Correggio e Parmigianino: l’arte a Parma nel Cinquecento, alle Scuderie del Quirinale

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Correggio e parmigianino

Fino al 26 giugno la mostra Correggio e Parmigianino. Arte a Parma nel Cinquecento alle Scuderie del Quirinale a Roma.

La mostra ha come obiettivo quello di mettere a confronto l’opera di Antonio Allegri e Francesco Mazzola, conosciuti rispettivamente come Correggio e Parmigianino, due dei più importanti artisti del Cinquecento considerati fondatori della Scuola di Parma. Con le loro opere hanno elevato l’arte a Parma e in Italia raggiungendo livelli altissimi. Protagonisti dello sviluppo del Rinascimento italiano, sono divenuti fonte di ispirazione per i colleghi dell’epoca, come: Michelangelo Anselmi, Francesco Maria Rondani, Girolamo Mazzola Bedoli e Giorgio Gandini del Grano, presenti insieme ai due grandi artisti, nella Sala 7 e 8 del percorso espositivo della mostra.

Circa 100 opere di entrambi gli artisti, provenienti dai più importanti musei del mondo. Dipinti dalla forte carica emotiva, tra i soggetti ricorrenti, quelli religiosi, mitologici e i ritratti, non manca anche un’ampia e accurata selezione di disegni.

L’esposizione si snoda in 10 sale espositive nelle quali si mettono in risalto le fasi salienti dell’opera artistica dei due maestri.

Nella Sala 1 viene messa a confronto l’instancabile evoluzione della loro arte e di come Parmigianino sia stato influenzato dall’opera di Correggio, nonostante siano considerate due personalità opposte. Correggio possiede un animo più ardente ed emotivo, tanto che nelle sue opere (anche religiose) riesce ad esprimere una profonda sensualità nelle figure, pregne di una forte carica emotiva. L’artista è capace di esprimere ogni sentimento umano, dalla gioia al dolore, in tutte le sue sfumature. La sua attività giovanile viene approfondita nella Sala 2, dove si rivela la profonda influenza di Andrea Mantegna, sia nella tipologia delle figure sia negli schemi compositivi. Memorabile in questa sezione è senza dubbio il Ritratto di dama dall’Ermitage, uno dei soli due ritratti eseguiti dal Correggio (l’altro è esposto nella sala 4), ma anche il Riposo durante la fuga in Egitto con san Francesco (1520), in cui le figure sono disposte simmetricamente ai lati del gruppo centrale con la Madonna e il Bambino, la diagonale ascendente che va da san Francesco, a destra, fino a san Giuseppe, a sinistra, prefigura già quell’audacia spaziale che sarà uno dei maggiori traguardi della maturità dell’artista.

Per Parmigianino le opere religiose sono un tour de force pittorico di incomparabile eleganza, in cui il relativo distacco dei protagonisti è comunicato soprattutto attraverso la raffinatezza e la grazia dei movimenti e delle pose. Nella Sala 3, oltre alla selezione dei primi disegni dell’artista, la pala d’altare con lo Sposalizio mistico di santa Caterina (1521), ribadisce con forza l’emozionante originalità dell’approccio del Mazzola, pur con tutta la sua sensibilità per il genio del Correggio. Un’originalità che col tempo non avrebbe fatto altro che aumentare. Sono i ritratti il suo punto forte, disarmanti nella loro immediatezza penetrante e ampiamente raccolti nella Sala 9, insieme a quelli del Correggio.

Il confronto dei due artisti nel periodo della loro maturità artistica, viene celebrato nella Sala 4, il primo dei dipinti di Correggio è Noli me tangere, eseguito nei primi anni venti del Cinquecento uno straordinario salto di qualità e contiene uno dei paesaggi più incantevoli tra quelli creati dal genio dell’artista. Accanto due dipinti che rappresentano intense raffigurazioni del Cristo redentore.

