Baleari, arriva la tassa di soggiorno. Time out per il “turismo cafone”?

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È in arrivo l’imposta di soggiorno nell’arcipelago delle Baleari in Spagna. Rendere più sostenibile il turismo nelle isole di Maiorca, Ibiza, Minorca e Formentera e tutelare l’ambiente sono gli obiettivi primari del provvedimento, adesso vicino all’attuazione, ma che ha fatto tanto discutere, sin dal suo nascere nel corso del 2015.

Meta di turismo di massa da oltre vent’anni, l’arcipelago spagnolo applicherà un’imposta di soggiorno pari a due euro a persona, finalizzata a limitare l’impatto ambientale degli afflussi turistici della destinazione.
Il provvedimento, sostenuto ai fini di migliorare la competitività dell’arcipelago, risulta essere ormai vicino all’attuazione e si profila, secondo il parere di Biel Barcelò, presidente della coalizione di Governo delle Baleari, come un intervento necessario e indispensabile per assicurare la sostenibilità turistica.

L’introduzione dell’ecotassa, così come è stata denominata nel dibattito politico sulla lotta al turismo “cafone” che ha esasperato gli animi dei residenti nel corso di quest’estate, giunge nella destinazione turistica dopo un anno particolare.

Turismo senza regole da un lato e disapprovazione dell’imposta di soggiorno da parte di albergatori e ministero spagnolo dall’altro, sono stati infatti, gli aspetti che hanno diviso l’opinione pubblica delle Baleari nel corso del 2015.

Fonte: Nexotur, portale spagnolo di informazione turistica

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