Airbnb, sul podio tra sharing e timori degli albergatori

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Il Bel Paese premia la sharing economy e tra i settori in cima agli ultimi dati del mese di gennaio 2016 c’è quello del turismo e dell’ospitalità.
Come riporta l’Adnkronos del 28 gennaio, il Rapporto Italia 2016 dell’Eurispes fotografa i settori che ‘condividono‘ di più e tra questi il 15% delle realtà interessa il comparto turismo, preceduto solo dal 19% del settore trasporti.

Si tratta dell’homesharing, Airbnb, un nome per intenderci, e capire come l’offerta turistica non convenzionale sta modificando le tendenze sul mercato.

L’Italia, in 4 anni, ha registrato 190.00 annunci attivi per 5 milioni di soggiorni diventando il terzo mercato al mondo dopo Stati Uniti e Francia. Roma, Milano, Firenze, Venezia e le località di vacanza come la Costiera Amalfitana, il Salento, le 5 Terre e la Sardegna, sono state le destinazioni più richieste per il 2015 – secondo i dati raccolti da Airbnb.

Sicurezza, fiscalità e necessità di stabilire un confronto alla pari nel frattempo sono state le carte messe sul tavolo tecnico di Confindustria Alberghi dal mese di dicembre 2015, subito dopo la presentazione dei dati a consuntivo di Airbnb.

È ormai imprescindibile un complessivo riordino della normativa in materia di accoglienza. Il sistema alberghiero è a tutto oggi ancorato ad una regolamentazione anacronistica. La crescita di questi nuovi fenomeni deve essere un’opportunità per intervenire finalmente in un quadro che da troppo tempo è fermo. Ci attendiamo una risposta da parte delle istituzioni che garantisca trasparenza e correttezza.

Intanto è palese che sono due le velocità a cui si muove il comparto turistico: da un lato quella degli operatori tradizionali dell’industria alberghiera, dall’altro quella dell’offerta atipica, le piattaforme globali di sharing, come il colosso di San Francisco.

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Fonte: Isnart

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