I misteri dell’Isola di Pasqua, una terra tutta da scoprire

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L’Isola di Pasqua è una terra che ha da sempre affascinato ogni visitatore per i misteri che racchiude.

Il suo nome in lingua nativa è Rapa Nui, che significa “grande isola/roccia”, è l’isola più remota della terra, ricca di leggende e misteri legati principalmente ai Moai.

L’isola di Pasqua, nonostante le dimensioni ridotte, vanta nella sua aria insulare un vasto numero di alberghi e resort. Il costo della vita sull’isola, tuttavia, risulta comunque più elevato rispetto a quello sulla terra ferma in Cile, a causa dell’importazione delle materie prime.

Curiosità: nel 1994 è stato girato un film ambientato sull’Isola di Pasqua nel periodo antecedente la colonizzazione europea, dal titolo Rapa Nui, diretto dal regista Kevin Reynolds.

Cosa vedere

Il territorio dell’isola si compone di quattro vulcani: Poike, Rano Kau, Rano Raraku e Terevaka. I resti del vulcano Rano Raraku hanno fornito gran parte delle pietre necessarie per costruire i moai.

Il villaggio di Orongo e il Rano Kau, rappresentano i centri più importanti del culto dell’Uomo Uccello (divinità dell’isola), e richiedono l’entrata nel parco nazionale che può essere acquistata all’arrivo in aeroporto, e vale per entrambi i siti.

Da visitare anche le due spiagge dell’isola, Anakena e Ovahe.

Le origini vulcaniche dell’isola hanno fatto sì che questa disponga di un numero considerevole di grotte, formatesi durante la fase finale delle eruzioni, tra cui la Grotta Ana Kai Tangata.

Da non perdere anche la chiesa cattolica di Hanga Roa possiede un patrimonio ligneo unico nell’isola, in quanto è molto praticato l’artigianato del legno. Nella chiesa sono presenti diverse statue di santi intagliate in legno, tra le quali spicca quella che raffigura Padre Pio.

Il mistero dei Moai

 

I Moia, sono l’attrazione principale dell’isola. Enormi busti monolitici alti tra i 2,5 e i 10 metri e sparsi per l’intera area insulare, se ne contano circa 638. I moai sono posti su piattaforme cerimoniali chiamate Ahu, sulle quali è severamente vietato camminare, perchè considerate sacre. Lo scopo di queste enormi statue non è del tutto certo, anche se l’ipotesi più avvalorata è quella che vede le statue rappresentare capi tribù morti. Secondo le credenze popolari i moai permettevano di mantenere un contatto tra il mondo dei morti e quello dei vivi.

Recenti scavi hanno dimostrato che i Moai non sono soltanto delle enormi teste primitive poste sul terreno, ma possiedono dei veri e propri corpi seppelliti, alti circa 7 metri e incisi con iscrizioni rupestri. I corpi originariamente non erano sottoterra, ma sono sprofondati nei secoli in seguito alle varie stratificazioni del terreno e ai continui cambiamenti climatici a cui è sottoposta l’isola. Dalla scoperta dei corpi si è anche risalito al sistema usato dagli indigeni per issare corpi di pietra così maestosi.

Cosa mangiare

I menù sull’Isola di Pasqua sono molto limitati, perché gran parte del cibo viene importato dalla terra ferma, anche se la quantità di pesce è notevole, come le aragoste, tra cui quella locale chiamata rapa rapa e le piovre. I piatti tradizionali sono:

Curanto: stufato di carne e pesce (soprattutto molluschi) accompagnato da patate e frutta, viene cotto su pietre ricoperte da terra e foglie.

Tunu Ahi: pesce cotto su pietra.

UTILITY

Come arrivare: È possibile raggiungere l’isola di Pasqua esclusivamente dal Cile, con la compagnia aerea LAN Airlines dall’aeroporto Santiago Arturo Merino Benitez (Santiago del Cile). La durata media del volo è di circa 5 ore.

Clima: il clima è subtropicale con una temperatura media di 20°C. I mesi più freddi dell’anno sono luglio e agosto mentre le maggiori precipitazioni si registrano durante il mese di maggio.

Fuso orario: tra settembre e aprile è in vigore l’ora legale locale. Durante tale periodo la differenza oraria con l’Italia è di -4h; 6h quando in Italia vige l’ora legale, -5h nel resto dell’anno.

•Lingue: spagnolo.

•Religione: cattolica, evangelica.

•Moneta: Peso cileno (CLP).

•Telefonia: Prefisso per l’Italia: + 39 (se si effettuano chiamate da un’utenza cilena verso l’estero e’ necessario premettere al prefisso il numero di “Carrier”). Prefisso dall’Italia: + 56.

•Assistenza sanitaria: I costi delle cure mediche in Cile sono particolarmente elevati ed i turisti sono tenuti al pagamento anche delle prestazioni di primo soccorso e di emergenza. E’ pertanto vivamente sconsigliato recarsi nel paese senza aver previamente stipulato una polizza di un’assicurazione sanitaria che preveda, oltre alla copertura delle spese mediche, anche l’eventuale rimpatrio aereo sanitario d’emergenza o il trasferimento in altro Paese. La qualità delle strutture sanitarie pubbliche non è paragonabile al livello europeo in nessuna parte del Paese. Le strutture sanitarie private nell’area di Santiago (regione Metropolitana) e nella V Regione (Viña del Mar e Valparaíso) sono di ottimo livello ma con costi elevati. Nelle città di Temuco, Valdivia, Puerto Montt, Antofagasta, Arica e La Serena sono discrete. Nel resto del Paese sono di basso livello.

•Documenti e restrizioni doganali: PASSAPORTO: necessario, con validità residua di almeno 6 mesi al momento dell’arrivo nel Paese. Per le eventuali modifiche a tale norma si consiglia di informarsi preventivamente presso l’Ambasciata o il Consolato del Paese presente in Italia o presso il proprio Agente di viaggio. VISTO D’ INGRESSO: non necessario, per turismo fino a tre mesi (90 giorni) di permanenza nel Paese. Si raccomanda di fare attenzione a non smarrire la copia del foglietto di immigrazione compilato all’atto di ingresso nel Paese, necessario per l’uscita dal Cile. In caso di furto occorre denunciarlo immediatamente. CONTROLLI FITOSANITARI ALLE FRONTIERE: al momento dell’ingresso nel Paese viene richiesto ai viaggiatori di compilare un modulo nel quale si dichiara l’eventuale presenza di frutta, miele, prodotti di origine vegetale (tra cui manufatti in legno) o animale (formaggi, insaccati, ecc.) ed altro.

Per maggiori informazioni: www.viaggiaresicuri.it

FONTI: Chile Travel e Easter Island Statue Project

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