Weekend a Todi, nella terra di Jacopone

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Todi è quanto di meglio l’uomo possa desiderare sulla terra (Richard Levine)

Con questa dichiarazione il ricercatore americano Richard Levine negli anni ‘90 immortalò la splendida Todi nel suo studio scientifico che la eresse a città più vivibile del mondo. La città ideale dunque. Un piccolo borgo non lontano da Perugia e Orvieto circondato da colline, sorto sotto il nome di Tutere (città di confine) e poi Tuder su un colle a dominare la valle del Tevere.

Mappa Todi

E un confine sembra ancora oggi di varcarlo quando vi si entra, per addentrarsi in un universo spazio temporale a se stante, incastonato nel cuore di tutte le epoche vissute da questo gioiello umbro. Ogni strato murario che avvolge Todi è testimone di un’epoca, di popolazioni diverse, di imperi e di liberi comuni: Pre-romana, romana, medievale, bizantina, che qui hanno lasciato impronte indelebili, leggende, mura medievali, dipinti rinascimentali, tombe etrusche, palazzi e vessilli dell’epoca dei comuni. Senza contare lo splendido paesaggio naturale che l’abbraccia: dall’alto del colle su cui sorge, alla vallata del Tevere, fino alle splendide e dolci colline che proteggono le architetture della città. Insomma un incanto da scoprire, senza mai dimenticarsi che questa è la città del grande poeta e letterato medievale, autore di molte Laudi e venerato dalla chiesa cattolica, Jacopone da Todi.

DA VEDERE IN CITTA’
SULLE TRACCE DI JACOPONE

 

PIAZZA DEL POPOLO E I PALAZZI COMUNALI

Tra i mille tesori medievali, romani etruschi e rinascimentali che si possono scoprire lungo le strade e i vicoli di Todi, uno dei luoghi più belli è Piazza del Popolo, anima della vita cittadina tuderte. Adagiata sopra cisterne etrusco-romane, la piazza è circondata dalla bellissima cattedrale di Todi, simbolo del potere religioso e dai tre palazzi medievali, emblema del potere civile: Palazzo del Popolo, quello più antico risalente al ‘200 e storica sede del Comune e del Museo civico di Todi; Palazzo del Capitano eretto nel 1293, anche esso sede del Museo civico di Todi e collegato a quello dei Priori da una scalinata esterna; e Palazzo dei Priori, l’edificio gotico che domina il lato opposto alla cattedrale con la sua torre trapezoidale e la sua facciata adornata di finestre con arcate a tutto sesto, realizzata nel ‘500 in stile rinascimentale. All’interno del palazzo del Capitano, nella sala del Consiglio si possono ammirare affreschi risalenti al XIII secolo come la Crocifissione, ai piedi della quale il Capitano gestiva la giustizia in nome della massima autorità Divina. Piazza del popolo vede ogni seconda domenica del mese la città riunirsi in occasione di un delizioso mercatino dell’antiquariato.

La Cattedrale invece, o Duomo dell’Annunziata, è una delle chiese più importanti dell’Umbria, in stile romano-gotico, eretta nel XII secolo, ma modificata più volte fino al Quattrocento. La sua facciata squadrata guarda sul lato la torre campanaria, all’interno invece un bellissimo affresco di Ferraù Fenzoni detto il Faenzone – “Giudizio Universale”.

MUSEI

La storia di Todi è sapientemente ricostruita nei musei cittadini. All’ultimo piano dei due palazzi comunali (Del Popolo e Del capitano) si trova il Museo Civico Pinacoteca, riaperto al pubblico nel ’97 che raccoglie le opere civiche della città. La sezione Museo della Città illustra i momenti salienti della storia cittadina: la preziosa lastra marmorea di X-XI sec. raffigurante S. Fortunato, S. Cassiano e il Cristo Redentore, il cinquecentesco modello in legno del Tempio di S. Maria della Consolazione, realizzato da Ventura Vitoni e la sella di Anita Garibaldi, lasciata a Todi durante la ritirata da Roma nel luglio 1849. C’è poi la parte archeologica, che ripercorre i legami con la vicina città di Orvieto, la parte numismatica con le monete pre-romane, romane, greche, bizantine, medievali. E Poi la sala del Consiglio dei Priori, decorata con volti degli uomini più illustri di Todi: l’affresco della città con il suo territorio, la Leggenda della fondazione di Todi e l’Ingresso dell’Imperatore Traiano a Todi, opera di Ignazio Mei (1719-21).

