Joan Mirò, la forza della materia al Mudec di Milano

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Il Mudec di Milano ospita, fino all’11 settembre, un’altra grande esposizione dedicata agli artisti che hanno guardato al primitivismo delle culture extraeuropee dal titolo, Joan Mirò, la forza della materia.

Oltre 100 opere, realizzate tra il 1931 e il 198, che celebrano la materia e l’importanza che l’artista ha conferito ad essa. Attraverso la sperimentazione e a innovative procedure Mirò raggiunge un’arte pronta a infrangere le regole.

Le opere esposte, seguono un percorso cronologico che ricostruisce l’attività dell’artista, e provengono dalla Fundació Joan Miró di Barcellona, dalla collezione di famiglia dell’artista e da prestatori europei.

La mostra è un viaggio dentro il sogno di Mirò, suddivisa in 4 sezioni che guidano il visitatore attraverso il contesto storico dell’epoca:

La gestazione di un nuovo linguaggio

 

Sono completamente disgustato dalla pittura, mi interessa solo lo spirito puro e uso gli strumenti canonici del pittore solo per essere sicuro che i miei colpi vadano a segno

(Mirò, 1931)

La sezione, relativa agli anni venti, mostra il momento in cui Mirò si allontana dalla pittura tradizionale per sperimentare un nuovo tipo di arte, ed esprimere il desiderio di “assassinare la pittura” , usa ogni tipo di superficie e di tecnica, dipinge opere dal formato molto piccolo. Il disegno diventa il suo strumento di denuncia della tragedia, durante gli anni della guerra civile spagnola e della seconda guerra mondiale.

La libertà del gesto pittorico e la materialità dell’oggetto

Negli anni ’50, Mirò ottiene un successo internazionale. In Spagna si vive ancora la pressione del dopoguerra sotto la dittatura di Franco, e l’artista decide di trasferirsi a Palma di Maiorca, dove l’amico architetto Josep Lluís Sert ha progettato per lui uno studio. Qui l’artista ha a disposizione uno spazio per lavorare e al tempo stesso per meditare in tranquillità e immergersi nella natura. I quadri sono dominati da personaggi, donne, uccelli e costellazioni, che assumono dimensioni sempre più grandi, esprimendo un gesto pittorico più libero.

Con queste opere Mirò raggiunge la cultura surrealista dell’oggetto, ma rimane costante l’interesse per la materia. Mirò, negli anni ’60, si dedica anche alla scultura in bronzo e utilizza la tecnica della fusione a cera persa, per crea nuove forme a partire dall’assemblaggio di oggetti diversi tratti dall’ambiente popolare.

Antipittura

Gli anni ‘70 sono al centro di questa sezione, quando Mirò viene celebrato per il suo ottantesimo compleanno dal Grand Palais di Parigi, che gli dedica un’importante retrospettiva. Miró, in questa occasione, mostra un numero cospicuo di opere nuove sensibili ai cambiamenti sociali, che mettono in discussione l’essenza stessa della pittura.

Cerca di eliminare l’illusione e brucia, lacera e perfora la tela, nella quale inserisce anche altri materiali, come assi di legno e carta vetrata. Mirò, provoca l’osservatore, dissacra la pittura, distrugge e crea allo stesso tempo e insita il dubbio sul reale valore economico dell’arte.

La potenza espressiva delle incisioni

La forza sprigionata dalla materia porta l’artista a sperimentare altre tecniche, quali la scultura, l’arazzo e l’incisione.
Nel campo dell’incisione, si svincola dalla tecnica e si specializza nell’acquaforte, nell’acquatinta, nel carborundum, quest’ultimo arricchisce la materia e potenziare il tratto. Mirò lavora a stretto contatto con gli artigiani, e rinuncia alla propria individualità, come avevano fatto i maestri dell’antichità da lui sempre ammirati.

Il percorso espositivo, concepito per una fruizione più partecipativa e immersiva dell’opera di Miró  da parte del visitatore, è corredato da video, musica e postazioni di realtà virtuale, che raccontano l’opera e la tecnica del maestro catalano.

La mostra si conclude con Inafferrabile caduta, la videoinstallazione ispirata alle tecniche ai colori e ai materiali che il maestro utilizzava, in cui la materia si muove fluida.

Informazioni utili:

Sede: MUDEC – Museo delle Culture | via Tortona 56, Milano
Periodo: 25 marzo – 11 settembre 2016
Orari:
LUN 14.30‐19.30; MAR, MER, VEN, DOM 09.30‐19.30; GIO, SAB 9.30‐22.30
Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura

Biglietteria: 12 € Intero | 10 € Ridotto

Info e prenotazioni:
T. +39 02 54917 | http://ww.ticket24ore.it/mudec | www.mudec.it

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