Da Poussin agli Impressionisti. Tre secoli di pittura francese a Torino

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C’è una logica colorata: il pittore non deve che obbedire a lei, mai alla logica della mente
(Paul Cezanne)

Nella splendido scenario di Palazzo Madama, a Torino, c’è tempo fino al prossimo 4 luglio per ammirare trecento anni di pittura proveniente dalla Francia, grazie alla mostra “Da Poussin agli Impressionisti. Tre secoli di pittura francese”.

Una grande esposizione, come da tempo non se vedevano in Italia, che getta lo sguardo sulla storia dell’arte in Francia, dal 1600 alla fine dell’800, lungo il filo conduttore di straordinari capolavori, che rispecchiano l’evolversi del gusto artistico in Russia e la passione per l’arte francese.

I 50 artisti e le oltre 70 opere in mostra provengono tutti dal prestigioso museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, e intrecciano tutti i grandi temi della pittura moderna: dai soggetti sacri a quelli mitologici, dalle nature morte ai ritratti, dai paesaggi alla scena di genere, delineando la fortuna che l’arte francese ebbe in Russia, le ragioni storiche e culturali del successo di alcuni generi accademici, rispetto all’impegno sociale delle correnti realiste; il gusto raffinato di Caterina II; gli acquisti alla moda dei ricchi aristocratici russi nell’Ottocento; le riorganizzazioni dei musei nel Novecento in seguito alla Rivoluzione d’Ottobre.

Articolata in 12 sezioni, l’esposizione rivela al pubblico, nella cornice unica di Sala del Senato, alcuni dei più noti ed emblematici capolavori dei 50 artisti scelti. Partendo dalle influenza caravaggesche di Simon Vouet, proseguendo con alcuni maestri del classicismo del calibro di Philippe de Champaigne, Poussin e Lorrain, la mostra prosegue con la libertà di pittura di Watteau, Boucher e Fragonard, per approdare al ritorno all’antico di Greuze e alla poesia venata di Romanticismo di Vernet, Delacroix e Hubert Robert; il neoclassicismo di Ingres si intreccia al nuovo sentimento del paesaggio che si affaccia con Corot e all’affermazione dell’Impressionismo con Renoir, Sisley, Monet, Pissarro, fino all’apertura verso le avanguardie moderne con Cézanne e Matisse.

Ad accompagnare le opere in mostra, Artune, l’innovativo progetto di storytelling musicale per l’arte, ideato da Frankie hi-nrg mc e Materie Prime Circolari. Un viaggio attraverso le opere con la musica e i commenti audio di 10 grandi artisti italiani, tra cui – oltre a Frankie hi-nrg mcElisa, Paola Turci, Andrea Mirò, Simone Cristicchi, Dario Vergassola, Giuliano Sangiorgi, Neri Marcorè.

I secoli in mostra

Il Seicento: tra nostalgia del mondo antico e pittura della realtà

Seicento e la mostra si aprono all’insegna del classicismo con l’opera di Simon Vouet, pittore versatile e di notevole fama, fondamentale per lo sviluppo della grande decorazione pittorica. Durante la sua permanenza a Roma dal 1614 al 1627, Vouet si accosta al caravaggismo, elaborandone presto una versione personale basata sulla ricchezza dell’armonia cromatica e sulla potenza lirica della luce.

Anche per Nicolas Poussin e Claude Lorrain il lungo soggiorno romano sarà fondamentale nell’indirizzare il destino della pittura francese verso il classicismo più puro, con una visione legata alla nostalgia del mondo antico e all’osservazione della natura. Il vertice del filone classicista viene raggiunto a Parigi con Philippe de Champaigne, Laurent de la Hyre e Eustache Le Sueur.

Il Settecento: dalla grazia del rococò al rigore neoclassico

Chiusa l’età di Luigi XIV, la corte abbandona Versailles per trovare una sede più stabile a Parigi. La città cresce, raffinata e meno austera, coinvolgendo il gusto borghese e stimolando produzioni meno auliche come la pittura di genere. I Salons favoriscono il rapporto tra gli artisti e il pubblico; Watteau si impone con le sue scene galanti (il dipinto in mostra Proposta imbarazzante, già nella collezione del conte von Brühl, ne è un esempio di assoluta qualità) mentre Fragonard seduce per il suo pittoricismo brioso e vivace. Il paesaggio acquista nuova importanza grazie all’opera di Claude Joseph Vernet, che frequenta l’Académie de France a Roma guadagnandosi il favore di committenti importanti come il duca di Saint-Aignan, ambasciatore di Francia presso la Santa Sede. Al suo ritorno a Parigi, l’ingresso all’Accademia lo consacra pittore di marine. L’età moderna però si annuncia con Jean-Siméon Chardin (1699 – 1779) e dunque con l’immagine autentica degli aspetti quotidiani della realtà, ispirata ai modelli della grande pittura olandese del Seicento e di quella francese dei fratelli Le Nain. Le composizioni di oggetti e le scene d’interni con figure e ritratti sono nobilitate dal rigore compositivo e dalla tecnica pittorica raffinatissima, che valgono all’artista il favore di Luigi XV e un’importante clientela europea.