Di Parmigianino sono esposti due capolavori di grandi dimensioni San Rocco e un donatore proveniente dalla basilica di San Petronio, e la Conversione di Saulo. Quest’ultima si distingue per la superficie più rifinita e per lo sfondo ricco di dettagli: il santo è raffigurato con gli occhi levati al cielo, ma è stato appena accecato e non può vedere. Non da meno l’atmosfera suggerita dalla Madonna di san Zaccaria: il gruppo delle figure esprime una notevole fusione di sensuale intimità e apparente idealizzazione da un lato, e meticoloso realismo dall’altro.

Il soggetto mitologico è tra i più apprezzati e raffigurati dai due artisti, nella Sala 5 sono esposti due dipinti mitologici di ciascuno dei due artisti. Venere e Cupido con un satiro, del Correggio nota come Educazione di Amore fu eseguita per il conte Nicola Maffei di Mantova tra il 1522 e il 1525 e raffigura Venere, la dea dell’amore (alata, quindi caratterizzata come figura celeste), con Mercurio, dio della saggezza, e il loro figlio Cupido. Mercurio, seduto, insegna a leggere a Cupido, qui l’artista trasmette l’affettuosa intimità della divina famigliola. Le ampie proporzioni del nudo femminile esprimono un ideale molto diverso dalla fisicità più fanciullesca della Danae (che apparteneva a una serie di quattro tele sul tema degli Amori di Giove che Correggio eseguì tra il 1530).

Parmigianino (Francesco Mazzola, detto il) (Parma 1503 – Casalmaggiore, 1540) Antea olio su tela / Oil on canvas Napoli, Museo di Capodimonte

Parmigianino (Francesco Mazzola, detto il)
(Parma 1503 – Casalmaggiore, 1540) Antea
olio su tela / Oil on canvas Napoli, Museo di Capodimonte

Quasi tutti i dipinti mitologici del Parmigianino furono eseguiti per lo stesso committente, il cavalier Francesco Baiardo, alcuni dei quali sono esposti nella Sala 10, come il più famoso ritratto Antea, dal nome di una cortigiana romana, benché non possa trattarsi di una simile figura. Più che dell’effigie di una persona reale, è probabile si tratti invece di una rappresentazione della bellezza ideale.

Francesco Mazzola, il Parmigianino. Ritratto di giovane donna detta “Schiava turca”, 1532 Parma, Galleria Nazionale Foto su concessione del Ministero dei i Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Polo museale dell’Emilia Romagna

Francesco Mazzola, il Parmigianino. Ritratto di giovane donna detta “Schiava turca”, 1532
Parma, Galleria Nazionale
Foto su concessione del Ministero dei i Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Polo museale dell’Emilia Romagna

Nella Sala 6 son esposte solo due opere di Parmigianino la Schiava turca e Principi. Nel ritratto femminile della Schiava turca sono evidenti gli elementi caratterizzanti della sua opera, volta soprattutto all’idealizzazione e stilizzazione dei volti, in cui il pallore contrasta con il caldo colorito roseo delle guance. Le sopracciglia depilate sono ridotte a sottili linee curve che rispecchiano, invertendolo, il civettuolo mezzo sorriso delle labbra, e lo sguardo tranquillo incontra gli occhi dell’osservatore.

Il percorso della mostra è organizzato in modo da seguire passo passo i mutamenti della loro arte nel corso del tempo e sottolineare così lo straordinario processo di trasformazione che coinvolge non solo lo stile di dipinti e disegni, ma anche i modi di rappresentare il principale soggetto della loro pittura, vale a dire la figura umana in tutta la sua esaltante varietà.

Informazioni Utili:
Correggio e Parmigianino. Arte a Parma nel Cinquecento
SEDE: SCUDERIE DEL QUIRINALE – Via XXIV Maggio 16, Roma
PERIODO: 12 marzo 2016 – 26 giugno 2016
A CURA DI: David Ekserdjian
ORARI:
Domenica – giovedì dalle 10.00 alle 20.00
Venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.30
Non si effettua chiusura settimanale
La biglietteria chiude un’ora prima
INGRESSO: Intero € 12,00 – Ridotto € 9, 50
INFOLINE, PRENOTAZIONI, VISITE GUIDATE
Tel. +39.06.39967500
www.scuderiequirinale.it

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