Quando Roma era un paradiso

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Roma è stata recentemente proclamata città creativa Unesco per il cinema, un grande successo per la Capitale che è ritornata a rendere i suoi luoghi, set naturali valorizzati dalle grandi produzioni internazionali, grazie anche alle nuove norme sul tax credit.

Ma il cinema ha giocato da sempre un ruolo principale per la Capitale, proprio come racconta Stefano Malatesta nel sul nuovo libro Quando Roma era un paradiso.

Copertina

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L’obiettivo di Malatesta è quello di raccontare la rinascita della Capitale durante i primi dieci anni del dopoguerra, quando tutto il mondo confluiva su Roma e anche le Star di Hollywood prediligevano l’eleganza della moda artigianale italiana, basti pensare a Clark Gable che ordinava le sue camicie da Battistoni, storico marchio per l’abbigliamento di alta classe, e Ava Gadner, che amava indossare vestiti disegnati dalle Sorelle Fontana.

Micol Fontana con Ava Gardener

Micol Fontana con Ava Gardener

 

Malatesta, per l’occasione, rievoca la sua infanzia e coinvolge il lettore attraverso la narrazione di pezzi di vita vissuta, così da accrescere l’interesse e la curiosità della storia. E lo fa raccontando le sensazioni di quel ragazzino romano che era e che assiste alla trasformazione della sua città in un immenso set cinematografico, nell’ormai lontano 1950, quando all’epoca si stava girando Quo vadis?, il primo dei kolossal prodotti da Hollywood a Roma.

 

 

La Città Eterna, in quegli anni ritornava allo splendore di un tempo, appariva bellissima, perché finalmente libera dal fascismo. La città non  era solamente affascinante per gli abitanti, ma soprattutto per gli stranieri che rimanevano incantati da ogni angolo di Roma e finivano per amarla alla follia.

Pier Paolo Pasolini e Orson Welles sul set di La Ricotta

Pier Paolo Pasolini e Orson Welles sul set di La Ricotta

Ma la vera scoperta di Roma durante quegli anni, secondo Malatesta, era dovuta al cinema, soprattutto quello neorealista, nato nel ’45 con Roma città aperta di Roberto Rosselliniche con questo capolavoro aveva rivoluzionato il modo di fare cinema. E il cinema, in questo libro, non è altro che l’elemento trainante di tutte le altre arti. Roma appariva come una Babele, dove si incontrano artisti di ogni genere. Un periodo straordinario, ricordato anche con tanta malinconia, in cui Roma era considerata la mecca del cinema e perfino al bar dell’Hotel Excelsior in Via Veneto si poteva incontrare Orson Welles.

Stefano Malatesta, Quando Roma era un paradiso, Skira, 2015.

 

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