Il fotografo del sociale, Gianni Berengo Gardin e la sua “Vera Fotografia” a Roma

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Le mie foto non vogliono essere artistiche, io non ci tengo ad essere un artista. Sono un fotografo e sono un testimone del mio tempo, documento le cose che mi circondano e che vedo. Poi se ci sono critici che decidono che una mia fotografia è un’opera artistica, sono loro che lo decidono, non certo io. La fotografia in generale dovrebbe occuparsi al cento per cento di comunicazione, non di arte

Gianni Berengo Gardin

Mercoledì 18 maggio è stata inaugurata a Roma, al Palazzo delle Esposizioni, la mostra “Vera Fotografia” del grande maestro Gianni Berengo Gardin.

Attraverso 250 fotografie, stampe vintage in formato 30×40 suddivise in undici sezioni diverse: La casa e il mondo, Dai paesaggi alle Grandi Navi, Figure in primo piano, Il racconto dell’Italia, Ritratti, I manicomi, Zingari, La protesta, Milano, Il mondo del lavoro e Gli anni di Venezia, si ripercorre la lunga carriera del maestro che da circa sessant’anni, con un archivio di circa 1 milione e 500 mila fotografie e oltre 250 libri, è il fotografo che forse più di tutti è riuscito a documentare il nostro tempo e il nostro Paese. 

foto bacio gardinCon lo stile e l’eleganza inconfondibili delle sue foto in bianco e nero, scattate grazie al supporto delle sue amatissime Leica a pellicola, il fotografo ha da sempre raccontato di un’Italia a tutto tondo, da quella contadina a quella borghese, concentrandosi su tematiche particolari come la condizione della donna da nord a sud, soffermandosi sul lavoro degli operai nelle fabbriche, esplorando situazioni a margine come quella dei manicomi, in cui non ha fotografato la malattia in sé, ma la condizione manicomiale che violava la dignità dell’essere umano, e raccontando con molto affetto di una realtà con cui ha convissuto per molto tempo e in molti luoghi d’Italia, la comunità zingara, cogliendo la tenerezza e l’allegria di un popolo che vive da sempre tra l’indifferenza e il pregiudizio dell’ambiente circostante.

Uno degli ultimi reportage-denuncia dell’autore è stato quello contro le grandi navi da crociera che ogni giorno mettono in pericolo la sua amata Venezia, “ho fotografato le navi-mostro che assediano la mia Venezia – dice il maestro – la amo, e non sopporto di vederla stuprata così”.

Gardin è il “fotografo gentile” che osserva con atteggiamento partecipe la realtà che lo circonda e che, dotato di una grande sensibilità umana, nelle sue foto mostra un grande rispetto per i suoi soggetti, che non ritrae come “soggetti” ma appunto come persone.

Il titolo della mostra ,“Vera Fotografia”, tratto appunto dal timbro che l’autore appone sul retro delle sue fotografie, ben descrive il lavoro di Gardin, che da sempre dà un quadro chiaro e realistico della realtà che lo circonda, documentandola in maniera sicuramente più giornalistica che artistica.
Accanto ai suoi reportage più famosi in questa mostra sono esposte anche alcune opere inedite.

Al centro della sala principale sono esposte in maniera circolare e protette da un vetro molte delle sue pubblicazioni, mentre l’esposizione fotografica è divisa nelle sei salette circostanti, ognuna delle quali raggruppa in sé una o due tematiche.

  • La prima sala partendo da destra ospita le sezioni di: La casa e il mondo e Dai paesaggi alle Grandi Navi, che vede protagoniste foto scattate in varie parti del mondo e alcune delle navi da crociera che “invadono” Venezia, in questa sezione troviamo anche la celebre foto scattata in Normandia nel 1993, che ha come soggetto una coppia in una macchina che si trova in spiaggia davanti al mare; 
  • la seconda sala con: Figure in primo piano, ha come soggetti esseri umani colti nella loro quotidTRENTO 1985 - NOMADS CAMP - CAMPO NOMADI *** Local Caption *** 00114769ianità; 
  • la terza sala raggruppa le sezioni di: Il racconto dell’Italia e Ritratti, sezione che ripercorre la storia e il progresso del Paese, e persone dai gesti più spontanei; 
  • si prosegue poi circolarmente nel lato opposto con la sala dedicata a: I manicomi, Zingari e La protesta, in cui viene ripresa e riportata la brutale condizione manicomiale a cui dovettero sottostare i pazienti dei manicomi psichiatrici, in contrasto con la realtà piena di allegria e di festa delle comunità nomadi, oltre a qualche scatto che immortala manifestazioni e proteste nel tempo; 
  • la penultima sala con: Milano e Il mondo del lavoro, con molteplici scatti eseguiti nella città lombarda, e testimonianze di uomini e donne alle prese col proprio lavoro; 
  • ultima ma non per importanza è la sala che vede protagonista: Gli anni di Venezia, in cui si ripercorre la storia della città dai tempi in cui le sue acque ospitavano solo piccoli vaporetti, all’invasione da parte delle grandi navi da crociera colme di turisti.


Ogni sala ospita quattro stampe di dimensioni più grandi, foto scelte e commentate da amici, intellettuali e colleghi del maestro.

Nella prima sala ci sono le foto scelte dal collega Ferdinando Scianna (Gran Bretagna 1997) e Sebastião Salgado (Parigi 1954), dalla critica e curatrice Lea Vergine (Venezia 2013) e dallo scrittore Marco Magnifico (Venezia 2013).

