Dalle Baleari alle Cinque Terre, lo stop dei paradisi al turismo di massa

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Grecia, Baleari, Italia, veri paradisi per chi attende con ansia le agognate vacanze estive, per tuffarsi nei loro mari da sogno, stendersi sulle soleggiate spiagge, visitare splendidi borghi arroccati o località montane. Mari, però, sempre più inquinati, spiagge sempre più affollate, borghi e città sovraccarichi di turisti, visitatori, auto, moto e movida sregolata. Tanto che in ognuno di questi splendidi giardini dell’Eden la tentazione ora è quella di mettere a punto piani per regolare gli ingressi e dare un alt al turismo di massa.

Formentera

Formentera

Così succede alle Baleari, in una Spagna sempre più gettonata e alternativa indiscussa al Belpaese. Nell’arcipelago che racchiude Minorca, Majorca, Ibiza e Formentera le autorità pensano di limitare l’accesso ai crocieristi e ai veicoli, in una Minorca che durante le vacanze estive diventa un parcheggio a cielo aperto. Oltre alla discussa ma già decisa ‘Tasa turistica’, (tassa di soggiorno o impuesto sobre estancias turísticas en las Illes Balears) che sarà introdotta a partire dal 1° luglio a chiunque si fermerà sull’arcipelago. Un sovrapprezzo ‘democratico’di 2 euro a persona per notte, per chi soggiorna in hotel o appartamento 4-5 stelle, 1,5 euro per i 3 stelle, 1 euro a notte a persona per i crocieristi e 50 centesimi a notte per chi sceglie ostelli e campeggi. Se ne parlava già dallo scorso anno e ora l’idea si è fatta legge per volere del governo autonomo delle Baleari. Introiti previsti di circa 60 milioni di euro che, secondo Biel Barcelo, vice presidente delle Baleari, servirebbe a finanziare la “conservazione e la protezione del turismo” delle isole.

La Spagna non è sola però. Il suo diretto competitor europeo per le vacanze al sapor di sale, l’Italia, non è da meno. E Capri lo dimostra, con un allarme lanciato dal sindaco Gianni De Martino in persona:

A Capri abbiamo ormai superato il limite di sostenibilità dei suoi flussi, con i problemi di congestionamento che viviamo ogni giorno e che danneggiano irreparabilmente la nostra immagine. Proprio per questo, anche al di là di tutti gli enti a cui abbiamo chiesto di intervenire e che, fino ad oggi, non ci hanno voluto ascoltare, noi non staremo a guardare.

Capri

Capri

Con queste parole il primo cittadino di Capri ha annunciato un provvedimento ad hoc per limitare i flussi in arrivo e i trasporti interni all’Isola, dove già dal 24 marzo fino a novembre auto e moto (eccetto quelle dei residenti) non possono circolare. Non sono da meno le Cinque Terre e Venezia. Le prime attendono anche quest’anno un incremento turistico del 30 per cento – come ha spiegato Vittorio Alessandro, presidente del Parco Cinque Terre in un’intervista a La Repubblica – la stessa persona che ha innescato il dibattito proponendo di limitare gli accessi ai sentieri del parco e scatenando la reazione del presidente delle Liguria – Giovanni Toti – che ha smentito l’ipotesi del numero chiuso. Nel meraviglioso palcoscenico delle Cinque Terre va in scena da tempo infatti un copione fatto di borghi sovraffollati di turisti e vicoli congestionati, dove bus, treni e crociere scaricano ogni giorno migliaia di visitatori. E ora presidente del Parco e residenti si appellano a petizioni e prese di pozione per tutelare la fragilità di questo spicchio di paradiso della costa ligure.

Venezia

Venezia

Ma crocieristi e turisti sembrano destinati ad avere vita dura anche nella Venezia delle gondole, di Piazza San Marco, dei vaporetti e delle crociere, dove sarebbero allo studio progetti di contenimento, stando alle dichiarazioni dell’assessore al Turismo Paola Mar. Il numero chiuso qui si prospetta da anni, ma finora non ha visto la luce. Intanto è partita ‘Venezia Unica Gold’ la sperimentazione che dal 1° giugno agevola residenti e pendolai agli imbarcaderi di 8 fermate dei vaporetti, che avranno la precedenza sui turisti.

Deciso invece lo stop ai crocieristi sull’isola di Santorini. Il limite giornaliero al Porto è stato fissato a 8 mila, su un’isola che, secondo i dati dell’Hellenic Port Association, ha accolto lo scorso anno circa 790 mila turisti da crociera, causando un vero e proprio sovraffollamento.

Mete splendide e ambite che subiscono l’impatto di un turismo che cresce a forti ritmi. Il boom di turisti internazionali nel 2015 registrato dall’Organizzazione mondiale del turismo (1,184 miliardi di viaggiatori nel mondo, con 4,4 per cento su 2014) si conferma anche nelle previsioni del 2016. Il turismo vola, anche se si modifica, soprattutto come conseguenza delle crisi internazionali e della paura terrorismo, ormai entrata a far parte delle nostre vite. Così le destinazioni cambiano, alcune, come Egitto e Turchia, subiscono gli effetti, altre ne guadagnano, e le istituzioni e gli enti gestori dei paradisi devono fare i conti non solo con gli introiti economici, ma con una forte esigenza di tutelare le meraviglie del paesaggio che amministrano. Così dagli sventolati appelli alla promozione turistica si passa all’allarme ‘troppo turismo’ e ci si prepara all’invasione estiva dei vacanzieri con provvedimenti limitativi.

 

Fonti: Askanews, Ansa, Organizzazione Mondiale del Turismo, Hellenic Port Association, Noticia Juridicas

 

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