A Roma una mostra celebra l’immenso Lucio Dalla

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E’ chiaro che il pensiero dà fastidio. Anche se chi pensa è muto come un pesce. Anzi è un pesce.
E come pesce è difficile da bloccare, perché lo protegge il mare. (Com’è profondo il mare)

Una galleria a luci blu soffuse allestita su due piani. In sottofondo le note delle sue più belle canzoni, partendo dalla base fischiettante di “Com’è profondo il mare” fino alla malinconica “Quale Allegria”. Ai lati un tripudio di primi piani che restituiscono la tipica espressione corrucciata e buona con l’occhiale tondo, sicuramente inconfondibile. È lui, Lucio Dalla, raccontato per la prima volta in una mostra monografica -“Lucio Dalla, immagini e suoni” – allestita a Roma, al Complesso del Vittoriano fino al 2 ottobre.

Poteva forse esserci location migliore di quel monumento che tanto parla della nascita e della storia d’Italia? Per un uomo che con la sua canzone, con la sua arte, con la sua umanità, con le sue storie l’Italia l’ha raccontata davvero. Da Nord a Sud, unificandone i sentimenti, la cultura condivisa, l’essere popolo.

L’intento è quello di offrire un percorso narrativo sul genio della canzone d’autore italiana, scomparso nel marzo 2012, attraverso gli scatti di grandi fotografi, che lo hanno immortalato nella sua dimensione privata e più profonda: da Giovanni Canitano a Guido Harari. Da Carlo Massanini e Fausto Ristori a Luciano Viti. Accompagna il percorso in galleria un sottofondo dei più grandi successi dell’artista e la proiezione del documentario “Senza Lucio”, di Mario Sesti, con la ricostruzione della vita di Dalla attraverso la voce degli amici più stretti, tra cui Renzo Arbore, Marco Alemanno e Paolo Nutini.

Immagini che ritraggono gli anni d’oro. Quelli di Banana Republic, lo straordinario tour del 1979 che vede Dalla solcare i palchi degli stadi italiani assieme al compagno di avventura Francesco De Gregori.

E quindi Lucio dietro al palco del tour con un giovane e riccioluto De Gregori. E poi ancora Lucio re di Piazza Maggiore, nella sua Bologna. Lucio dal barbiere, Lucio in un bar dell’Isola Tiberina a Roma. Lucio con i suoi occhiali da sole a goccia a Napoli. Lucio con l’amico di una vita, Ron. E, In perfetto stile cultura pop, Lucio alle prese con il basket.

Una mostra monografica intensa, parte della rassegna estiva “Vittoriano, appuntamenti d’arte e musica”che indaga la sfera più privata di Dalla. L’uomo che ha saputo raccontare se stesso, l’Italia e gli italiani nelle sue canzoni e nel suo stile di vita. L’amante del jazz, clarinettista e icona pop, oltre che grande innovatore. Colui che ha unito le culture regionali del belpaese accompagnando intere generazioni di italiani, che hanno fatto del suo repertorio musicale una colonna sonora.

L’Italia tutta lo appassionava, da Bologna a Roma, dalla Puglia alle Tremiti fino a Napoli e alla Sicilia. E gli italiani tutti si riconoscono nelle sue canzoni, partorite nei luoghi che lo ispiravano. Com’è profondo il mare ad esempio, nata durante un esilio volontario alle Isole Tremiti. Tracce d’Italia che si sentono nelle sue più belle canzoni: Napoli, Sorrento, Bologna, Rimini, Roma.

La mostra vuole provare a offrire un ritratto vivo e pulsante di Lucio Dalla – dichiara Ernesto Assante, curatore della mostra. Un ritratto necessario perché Dalla, fin dal suo esordio, ha legato la sua espressività come autore e come interprete anche alla sua fisicità, al modo di proporsi al pubblico, all’abbigliamento, ai gesti”.

Dal beat al pop varcando i confini dell’opera e della lirica, in una intensa ricerca di sperimentazione che ha permeato l’intera vita di Lucio. L’uomo che parlava tanto ai poveri e ai dimenticati, quanto alle élite, che passeggiava sotto i portici di Bologna per poi dirigersi a sud, dove il mare luccica. Dalla che sarà ricordato da tutti e per sempre come parte della nostra memoria condivisa.

 

Info utili:
Mostra: Lucio Dalla, immagini e suoni
Luogo: Complesso del Vittoriano, Roma – Sala Zanardelli
Date: 22 luglio-2 ottbre 2016
Ingresso: libero

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