Boccioni, il maestro del futurismo in mostra a Milano

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Umberto Boccioni, Elasticità, 1912 olio su tela, 100x100 cm Milano, Museo del Novecento, Collezione Jucker

Tutto si muove, tutto corre, tutto volge rapido.

( Manifesto tecnico della pittura futurista)

Milano celebra il primo centenario della morte di Boccioni, uno dei principali artisti del ‘900, con la mostra Umberto Boccioni (1882-1976). Genio e Memoria, fino al 10 luglio al Palazzo Reale.

280 opere tra disegni, dipinti sculture, incisioni e fotografie d’epoca, omaggiano il percorso artistico di Boccioni, dalla formazione all’evoluzione del suo stile, con un focus particolare sulla sua attività milanese e al periodo futurista.

Agli inizi del 1910, con Luigi Russolo e Carrà, Boccioni scrive il Manifesto dei pittori futuristi, rivisto con lo stesso Marinetti e firmato inizialmente anche da Aroldo Bonzagni e Romolo Romani, ai quali subentreranno poi Balla e Severini. Il manifesto, datato 11 febbraio 1910, è seguito a distanza di pochi mesi da uno scritto teorico più articolato, il Manifesto tecnico della pittura futurista.

L’esposizione guida il visitatore seguendo un ordine cronologico ed è divisa in due macrosezioni:

Boccioni: la formazione

La mostra si apre con l’Autoritratto (1909) del Castello Sforzesco che rappresenta simbolicamente Boccioni stesso che racconta al visitatore il percorso della mostra e la linea tracciata lungo i disegni e i dipinti, come: Campagna lombarda e Beata Solitudo Sola Beatitudo.

 

Tra gli scritti e i diari inediti presenti in mostra, importanti recuperi come un documento originalissimo, l’ Atlante delle immagini, una book di ritagli di riproduzioni artistiche raccolti da Boccioni nella fase prefuturistica.

L’Atlante rappresenta non solo la dimensione psicologica del giovane artista alle prese con la propria formazione intellettuale, ma anche una ricognizione di forme artistiche del passato e della modernità, alcune delle quali in mostra, come Ruscello (1894) di Anders Zorn e Il cherubino di Mozart (1903) di Jacques-Emile Blanche. In questa prima sezione sono messi in relazione anche Campagna romana, dipinto da Boccioni a Roma mentre era allievo di Balla, con La fidanzata a Villa Borghese opera del suo maestro.

Non mancano anche altre opere che hanno avuto un forte ascendente nella formazione artistica di Boccioni, come: L’angelo della vita (1894) di Giovanni Segantini. Ma anche la ricerca artistica e teorica del divisionismo artistico di Previati, di cui Boccioni riprenderà la stesura del colore libera, ponendo le basi per la stagione futurista.

Boccioni futurista: pratica e teoria

Boccioni è Milano e l’evoluzione dell’artista si esprime attraverso la rappresentazione della città e della periferia. Risalgono al 1908 le prime prove divisioniste sino a Forze di una strada (1911) e Elasticità (1912), tra i massimi capolavori di Boccioni dedicati alla rappresentazione futurista della città industriale moderna.

In questa sezione si mette in risalto il concetto di dinamismo in rapporto con la figura umana, il movimento è un divenire continuo che si trasforma in bellezza, sia nella pittura che nella scultura, con le seguenti opere: Antigrazioso, Cavallo + cavaliere + case, Forme uniche della continuità dello spazio.

Mentre in Materia e Dinamismo di un Ciclista, l’artista tocca i massimi livelli dell’arte futurista. Le due opere esprimono l’ idea di continuativa del rapporto spazio-temporale nel movimento di un corpo nello spazio, accentuato da colori aggressivi con enfasi di colore nero. Sintesi di figura plastica seduta rappresenta un ritorno alla figuratività pregno di originali riflessi della lezione cézanniana e cubista, a cui Boccioni si era rivolto prima della sua prematura scomparsa.

Durante il soggiorno parigino, Boccioni ha avuto l’occasione di conoscere artisti del calibro di Rodin e Archipenko, di cui in mostra sono presenti le rispettive sculture, L’uomo che cammina e Camminando.

Per completare la conoscenza dell’artista, le opere in mostra sono messe in relazione con un corpus di 60 disegni del Castello Sforzesco, e con quelle del Museo del Novecento (che per l’occasione ha prestato 11 delle sue opere al Palazzo Reale), che rappresentano un filo conduttore del percorso espositivo.

Informazioni utili:
Umberto Boccioni ( 1882 – 1916). Genio e Memoria
Sede: Palazzo Reale, Milano – Piazza Duomo 12
Date: al pubblico 23 marzo – 10 luglio 2016
Orari:
lunedì 14.30-19.30
martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30
giovedì e sabato 9.30-22.30
ultimo ingresso un’ora prima della chiusura della mostra
25 aprile 9.30 – 19.30 (ultimo ingresso 18.30)
1 maggio 9.30 – 19.30 (ultimo ingresso 18.30)
2 giugno 9.30 – 22.30 (ultimo ingresso 21.30)
ultimo ingresso un’ora prima della chiusura della mostra
Ingresso
Il biglietto d’ingresso alla mostra ‘Umberto Boccioni (1882 – 1916).
Genio e Memoria’ include anche l’ingresso alla mostra ‘2050.
Breve storia del futuro’ e offre la possibiltà di visitare
gratuitamente il Museo del Novecento
intero € 13
ridotto € 11
ridotto speciale € 6
Info e prenotazioni: +39 0292800821
Sito web: www.palazzorealemilano.it

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