Roma, apertura straordinaria del Sepolcreto della Via Ostiense

Print Friendly, PDF & Email
sepolcreto via ostiense roma

In occasione del Giubileo della Misericordia, a partire dal 30 gennaio, l’area archeologica del Sepolcreto della Via Ostiense, importante testimonianza delle vaste necropoli che sorgevano in età romana lungo la strada che conduceva al porto della città e luogo di sepoltura dell’apostolo Paolo, aprirà in via straordinaria.
Di seguito le informazioni utili.

Info e Prenotazioni

Necropoli di San Paolo
Viale Ostiense 195 – Parco Schuster (all’altezza della Basilica di San Paolo fuori le mura)
! Prenotazione obbligatoria allo 060608 (max 30 persone) a partire da un mese prima della visita.
www.sovraintendenzaroma.it

Calendario

30 Gennaio; 27 Febbraio; 12 Marzo; 16 Aprile; 21 Maggio; 18 giugno

Orari & Biglietti

10:30 e 11:30
Ingresso: 4 euro
! Visita guidata gratuita

Un po’ di storia 

La Basilica di S. Paolo Fuori le Mura, oggi al centro di un’area urbanizzata a circa 2 km dalle Mura di Aureliano, sorgeva nell’antichità in una vasta pianura alluvionale tra la Rupe di S. Paolo e l’ansa del Tevere, occupata da una estesa necropoli disposta ai lati della via Ostiense. Il luogo di culto deve la sua origine proprio alla deposizione dell’Apostolo Paolo, avvenuta intorno al 67 d.C. in una di queste sepolture, monumentalizzata dapprima con la costruzione di un piccolo trofeo e successivamente con l’edificazione della basilica per volontà dell’imperatore Costantino.

Scoperta nel Settecento e indagata a più riprese tra la fine dell’Ottocento e gli anni Trenta del Novecento, la necropoli non risulta ancora completamente nota nella sua estensione complessiva. La parte esplorata e visitabile, annessa all’area verde del Parco Schuster, segue l’andamento nord/sud dell’asse della via Ostiense e dimostra una continuità d’uso dal I sec. a.C. fino al IV secolo d.C.
L’utilizzo ininterrotto dell’area a scopo sepolcrale per ben cinque secoli costituisce uno degli aspetti più interessanti del sito, che conserva straordinarie testimonianze materiali del passaggio dal rito funerario dell’incinerazione a quello dell’inumazione, tra la fine dell’età repubblicana e i primi due secoli dell’impero.

I più antichi edifici funerari sono in prevalenza “colombari“, ambienti a pianta quadrangolare nelle cui pareti interne sono ricavate piccole nicchie, in file di più piani, per la deposizione delle urne cinerarie, mentre i livelli più recenti della necropoli documentano il suo utilizzo per le inumazioni. In molti casi si conservano tracce delle decorazioni dipinte, con elementi riconducibili ai proprietari delle sepolture ed altri che rimandano alle loro ideologie funerarie e religiose. In essi si può cogliere il riflesso delle graduali, ma significative trasformazioni sociali, economiche e culturali, avvenute a Roma con l’avvento e la diffusione del Cristianesimo.

 

Fonte: Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Print Friendly, PDF & Email

copyright Riproduzione riservata.

Vai alla barra degli strumenti