Forlì, indagine sul mito Piero della Francesca

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piero della francesca

A un certo momento, nella storiografia critica del Novecento,
Piero della Francesca è sembrato la dimostrazione perfetta, antica e perciò profetica,
di una idea che ha dominato a lungo il nostro tempo,
di come la pittura, prima di essere discorso, sia armonia di colori e di superfici.

La Mostra

Dalla fortuna in vita all’oblio, fino alla riscoperta in epoca moderna. Questo il filo conduttore della mostra Piero della Francesca. Indagine su un mito che, dal 13 febbraio al 26 giugno, occuperà gli spazi espositivi dei Musei Civici di San Domenico a Forlì.

Oltre 200 capolavori per documentare l’opera, il genio e l’influenza del maestro dell’affresco sugli artisti delle generazioni successive. Dal confronto con i grandi del Rinascimento, tra cui Domenico Veneziano, Beato Angelico, Paolo Uccello e Filippo Lippi, alla riscoperta nel corso del Novecento da parte di artisti quali De Chirico, Carrà, Morandi, Balthus, Hopper e Degas.

Le Opere

Sospese tra tradizione e modernità, religione e razionalità le opere di Piero si fanno portavoce della cultura pittorica fiorentina degli anni trenta e quaranta del Quattrocento. L’accuratezza prospettica, la plastica monumentalità delle figure, l‘attento utilizzo delle luci che anticipa i Fiamminghi sono capisaldi per il pittore di Sansepolcro, ma anche peculiarità dei dipinti di Paolo Uccello, Andrea del Castagno, Domenico Veneziano e Beato Angelico, per citarne alcuni.

Dai grandi del Rinascimento alle influenze sugli artisti dell’Italia centro-settentrionale. Grazie ai numerosi viaggi che hanno portato Piero in Emilia Romagna, Marche e Abruzzo sono evidenti tracce di cultura pierfrancescana nelle opere di Marzo Zoppo, Bartolomeo Bonascia, Luca Signorelli, Melozzo da Forlì, ma anche Giovanni Bellini e Antonello da Messina.

Tuttavia, il vero cuore dell’esposizione è dato da quei dipinti che segnano la riscoperta del pittore nel corso dell’Ottocento e in misura maggiore del Novecento. Il XX è il “secolo di Piero” per la centralità che gli viene riconosciuta nel panorama del Rinascimento italiano insieme all’attenzione e al crescente studio verso la sua opera. Dai disegni di J. Anton Ramboux alle copie a grandezza naturale del ciclo di Arezzo di Charles Loyeux. Dalla solidità geometrica di Degas ai post-impressionisti Seurat e Signac, passando per Redon e Cézanne. E ancora gli italiani De Chirico, Carrà, Morandi, Sironi, Campigli, Casorati e artisti internazionali del calibro di Balthus e Hopper.

È grazie al lavoro di questi artisti che ne copiano le opere o rivisitano i modelli che

l’eterna immobilità dei solidi umani di Piero, di questi volti appena sfiorati da un’ombra di passione continua ad eternare le sue figure, innalzandole al di sopra del caos, della mediocrità, in una pace sovrannaturale che ce le mostra ancora oggi come rivelazioni.

Info e Prenotazioni

Musei Civici di San Domenico
Piazza Guido da Montefeltro, 12, 47100 Forlì
tel. 199.15.11.34
email: mostrapierodellafrancesca@civita.it
sito web: www.mostrapierodellafrancesca.com

Orari

Dal martedì al venerdì dalle 9:30 alle 19:00
Sabato, domenica e festivi dalle 9:30 alle 20:00
Chiuso il lunedì
Apertura Straordinaria: 28 marzo e 25 aprile
! La biglietteria chiude un’ora prima

Biglietti

Intero: € 12,00
Ridotto: € 10,00

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