Concerti live in Italia, un business da 260 milioni

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L’estate è iniziata e si vede anche dal boom di concerti live che inondano le città italiane. Da nord a sud il periodo estivo è quello in cui grandi e piccoli artisti del rock, pop, jazz e metal salgono su grandi tir o aerei con i loro entourage, pronti per i tour.

Basta navigare sulla piattaforma TicketOne in questi giorni per contare 1.036 live di musica pop e rock, 38 di metal e 50 concerti jazz, oltre a decine di altri eventi musicali minori. L’estate italiana ha visto e vede nelle prossime settimane grandi artisti del calibro di David Gilmour, l’ex Pink Floyd già esibitosi al Circo Massimo, e atteso stasera nella magica location degli scavi di Pompei, con gli ultimi biglietti a 345 euro posto in piedi, e all’Arena di Verona il 10 e l’11 luglio, con biglietti esauriti.

Ma non è il solo. Anche Bruce Springsteen ha scelto di suonare nel belpaese, e il 16 luglio darà il cambio a Gilmour, esibendosi al Circo Massimo. E poi il grande ritorno di Sting, il 27 luglio a Roma, il 28 a Firenze e il 29 ad Assago (Milano); Rhianna che l’11 luglio sarà a Torino e il 13 luglio a San Siro; non mancheranno sui palchi italiani anche gli Skunk Anansie, con la leader Skin già star di X Factor Italia, che si esibiranno il 14 luglio a Pistoia, il 15 a Roma e il 17 luglio a Piazzola sul Brenta; unica data 18 luglio per Beyoncé. E nel club degli artisti italiani, Ligabue ha scelto settembre, il 24 e il 25 per esibirsi a Monza.

Un business, secondo i dati 2015 di Assomusica, da 6,9 milioni di ingressi con incassi che salgono, sull’anno precedente, del 17,7 per cento. A fronte di una caduta in picchiata delle vendite di album, il settore live gode di ottima salute e ha mosso 260 milioni di euro nel solo 2015, con 3.965 eventi organizzati. Oramai si punta su questo.

business dei concerti ItaliaA fare da traino soprattutto i grandi del rock e del pop che da soli valgono quasi 228 milioni di euro. Eventi live che riempiono ovunque stadi, anfiteatri, palazzetti, festival estivi, di cui Circo Massimo e Pompei sono i massimi esempi.

Il Jazz resta sempre di nicchia, ma non una qualsiasi, bensì un genere che muove in tutto il mondo i top spender. In parole semplici, pubblico di fascia medio-alta disposto a spendere grosse cifre, sia per concerti (non che i live di musica leggera siano economici) sia negli spostamenti e pernottamenti in vista di spettacoli ed eventi.

Un’industria musicale oggi sempre più in mano a multinazionali come Live Nation Italia (ramo del colosso Usa Live Nation Entertainment), che nel nostro paese organizza in media due concerti al giorno, come spiega in un’intervista a Rolling Stones il presidente Roberto de Luca. Multinazionali capaci di gestire tutta la filiera – dagli artisti ai promoter, alle location, fino ai biglietti, pubblicità e sponsor. E accanto agli incassi veri e propri dell’industria dei concerti, c’è tutto un indotto che fa affari grazie al turismo musicale. I concerti fanno viaggiare. Viaggi fuori città, fuori regione e fuori dall’Italia. La musica muove le masse. Addirittura sono nati tour operator specializzati che creano offerte e pacchetti ad hoc.

Un +6 nel 2015 di spettatori provenienti da altre regioni rispetto a quelle che ospitavano un evento – sempre dati elaborati da Assomusica in uno studio affidato a Cerved, il cui report completo uscirà nei prossimi mesi, come si legge su Il Sole 24 Ore. A fronte del pubblico totale dei concerti (6,9 milioni di ingressi), il 31,4% degli spettatori arrivava da fuori regione e, oltre la soglia dei 200 chilometri di distanza da casa, ha pernottato. Il 2,7% arrivava addirittura dall’estero.

Regina del turismo musicale è Verona, con l’Arena che vende fuori regione il 62% dei suoi posti a sedere e un significativo 3,2 per cento all’estero. Anche Torino, grazie al PalaAlpitour: 31% di pubblico da fuori regione, 2,5% dall’estero. Milano, capitale della musica dal vivo, vede arrivare da fuori regione il 28,1% e dall’estero il 2,6% degli spettatori. Performance in linea con quella di Roma (28,7% da fuori regione e 2,8% dall’estero).

Un settore che sembra non conosca crisi e che anzi si stia conquistando il suo spazio nel settore economico-culturale italiano. Ne è la prova l’appello di Assomusica a favore di una legge sulla musica, già firmato da grandi artisti come De Gregori, Arbore, Baglioni, Morandi. Si chiede a gran voce di colmare il gap normativo e di mettere la musica al centro delle politiche culturali del paese.

Certo le polemiche sul bagarinaggio off line e online dei biglietti non si placano e creano non poche difficoltà ad un pubblico che vede svanire il diritto ad acquistare un biglietto a prezzo legale e fissato, di fronte al malcostume, non legale ma tollerato, della speculazione sui concerti.

A chiunque è capitato di trovarsi di fronte al bollino rosso del ‘biglietto non disponibile’ a 30 secondi dall’apertura delle vendite on line dei biglietti del proprio gruppo preferito. Eccola la speculazione, facilitata da appositi software – i Ticket Bots – creati per acquistare enormi quantità di biglietti in tempi super rapidi e battere sul tempo chiunque. Si possono acquistare ad esempio su Ticketbots.net e sono utilizzati da gruppi di speculatori che poi rivendono successivamente gli stessi biglietti a prezzi molto più alti su circuiti di rivendita secondaria. Chi non ricorda il 9 febbraio scorso, quando 40 mila biglietti del concerto di Bruce Springsteen per il 3 luglio a Milano sono spariti nel giro di un minuto, proprio su TicketOne.

Ogni rivenditore on line viene sfruttato da questi ‘Bots’, da TocketOne all’americana TicketMaster, da Tickets.com a Vivid Seats. Alcuni artisti sperimentano modi per aggirare e disincentivare il bagarinaggio. Ad esempio i Foo Fighters nel 2014 hanno venduto i loro biglietti solo in ticket office fisici. O i Mumford and Sons che hanno pubblicato una petizione online (#ToutSout: sign the petition) sul loro sito da far firmare a tutti i fan dichiarando:

Se salire sul palco è una delle cose più belle dell’essere un musicista, vedere il tuo pubblico che viene derubato è senza dubbio la peggiore

Intanto indagini mirate sono partite negli Stati Uniti. E in Italia?

 

Fonti: Assomusica, Il Sole 24 ore, TicketOne, Mumford and Sons, RockIt

 

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