La Pinacoteca invece conserva la Pala di Giovanni di Spagna, uno degli allievi del Perugino raffigurante l’Incoronazione della Vergine e la Madonna con Bambino e Santi, opera di Andrea Polinori, tra i principali allievi dei Caracci. Interessante anche il Museo Lapidario della città di Todi, ospitato all’interno del Monastero di San Giovanni Battista o Monastero delle Lucrezie. Museo inaugurato nel 2009 conserva reperti lapidei di età romana, medievale, rinascimentale e moderna. Se dal chiostro del Monastero si getta lo sguardo oltre, è possibile vedere uno scorcio panoramico sul Convento di Montesanto e sulla Media Valle del Tevere. Parte del Tempio di San Fortunato è anche il Campanile di San Fortunato che svetta in cima a una scenografica scalinata e da cui è possibile scorgere un impareggiabile panorama sulla città e su tutta la vallata umbra. Costruito nel 1291 dai minori francescani e terminato molto più in là, nel XV secolo, il Campanile ospita all’interno un affresco raffigurante “La madonna in trono con bambino tra due angeli”.

EDIFICI E MONUMENTI

Tracce del Bramante si trovano, almeno sembra, nel bellissimo Tempio di Santa Maria della Consolazione. Sorge fuori dalle mura cittadine, è alta 60 metri, la sua cupola e le sue forme spiccano lungo la strada che porta a Orvieto e la costruzione di questo simbolo del tempo iniziò nel 1508, pare proprio su progetto del grande artista del Rinascimento italiano. Venne però completato solo un secolo dopo con il contributo, fra i tanti, del Vignola. Da non perdere tornando in città, la Rocca che sorge sul punto più alto di Todi, commissionata nel 1373 da papa Gregorio XI. Non resta molto, solo una torre circolare (battezzata dai Tudertini Il Mastio) e poco latro. Oggi un parco pubblico è nato attorno all’area della rocca. Da non perdere è la duecentesca Chiesa di Fortunato dedicata al Santo Patrono della città che al suo interno, nella cripta conserva la tomba di 4 santi (tra cui S.Cassiano) e di Jacopone da Todi, il grande poeta e letterato medievale venerato dalla chiesa cattolica come beato, autore di oltre 90 Laudi, personaggio che, oltre alla conservazione delle spoglie, all’interno della Chiesa si meritò anche un affresco, inserito in ovale e posizionato su una parete interna.

Altro gioiello nascosto tra le mura tuderti è senza dubbio la chiesa della Nunziatina, barocca risalente al 1600, ricca di affreschi e tele di pregio, tra cui quella di Andrea Polinori raffigurante Jacopone da Todi datata 1627. E’ una piccola Cappella Sistina affrescata nel cuore di Todi. Nella Chiesa di Santa Maria in Camuccia invece è conservata una bellissima scultura lignea – Madonna con bambino – la stessa celebrata da Jacopone Da Todi in alcune sue laudi. A raccontarci tutte le epoche trascorse sulla città di Todi restano le mura, incastonate in ben 3 cerchie: la prima opera degli etruschi risalente al III secolo., la seconda la si deve ai Romani databile I secolo, e la terza cerchia è quella medievale, datata 1244. Quasi tutte le porte e i bastioni di questo tesoro antico sono giunti a noi.

