Montagna, pronto soccorso? Occhio al portafogli

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Sciatori professionisti e freeriders tutti, lungi dall’essere spericolati in montagna perché da adesso, chi sbaglia paga. È da poco iniziato il nuovo anno e i rincari si fanno sentire un po’ovunque, anche in alta quota e soprattutto anche se si parla di welfare.

Il primo soccorso in montagna non sarà più gratuito e interventi “immotivati, inappropriati o provocati da un comportamento imprudente”, saranno pagati dietro il corrispettivo di un un ticket da parte di chi attiva, senza una vera emergenza, il 118 sulle Alpi.

La tariffa non sarà addebitata solo nel caso, in cui l’intervento dell’elisoccorso sia giustificato e seguito da un ricovero ospedaliero.

È quanto si legge in una delibera della Regione Piemonte entrata in vigore dal 1°gennaio 2016 che legifera su quella che stava diventando una situazione insostenibile sotto il profilo economico, considerato il numero di interventi annui di soccorso alpino e le risorse (mai sufficienti) stanziate allo scopo.

Sulla scia delle prese di posizione di Trentino, Valle d’Aosta, Lombardia e Veneto, il provvedimento della regione Piemonte si colloca nella strategia condivisa di creare un effetto deterrente per contrastare l’abuso delle richieste al 118 montano, da parte di alpinisti o sciatori imprudenti o spericolati.

Sentiero impervio e tortuoso – quello della causa comune – imboccato dalle regioni montane dello Stivale, vista la mole di provvedimenti diversi nelle tariffe e nelle procedure burocratiche.

Il prezzo della sicurezza sulle Alpi, in pista e fuori pista, varia infatti, da un minimo di 200 euro per il soccorso in pista in Valle D’Aosta a un esborso massimo di 4700 euro per il ferito lieve o persona illesa nella regione Veneto.

In ordine sparso sono anche le regole sul fronte assicurativo, che vanno dall’obbligo di stipulare una polizza per la responsabilità civile in Piemonte all’assicurazione stagionale (facoltativa) di 46 euro in Valle d’Aosta, il tutto, in un mercato assicurativo come quello italiano, ancora per niente specializzato in questo settore.

Ogni regione farà la sua parte, insomma, anche a complicare il profilo burocratico della faccenda, che forse già da solo basterebbe a scoraggiare la richiesta di soccorsi immotivati o legati semplicemente al fatto di aver mandato giù qualche bicchierino di troppo.

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