Cena “stellata” al museo. Ecco dove in Italia

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pranzo al museo

Mangiare tra capolavori della storia dell’arte e opere d’alta cucina firmate dagli chef più quotati del momento è un’offerta da tempo in voga nei maggiori musei del mondo. E se gli Stati Uniti guidano la classifica con il maggior numero di ristoranti al museo in cui pranzare, cenare o concedersi un brunch, in Italia sono ancora pochi i luoghi della cultura in grado di offrire un menu “stellato” anche al museo.

L’idea è quella di mettere a disposizione di un pubblico colto e, dunque, più aperto a nuove sperimentazioni, anche in cucina, un’offerta gastronomica degna delle opere d’arte esposte nei percorsi museali, garantendo un’esperienza sensoriale a 360 gradi. Del resto, se la cucina è arte, il museo è il luogo ideale per ammirarla e gustarla, non solo con gli occhi.

Palazzi e dimore storiche, ma anche vedute mozzafiato sui tetti della città si combinano a menu e piatti frutto del genio creativo di chef del calibro di Antonello Colonna, Alba Esteve Ruiz e Matteo Pisciotta, per citarne alcuni. Se è vero che il nostro Paese offre ancora poco rispetto ai competitor mondiali è altrettanto vero che si tratta di proposte molto valide, che nulla hanno da invidiare a quelle delle altre capitali della cultura.

Ecco di cosa stiamo parlando.

Open Colonna – Palazzo delle Esposizioni, Roma

Si parte dalla capitale e da uno dei suoi maggiori musei: Palazzo delle Esposizioni. Qui, sul rooftop, si apre uno spazio ultra contemporaneo, con immense vetrate che affacciano sulla città. Il ristorante in questione è l’Open Colonna: il regno dello chef stellato Antonello Colonna. E tra i piatti sul menu proprio uno dei suoi pezzi forti: il “negativo di carbonara“.

Marzapane – Teatro dell’Opera, Roma

Tra le nuove proposte della capitale il bistrot Marzapane al Teatro dell’Opera. Qui, dalle sette del mattino a mezzanotte, la giovane chef stellata Alba Esteve Ruiz propone agli amanti dell’opera e a chi di passaggio si ferma per testarne la cucina i suoi piatti migliori. Immancabili le “crucifere“: una ricetta vegana a base di cavolo, cavolfiore e verza.

Terrazza Triennale – La Triennale, Milano

Da una metropoli all’altra. Nel cuore della città dell’Expo, ci si può fermare a pranzo e a cena sulla Terrazza della Triennale di Milano. Sospesi su Parco Sempione, si può ammirare lo skyline della città meneghina mentre si gusta un buon piatto d’alta cucina dello chef Stefano Cerveni. Il suo punto forte? Linguine, broccoletti e ricci di mare.

Combal.Zero – Museo d’Arte Contemporanea, Torino

Non molto distante da Torino, il Museo d’Arte Contemporanea di Rivoli ospita Combal.Zero, il regno del creativo Davide Scabin. Le pareti di vetro con vista sui giardini interni del Castello, sede del museo, e il menu di Scabin arricchiscono la classica visita museale. Da provare il rognone al gin dello chef.

Luce – Villa Panza, Varese

Non ha nulla da invidiare ai precedenti il ristorante Luce all’interno di Villa Panza a Varese. Fanno concorrenza alla bellezza dello spazio espositivo le vere e proprie opere d’arte della cucina di Matteo Pisciotta. Tra i piatti forti dello chef: la “citro-ostrica“, il “popcorn di passion fruit” e il “raviolo di zucca al pomodoro“.

L’Imbuto – Lu.C.C.A. Lucca Center of Contemporary Art, Lucca

In Toscana, a Lucca per la precisione, al primo piano di Palazzo Boccella, sede del Centro di Arte Contemporanea lucchese ha aperto il ristorante L’Imbuto. Alle prese con i fornelli lo chef viareggino Cristiano Tomei. Nel regno dell’arte moderna ad essere in continuo divenire non sono solo le opere esposte: di volta in volta cambia anche il menu stellato di Tomei. Uniche certezze: i ravioli ripieni di olio e parmigiano e il manzo crudo sulla corteccia.

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