LA TODI SOTTERRANEA

L’incanto che Todi regala non è solo quello alla luce del sole, c’è tutto un mondo sotterraneo, che protetto dalla superficie continua a raccontarci la storia della ‘città di confine’. La Todi sotterranea si sviluppa lungo oltre 5 km di cunicoli, gallerie, più di 30 cisterne pre-romane, romane e medievali e 500 pozzi di varie epoche. Un articolato complesso realizzato per convogliare a valle le acque di superficie. I primi cunicoli, pozzi e cisterne risalgono al II e I secolo a.c. Oggi due cisterne romane sono ancora perfettamente conservate e visitabili sotto Piazza del Popolo. Erano queste a reggere con i loro 80 metri di lunghezza e 8 di larghezza la pavimentazione del Foro romano

LA NATURA A TODI

Oltre ai meravigliosi panorami e vedute che il borgo offre, imperdibili sono anche le escursioni lungo lo spettacolo naturale e storico costituito dal Parco Fluviale del Tevere, che si snoda lungo quasi 50 km di fiume e quasi 8 mila ettari, dal ponte di Montemolino che congiunge Montecastello di Vibio e Todi fino all’oasi di Alviano, passando per il lago di Corbara. Un parco che, disseminato di reperti e resti di epoca umbra, etrusca e romana, è un vero e proprio museo archeologico a cielo aperto, in cui prospera una vegetazione unica. Cicloturimo, trekking, passeggiate, equitazione, canoa, decisamente mille sono i modi di frequentare il parco fluviale. Per i pigri e romantici basta anche solo perdersi con gli occhi tra questa meraviglia naturale.

EVENTI DA NON PERDERE

Festa Europea della Musica: dal 19 al 21 giugno una rassegna ricca di eventi, danze, concerti, animerà il centro storico tuderte riempiendo strade, piazze, cortili, chiese normalmente chiuse e riaperte al pubblico (anche grazie al Fai). Quest’anno parola d’ordine della Festa Europea, promossa dal Mibact, è Cum-Passione, Parola chiave dell’anno giubilare che significa condivisione, empatia, partecipazione, sentire insieme. un ritorno alla coralità.

Todi Festival: dal 27 agosto al 4 settembre, la celebre manifestazione tudertina annuale, rimpirà la città con un cartellone di spettacoli ed eventi, prosa, musical e rassegne cinematografiche.

COSA MANGIARE

Regione di origine contadina, l’Umbria ha nei secoli sviluppato una tradizione gastronomica di piatti semplici, con prodotti della terra e legati alla coltivazione agricola, oltre a essere terra di grandi vini con la famosa strada del Sagrantino e del Cantico, e di eccellente olio. E Todi segue fedelmente questa tradizione.

Tra i piatti che sicuramente si devono assaggiare c’è la Palomba alla ghiotta o alla Todina, piatto identitario tuderte cucinato soprattutto in inverno. Si tratta dei ‘colombacci’, i piccioni infilzati allo spiedo e cotti lentamente con carbone e senza fiamma, spennellati con l’olio. Ottima da assaggiare anche la Torta al Formaggio o gli Strangozzi al ragù di cinghiale o al tartufo. Carne di cinghiale usata anche per preparare gustose pappardelle. C’è anche un piatto un po’ azzardato come i maccheroni dolci, tipica ricetta della festa dei Morti (chiamata anche pasta dolce dei morti). La tradizione dolciaria umbra offre poi golosità come i tozzetti (molto simili ai cantucci), inzuppati nel vin santo.

E poi c’è il gustoso vino umbro, ottimo da scoprire lungo i 4 itinerari enogastronomici “Le strade del vino”: la strada del Sagrantino che si stende intorno a Montefalco, la Strada del Vino Colli del Trasimeno, la strada dei vini Etrusco-Romana e la strada del Vino Cantico, che comprende diverse zone di eccellenza vitivinicola, tra cui Todi. Ottimi da gustare sono il Torgiano Rosso e il Grechetto di Todi.

DOVE MANGIARE

Antica Hostaria De La Valle  Trattoria Piero e Silvana
FiorFiore Restaurant, Residenza Roccafiore  Fiorfiore
Quantum Restaurant  Quantum restaurant

 

DOVE DORMIRE

Agriturismo Casale delle Lucrezie  Casale-delle-Lucrezie2-web2_0
Torre Bontempo  Torre Bontempo
Hotel Bramante  hotel-bramante
Hotel Fonte Cesia  hotel-fonte-cesia_6

FONTI: Visit Todi, Sistema Museo, Strade dei Sapori

 

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