Partenze di Pasqua, tra ripresa e calo presenze a Roma

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Il count down alle vacanze pasquali è iniziato. Con scuole e uffici chiusi, ci si chiede quanti italiani trascorreranno Pasqua e Pasquetta a casa e quanti in viaggio. Di trend positivo parlano i dati previsionali di Federalberghi, mettendo sul piatto un buon numero di famiglie pronte a fare le valigie: 9,7 milioni di vacanzieri brevi. Il 91 per cento dei quali sceglierà di restare nel Belpaese, preferendo, comunque, come meta di assaggio primavera, il mare.

Il 29 per cento si sdraierà e passeggerà sulle spiagge, il 28 per cento unirà relax a cultura, visitando città d’arte, e il 23 per cento si regalerà un soggiorno in montagna. Da questi dati, emergerebbe un +7 per cento di italiani in viaggio, rispetto alla pasqua 2015.

Numeri che sembrano confortanti, se non fosse per il pessimismo dell’Ente bilaterale del turismo Lazio, che dipinge una situazione non proprio rosea per le festività pasquali, nella città meta per eccellenza: Roma. A tracciare un primo bilancio è Giancarlo Mulas, presidente Ebbtl, che monitora il mercato, tramite un osservatorio permanente. Arrivi e presenze nella Capitale registrano un segno meno. Con una contrazione più marcata negli alberghi, dove sono previsti 226 mila arrivi e 556 mila presenze. Rispettivamente -4,24 per cento e -4,47 per cento, rispetto alla Pasqua 2015. Non saranno risparmiati neanche gli esercizi extra-alberghieri. Case vacanza e b&b per intenderci. Qui gli arrivi attesi sono 323 mila e le presenze 845 mila, con un calo medio del 2 per cento rispetto allo scorso anno.

Dati che confermano il trend negativo registrato a fine 2015 e che segnano, secondo le parole di Mulas, “una vera e propria inversione di tendenza rispetto allo scorso anno e agli anni precedenti, quando si viaggiava a un ritmo di crescita tra il 4 e il 5 per cento”.

Situazione incerta a Roma, che neanche il Giubileo sembra risolvere, e che potrebbe peggiorare a causa dei recenti attacchi terroristici firmati Isis, a Parigi lo scorso novembre, poi Ankara, e soprattutto i tremendi e ancora freschi attentati al’aeroporto e alla stazione metro della capitale belga ed europea, Bruxelles, che potrebbero mettere a serio rischio le vacanze pasquali nelle città italiane.

E non rassicura certo la dichiarazione di oggi del prefetto di Roma, Franco Gabrielli, alla vigilia dell’evento che porterà in capitale migliaia di persone, per la via Crucis e la Santa Messa di pasqua: “Terrorismo, anche a Roma la minaccia è incombente. Non è realistico mettere un poliziotto o un carabiniere in ogni angolo di strada e per certi aspetti non è neanche funzionale a garantire la sicurezza. Questo tipo di terrorismo lo si combatte con la prevenzione perché quando i terroristi scendono in campo possiamo soltanto limitare i danni. La presenza delle forze dell’ordine e il controllo sul territorio sono importanti però sono una condizione necessaria ma non sufficiente»

La contrazione del movimento turistico, secondo i dati Ebtl, riguarderebbe in parte anche gli stranieri. Il mercato americano, che ha segnato, nei primi mesi 2016, una contrazione media del 2 per cento e quello giapponese, in calo del 6 per cento. Situazione che a Pasqua potrebbe peggiorare, visto il recente invito dell’amministrazione Usa ai suoi cittadini a non viaggiare verso l’Europa, a causa del forte rischio terroristico.

Dati che si intrecciano con un turismo internazionale che diventa sempre più ‘mordi e fuggi’. E che, secondo un’indagine di Conftrusimo e Ciset, riconosce all’Italia il suo meritato ruolo di meta top, con un altissimo livello di attrattività e una percentuale di arrivi stranieri schizzati a un +50 per cento, negli ultimi 15 anni, raggiungendo la soglia dei 53 milioni. Ma sono, in larga parte, vacanze brevi, con una permanenza media dai 3 ai 4 giorni, che non hanno permesso un incremento proporzionale di incassi, facendo perdere al nostro paese 38 miliardi di entrate.

E’ dunque evidente che in questa situazione l’Italia deve ripensare il suo modello di offerta turistica, ma soprattutto servono interventi e politiche che accrescano la competitività delle imprese di questo comparto e diano centralità, anche a livello europeo, a un settore che rappresenta una potentissima leva non solo di sviluppo e crescita ma anche di coesione territoriale” sostiene Luca Patanè, presidente Confturismo-Confcommercio.

Terrorismo e paura permettendo.

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