abitavano nel triplo appartamento al settimo piano ed erano anche proprietari di altri due siti ai piani inferiori, pensati per gli ospiti, e di un quarto al pianterreno ad uso uso ufficio.

Dakota Building da Film

Gli esterni ma anche gli interni del celebre edificio sono stati ripresi e ricostruiti sui set di due celebri pellicole: Rosemary’s Baby (1968) di Roman Polasky e Vanilla Sky (2001) di Cameron Crowe. Per tutelare la privacy degli inquilini le riprese sono state consentite solo all’esterno. Gli interni dell’edificio sono stati riprodotti, con delle rivisitazioni, negli studi cinematografici.

Andrew Alpern, The Dakota. A History of the World's Best Known Apartment Building, Princeton Architectural Press

Andrew Alpern, The Dakota. A History of the World’s Best Known Apartment Building, Princeton Architectural Press, p. 224. Costo $ 50,00

 

Dakota Building, il libro 

Intorno alla storia dell’edificio, è uscito il mese scorso negli Stati Uniti il libro The Dakota. A History of the World’s Best Known Apartment Building. L’autore, Andrew Alpern, attraverso una selezione di immagine storiche, ne ricostruisce la storia e le trasformazioni nel tempo.

 

 

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