Nella seconda sala le opere sono state commentate dalla regista Alina Marazzi (Treno Roma- Milano 1991), dalla street-artist Alice Pasquini (Parigi 1954), dall’architetto Stefano Boeri (Toscana 1965) e dal fotografo emergente Luca Nizzoli Toetti (Puglia 1965).

La terza sala accoglie gli scatti scelti dal giornalista Michele Smargiassi (Oriolo romano 1964), dallo scrittore Roberto Cotroneo (Lido di Venezia 1963), dall’artista Jannis Kounellis (Siena 1972) e dal regista Carlo Verdone (Napoli 1967).

Nella sala successiva i commenti sono stati fatti dallo psichiatra Peppe dell’Acqua (Roma 1968 Istituto Psichiatrico), dai registi Marco Bellocchio (Firenze 1968 Istituto Psichiatrico) e Franco Maresco (Palermo 1997) e dallo scrittore e critico Goffredo Fofi (Trento 1985 Campo Nomadi).

La penultima sala espone le foto scelte dall’architetto Renzo Piano (Osaka, Giappone 1993) , dal sociologo Domenico De Masi (Bari 1987) e dai giornalisti Mario Calabresi (Milano 1959) e Giovanna Calvenzi (Milano 1986).

Nell’ultima sala infine abbiamo i commenti degli artisti Mimmo Paladino (Venezia 1960) e Alfredo Pirri (Venezia 1959), dell’architetto Vittorio Gregotti (Venezia 1960) e dello scrittore Maurizio Maggiani (Venezia 1968).

manicomio gardin

 

“Non faccio mai messa in scena, però ci sono fotografie che sono messa in scena e sembrano foto vere, e foto vere che sembrano messa in scena. Per principio, preferisco non fare messa in scena. Nel mio archivio di 1 milione e 500 mila fotografie ci saranno 10 foto al massimo in cui ho fatto messa in scena”

Gianni Berengo Gardin

 

 


L’esposizione è curata da Alessandra Mammì e Alessandra Mauro, promossa da Roma Capitale e prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con Contrasto e Fondazione Forma per la Fotografia.

La mostra si terrà dal 19 maggio al 28 agosto al Palazzo delle Esposizioni, Via Nazionale, 194 – 00184 Roma.

 

INFORMAZIONI:

Orario sale espositive:

Domenica, martedì, mercoledì e giovedì dalle 10:00 alle 20:00.
Venerdì e sabato dalle 10:00 alle 22:30.
Lunedì chiuso.
L’ingresso è consentito fino a un’ora prima della chiusura.

Biglietti:

Intero € 12,50 – ridotto € 10,00
ridotto 7/18 anni € 6,00

Gratuito fino a 6 anni
Scuole € 4,00 per studente
con prenotazione obbligatoria per gruppi e scuole

Dal martedì al venerdì gruppi €10,00 e scuole € 4,00 per studente/persona
sabato, domenica e festivi gruppi € 12,50 per persona
prenotazione obbligatoria a pagamento
gruppi €30,00 e scuole € 20,00 (min. 10 – max. 25 persone/studenti)

Ingresso gratuito per gli under 30 il primo mercoledì del mese dalle 14.00 alle 19.00

Gli studenti, ricercatori, dottorandi degli atenei romani (sia pubblici che privati), il venerdì e il sabato, dalle ore 19,00 fino alla chiusura della biglietteria,  hanno diritto ad acquistare il biglietto di ingresso alle mostre al prezzo di € 4,00.

Il biglietto ridotto è valido per:
– giovani fino a 26 anni
– adulti oltre i 65 anni
– insegnanti in attività, esclusi professori universitari
– gruppi con prenotazione obbligatoria (minimo 10 persone – massimo 25 persone) dal martedì al venerdì
– gruppi convenzionati
– forze dell’ordine e militari con tessera di riconoscimento
– giornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale (professionisti, praticanti, pubblicisti) ridotto speciale € 7,00

L’ingresso gratuito è valido per:
– bambini fino a 6 anni
– 1 accompagnatore per ogni gruppo prenotato
– 1 accompagnatore ogni 10 studenti
– disabile (accompagnatore gratuito)
– invalido (accompagnatore gratuito)
– guide turistiche Regione Lazio
– accompagnatori turistici Regione Lazio
– interpreti che accompagnano le guide
– possessori tessera ICOM e ICROM

E’ possibile prenotare per i singoli il turno d’ingresso alla mostra (€ 2,00 escluso il costo del biglietto) ed accedere alla mostra dall’ingresso senza file

Visite guidate
Visite guidate individuali in italiano sabato e domenica € 4,00 ore 12.00 e 16.30
Visite guidate per gruppi e scuole con prenotazione obbligatoria
gruppi: 1 mostra €100,00 / 2 mostre € 165,00 (min. 10 – max. 25 persone)
scuole: 1 mostra €80,00 / 2 mostre € 130,00 (min. 10 – max. 25 studenti)

 

Informazioni, prenotazioni, visite guidate per singoli e gruppi
Tel. 06 39967500
Informazioni, prenotazioni, visite guidate per le scuole
Tel. 848 082 408

Orari del call center
dal lunedì al venerdì 9.00-18.00
sabato 9.00-14.00

 

Fonti:
www.palazzoesposizioni.it
www.formafoto.it

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