I Tesori della Cina Imperiale in mostra a Roma

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C’è tempo fino al 28 febbraio per ammirare i tesori della Cina Imperiale dell’età della Rinascita fra gli Han e i Tang (206 a.C.-907 d.C.) a Roma a Palazzo Venezia.

Con oltre 100 pezzi provenienti dal museo provinciale dello Henan, la mostra offre un percorso che si snoda all’interno di un arco di tempo di oltre mille anni, durante i quali si sviluppò la cultura cinese dagli Han ( 206 a.C.-220 d.C.) all’età dell’oro della dinastia Tang (618-907).

Tre sezioni tematiche  suddividono le diverse dinastie per offrire una panoramica delle usanze, della spiritualità e dell’arte relativamente all’area pianeggiante della Cina centrale, l’odierna provincia dello Henan.

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Le 3 Sezioni

1. La Vita Quotidiana

Nell’arte han si ha il passaggio da un’arte spirituale ad un uso profano degli elementi decorativi. Testimonianze di questo passaggi si ritrovano nei motivi figurativi principalmente legati alla vita dopo la morte. L’unità politica che si ebbe sotto la dinastia ebbe tra i vari effetti quello di favorire l’incremento della produttività e di conseguenza una maggiore ricchezza. La ricchezza è rievocata in mostra da complessi modelli di abitazioni, pozzi, granai e porcili, deposti in grande quantità nelle sepolture dell’alta società. Si ritrova tra questi reperti anche il modello di un siheyuan, struttura abitativa, tipica delle case tradizionali, nel quale i diversi nuclei abitativi sorgevano intorno ad un cortile, collegati tra da un corridoio.

Il corredo funerario mirava a riprodurre la realtà della vita terrena, ed è per questo che nella tomba venivano poste statuine, bronzi e giada. La giada, riveste un ruolo importante nei corredi funebri poiché le si attribuiva il potere di preservare i corpi dalla decomposizione consentendo la salvezza delle anime. In uno degli spazi della mostra troviamo un’intera veste di giada composta da oltre 2000 tessere cucite insieme con fili d’oro, simboli dell’elevata posizione sociale del defunto, Liang Xiaowang.

La presenza di statuine e vasi di finissima qualità, presenti nelle tombe di personaggi illustri si ritrovano anche nelle altre sale, dove è possibile osservare come l’estetica cambia nel tempo ricevendo anche influssi esterni. Grazie alle relazioni ed agli scambi commerciali nella famosa Via della seta arrivarono nelle città popoli, merci e stili decorativi diversi. Ritroviamo così statuette di barbari in ceramica dipinta, smaltata o in ceramica invetriata a tre colori, sancai (tipica dell’estetica del periodo Tang), che rappresentavano in modo realistico i tratti somatici e le vesti esotiche di questi personaggi divenuti parte integrante della vita quotidiana. Nella società aperta e cosmopolita dell’epoca Sui (581-618) e Tang, le donne iniziarono ad emanciparsi dedicandosi anche ad attività creative tra cui l’arte e la musica.

Altri reperti mostrano cammelli, cavalli, vasi sempre in ceramica o specchi e coppe in metallo. Le coppe soprattutto mostrano motivi decorativi occidentali, come foglie d’acanto, grappoli d’uva o fiori.

2.Le credenze religiose

Nel corso della storia cinese, tre sono le dottrine che hanno influenzato la cultura di questo paese: il Confucianesimo, il Taoismo e il Buddismo.

Il Confucianesimo ha rappresentato il pilastro teorico dell’autorità politica centralizzata della Cina feudale. Fu imposto come dottrina di Stato sotto l’imperatore Han Wudi (156-87 a.C.) e rimase tale fino alla fondazione della Repubblica cinese nel 1912. Incentrato sul comportamento etico, offriva alle gerarchie imperiali un sistema ideologico e culturale con cui amministrare lo stato e gestire i sudditi.

Il Taoismo, nato in età pre-imperiale, cominciò a trasformarsi da corrente filosofico-naturalista a vera e propria religione. Un forte senso di misticismo e temi quali la longevità o l’immortalità divennero centrali. Testimone di questa dottrina è il Mattone decorato con suonatore di flauto e fenice (Dinastie Meridionali 420-589).

Il Buddismo cinese è frutto dell’intensa attività missionaria proveniente dall’India e dall’Asia Centrale. Mentre durante il periodo han fu in forte conflitto con la morale confuciana, con il frantumarsi del regno unitario (II-I secolo) prese piede tra il popolo, soprattutto durante i Tang, epoca alla quale risalgono le grotte di Longmen (Henan).

3.La porcellana dell’età dell’oro

La porcellana è considerata una delle maggiori attrattive prodotte dalla cultura cinese. Non si conosce bene la sua origine, però si sa che tra la fine degli Han e l’inizio della dinastia Sui, le creazioni in porcellana divennero maggiormente accessibili, grazie all’innovazione dovuta alla smaltatura a basse temperature. In seguito sulla porcellana bianca cominciarono ad essere applicati smalti colorati, fino a giungere agli splendidi pezzi prodotti con l‘invetriatura sancai, dei tre colori, dell’epoca Tang. Questo stile, unito alla porcellana smaltata a fantasia devono la loro bellezza alle decorazioni ogni volta diverse, del tutto casuali, agli effetti che i colori producono con le alte temperature dei forni.

 

L’esposizione è patrocinata dal Ministero della Cultura della Repubblica Popolare Cinese,
dall’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia e dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT). E’ stata organizzata dalla State Administration of Cultural Heritage della Repubblica Popolare Cinese (SACH), dalla Direzione Generale Musei del MiBACT e dal Polo Museale del Lazio, in collaborazione con l’Amministrazione provinciale dello Henan.

Luogo: Museo Nazionale del Palazzo di Venezia, Via del Plebiscito, 118 – Roma

Orario: martedì-domenica 10:00-19:00 (chiuso il lunedì)

La biglietteria (al primo piano) chiude alle 18:00

Tel. +39 06 6780131

Info:

www.tesoridellacinaimperiale.it

www.polomusealelazio.beniculturali.it

 

 

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