L’Ottocento: il trionfo del sentimento romantico e la pittura di luce degli impressionisti. Alle soglie delle moderne avanguardie

Siamo ormai alle soglie del XIX secolo e all’avvento del Neoclassicismo. La Rivoluzione francese ha avuto profonde conseguenze sulla vita degli artisti e sulle loro condizioni economiche. A partire dagli Trenta dell’Ottocento, una nuova sensibilità verso i sentimenti, verso la forza creatrice della natura e il valore dell’animo umano, portano ad una concezione mistica delle arti. Alla corrente romantica si rifanno pittori di alti contenuti morali, orientalisti, realisti, legati ai movimenti politici del 1848. Tra questi, emerge Eugène Delacroix (in mostra Arabo che sella il suo cavallo, 1855 realizzato mentre era in missione diplomatica presso il sultano) pittore di storia formatosi sulle opere di Raffaello, Tiziano, Veronese e Rubens del Louvre e sulla cultura letteraria e figurativa inglese, conosciuta durante un soggiorno a Londra.

Un naturalismo libero dagli schemi del paesaggio storico e dai sentimentalismi della scena di genere è quello sviluppato da Jean-Baptiste-Camille Corot, mentre negli stessi anni, intorno al quarto decennio del secolo, un gruppo di artisti cerca invece una visione nuova della natura e dipinge nella foresta di Fontainbleau, nella località detta Barbizon, ponendosi direttamente davanti al paesaggio e trasferendo sulla tela il proprio sentimento di semplicità e smarrimento rispetto alla natura. Le loro vedute si rifanno alla tradizione del paesaggio olandese e alle recenti esperienze inglesi, in una singolare naturalità di visione, che offrirà spunti decisivi all’impressionismo. Gli artisti impressionisti che si formano intorno al 1860 sulla base delle esperienze del naturalismo, uniti dalle comuni ricerche sulla natura e dall’antiaccademismo, scatenano un acceso dibattito sulle arti e innescano una vera e propria rivoluzione nell’impegno per la pittura dal vero, basata sull’impressione individuale di fronte al soggetto, sullo studio del colore e sugli effetti della luce. E’ la nascita dell’Impressionismo. Renoir, Sisley, Monet, Pisarro, e poi Cézanne, Gauguin e Matisse (tutti presenti in mostra con assoluti capolavori come la Testa di donna di Renoir del 1876 e il Covone di fieno a Giverny realizzato da Claude Monet nel 1886 e ancora il Paesaggio con capre di Gauguin) pongono le basi per le avanguardie che seguono e segnano l’inizio dell’arte moderna.

Il percorso della mostra si chiude con una spettacolare Natura morta con tenda di Cézanne, che prende le distanze dall’impressionismo, e con due nature morte di Henri Matisse realizzate dopo il viaggio in Bretagna del 1895–1897: risentono ancora dell’influenza impressionista, ma anticipano quell’attenzione al colore puro come elemento fondante dell’opera, non più strumento di resa della verità della luce e dell’atmosfera, che darà origine alla corrente fauve e, con il suo incanto decorativo, avvierà un corso nuovo della pittura.

Info utili:

Sede: Torino, Palazzo Madama, piazza Castello

Date: Dal 11 Marzo 2016 al 4 Luglio 2016

Orari: da Lunedì a Venerdì 10.00-18.00 – Sabato 11.00-19.00 – Domenica 10.00-19.00 – Martedì chiuso
La biglietteria chiude un’ora prima

Prezzi dei biglietti Museo/Mostra Ermitage: Intero €12,00 – Ridotto €10,00 – Gruppi adulti €10,00
Ingresso libero con Abbonamento Musei, Torino Piemonte e Torino + Piemonte Card.

Infoline: 011.0881178 (dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00 – sabato dalle 9.00 alle 13.00)

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