Viaggi della paura: film e libri in 5 mete da brivido

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La più antica e potente emozione umana è la paura, e la paura più antica e potente è la paura dell’ignoto.

Howard Phillips Lovecraft

MILANO

Cominciamo con l’Italia, Milano è la prima meta per un viaggio all’insegna del brivido e della paura.

Cos’è che rende Milano una città della paura?

Il capoluogo Lombardo ha fatto da sfondo a numerosi libri, la città si presta molto al genere noir. Non è il centro storico ad affascinare gli scrittori, ma le zone dei navigli avvolti dalla nebbia, come accade in Traditori di tutti: Un’indagine di Duca Lamberti di Giorgio Scerbanenco, dove emerge l’aurea del mistero più profondo e del pericolo imminente.

Crapanzano con Il giallo di via Tadino descrive Corso Buenos Aires in questo modo:

La serata non era delle migliori, del resto non era stato un gran che il pomeriggio: buio, pioggia e freddo. Percorrendo corso Buenos Aires a bordo del tram, gli si presento uno spettacolo a dir poco deprimente: per le strade quattro gatti, poche luci accese e nulla che in quel momento facesse ricordare che “il corso”, come veniva chiamato dagli abitanti della zona era una delle vie più movimentate e frequentate di Milano.

Per Parazzoli in MM Rossa, Piazzale Loreto, la celebre piazza dove nel 1945 sono stati esposti i corpi di Mussolini e Petacci, viene descritta come un polipo, da cui partono 8 vie-tentacoli.

Anche la stazione centrale mostra un lato inquietante con i suoi sotterranei, mentre le fermate metro nascondono misteri e nascondigli, basti ricordare il racconto di Dino Buzzati, I segreti della MM, in Cronache terrestri del 1972. Un passo del testo racconta la fermata Amendola, così:

Un silenzio sepolcrale e una assoluta immobilità regnavano nella stazione nuova di zecca. Solo dalla nera profondità della galleria dei treni giungeva a intermittenza un misterioso ronzio. «E lei sostiene che qui esiste un passaggio, un cunicolo, un corridoio o il diavolo che vuole?»

TRANSILVANIA

Transilvania uguale Dracula, impossibile pensare a questi due nomi separatamente, ma soprattutto a non pensare al brivido.

In questa terra oltre la foresta, la realtà si mescola alla leggenda, proprio come accade nel celebre Dracula di Bram Stoker. Il fascino gotico della Transilvania è legato ai luoghi del conte Dracula, come i villaggi di Sibiu e Brasov, dove si trova l’enigmatica Chiesa Nera, tra le chiese gotiche più famose in Romania.

Non è un viaggio della paura che si rispetti se non si visita il mitico Castello di Dracula, nei pressi di Bran.

ANDALUSIA

Nel cuore di Almeria, in Andalusia, esiste una masseria che ha stregato scrittori e registi, si tratta del el Cortijo de Los Frailes.

Un luogo ormai dall’aspetto spettrale, in cui Gabriel Garcia Lorca ha ambientato il suo Nozze di Sangue, ispirandosi ad un omicidio avvenuto a Nijar negli anni ‘20.

La terra rossa andalusa ha anche ispirato il genere spaghetti western. Il fascino sinistro della tenuta colonica del el Cortijo de Los Frailes non ha lasciato indifferenti anche i registi italiani come Leone e Damiani che vi hanno ambientato i loro Il buono, il brutto e il cattivo e Quien Sabe?

STATI UNITI DEL SUD

Gli Stati Uniti del sud, riescono a regalare un mix di paesaggi e un mix di emozioni. In queste terre sono state ambientante storie d’amore ma anche di ingiustizie umane, come quella della schiavitù. In Deep South: Four Season on Black Roads di Theroux viene raccontato tutto questo, grazie anche agli scatti di McCurry. Il profondo Sud racconta ancora quella che è la povertà e i segni evidenti del razzismo, un passato che non è mai passato.

Il fascino sinistro e paludoso del sud degli Stati Uniti hanno ispirato anche una serie tv di successo, True Detective, ambientata nello stato della Louisiana e la fotografa Sally Mann, spesso alla ricerca della libertà e di itinerari segreti in Virginia.

AMAZZONIA

L’Amazzonia è un posto magico, la natura è bellezza in ogni sua forma. ma anche un luogo così bello può celare una profonda inquietudine. Per citare i versi di Leopardi la natura è: «Madre è di parto e di voler matrigna».

Proprio nei meandri della natura selvaggia, si avventura il protagonista del film di Herzog, Fitzcarraldo. Una frase del film dice: «chi sogna può muovere le montagne» e questo sarà il motore del film, raccontato nella tipica poetica del regista. Qui la natura metterà a dura prova il protagonista, che non demorderà per raggiungere i suoi sogni.

Traggono ispirazione da Fitzcarraldo anche i tre protagonisti del documentario Reconquest of the Useless, che vanno alla ricerca dei misteri del mondo nell’Amazzonia peruviana.

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