Ponte 25 aprile, 7,4 milioni in partenza, paura terrorismo non frena gli italiani in viaggio

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Il ponte del 25 aprile è alle porte e, come ogni anno, in arrivo sono anche le previsioni sui connazionali che si concederanno una breve vacanza. Quest’anno sembra che 7,4 milioni di italiani siano in procinto di partire, secondo un’indagine di Federalberghi, con più dell’80 per cento che resterà in Italia, cullato da sabbia e conchiglie nelle località di mare, scelte dalla maggioranza dei viaggiatori, o da siti culturali e monumenti storici nelle città d’arte (scelte dal 21 per cento).

Dunque gli italiani sembrano non aver perso la voglia di viaggio, relax e divertimento. E soprattutto, cresce l’interesse e la voglia di restare nel Belpase, come aveva rilevato anche l’ultimo rapporto sull’indice di fiducia del viaggiatore italiano, elaborato da Confturismo-Confcommercio in collaborazione con l’istituto Piepoli.

L’indagine, conseguente agli attacchi terroristici di Bruxelles dello scorso marzo, aveva analizzato l’effetto attentati sugli italiani e la fotografia che ne usciva era quella di un popolo che certo ne ha risentito, ma resta comunque ancorato al proprio spirito curioso e viaggiatore. La paura è aumentata, le abitudini di viaggio sono cambiate, ma seppur in maniera più contenuta, con un occhio in più sulla sicurezza e sulle destinazioni scelte, gli italiani comunque non rinunciano a viaggiare. Cambiano semmai le abitudini, 8 su 10 restano in Italia, però viaggiano lo stesso.

Dati confortanti su un 2016 che sembra partito in positivo, sia per il turismo italiano che per quello internazionale. Un aumento del 5,3 per cento, rilevato sempre dalla federazione degli albergatori, sulle presenze alberghiere, dovuto a un +6,3 per cento di italiani e un +4,3 per cento di stranieri. Un risultato che non si registrava da almeno un triennio.

Certo il ponte del 25 aprile, come tutti i viaggi primaverili short break, avrà una durata media di 3,3 notti, durante le quali circa il 28 per cento dormirà a casa di parenti e amici, il 26 per cento sceglierà un albergo, l’11 per cento aprirà le porte della casa di proprietà, il 10 per cento opterà per un B&B, circa il 6 per cento sceglierà il verde dell’agriturismo e il 4 per cento i residence.

Segnali incoraggianti” per Bernabò Bocca, presidente Federalberghi e soddisfazione espressa anche dal ministro della Cultura e del turismo, Dario Franceschini, di fronte ai dati presentati gli scorsi giorni agli Stati generali del turismo di Pietrarsa, da cui risulta un turismo in costante crescita, a partire dallo scorso anno. Un 2015 che ha visto un +3,2 per cento di arrivi internazionali e un +4,7 per cento di spesa turistica. E il segno + sembra accompagnare anche il 2016. Segnali che confermano il ruolo centrale e di colonna portante del settore ‘turismo’ per l’economia italiana e internazionale.

 

Fonti: Federalberghi, Osservatorio Piepoli- Confturismo, Mibact

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