Milano e Roma regine dello shopping, merito dei turisti, cinesi in primis

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Non è certo un mistero che la moda e l’eccellenza ‘made in italy’ siano una grande fonte di attrazione per il turismo internazionale. Le vie dello shopping nelle città italiane pullulano di turisti che, tra un monumento, un visita a un museo e un buon piatto tradizionale, varcano la soglia di negozi e boutique in cerca dell’affare da mettere in valigia. Da via Condotti nell’eterna Roma a via Montenapoleone nella modaiola Milano. Eccole due tra le Top 20 delle High Street italiane, tutte con ottime performance di incassi.

Ci pensano gli stranieri a strisciare la carta di credito e rimettere in moto la macchina dello shopping. A scattare una fotografia rassicurante è l’ultimo rapporto Fashion & High Street 2016 realizzato da World Capital, in collaborazione con Federazione moda Italia, Osservatorio acquisti Cartasì e Global Blue. Primo dato che si registra è un lieve incremento nelle vendite del settore moda nel primo semestre 2016.

A farla da padrone nelle città italiane sono le ‘High Street’, principali strade dello shopping tax free attorno alla cui bellezza architettonica e storica, gravitano ogni anno milioni turisti.

Chi sono i paperoni dello shopping?. Proprio come registrato dai dati dello scorso anno rilevati da Global Blue e Organizzazione mondiale del turismo, le spese straniere in Italia parlano soprattutto cinese. Il popolo del Lontano Oriente si conferma top spender in tutte le maggiori città, con il 33 per cento del totale e uno scontrino medio di ben 944 euro (in aumento del 5 per cento rispetto al precedente anno). Medaglia d’argento va ai russi, che non scherzano attestandosi al 12 per cento del totale spendaccione straniero, ma frenano comunque la loro corsa rispetto all’anno precedente (-41 per cento) e il loro scontrino medio non supera i 699 euro. A frenare anche i giapponesi con un – 10 per cento. Segno sempre positivo invece per Stati Uniti (930 euro), Corea (664 euro), Taiwan (726 euro), Thailandia (1.151 euro) Hong Kong (1.191 euro) e Singapore (901 euro).

Nella scelta di prodotti e pacchetti da mettere in valigia vincono i settori abbigliamento e pelletteria con borse, scarpe, vestiti, ben il 73 per cento di tutti gli acquisti fatti. Al secondo posto orologi e gioielli (17 per cento del totale).

Le High Street in città. Milano e Roma restano regine indiscusse dello shopping tax free. Nella capoluogo meneghino spicca sempre Via Montenapoleone che da sola vale un 36 per cento delle vendite totali in città. Seguono Piazza Duomo, il ‘salotto borghese’ della galleria Vittorio Emanuele II, via della Spiga e corso Vittorio Emanuele II. Qui le spese dei cinesi sono aumentate del 64 per cento rispetto al 2014, mentre i russi confermano la frenata con un -41 per cento.

Strabilianti le performance cinesi a Roma, che da sole rappresentano il 315 per cento delle vendite totali, con un +49 per cento sul 2014. In capitale la madre dello shopping ‘abroad-style’ è via Condotti, la longilinea arteria che si dipana da piazza di Spagna fino a Via del Corso, che regala sogni di alta moda per tutti i gusti. Qui l’incremento delle vendite del 2015 sull’anno precedente è stato del 18 per cento, con il 44 per cento dei regali acquistati dai turisti. Bene anche Piazza di Spagna e via Nazionale, rispettivamente +11 e +25 per cento. un po’ meno bene via del Babuino e via Frattina, altre centralissime strade, che registrano un -8 e un – 11 per cento di vendite sull’anno precedente. Anche a Roma i russi danno, se non proprio forfait, segni di cedimento. Complice la svalutazione del rublo e la crisi Ucraina. Anche se il popolo della vodka resta al secondo posto tra i global shopper, registra comunque un – 43 per cento delle vendite sul 2014, al contrario di Stati Uniti e Taiwan che volano a un + 59 e + 49 per cento.

C’è poi Firenze con le sue bellissime e affollate via Tornabuoni, che da sola si porta a casa il 20 per cento delle vendite totali in città (il 38 per cento in più sul 2014), Ponte Vecchio (il 14 per cento), Piazza e via Strozzi (14 per cento), Piazza Santa Croce e via Roma (il 6 per cento). Anche qui i cinesi sono al top e la situazione è all’incirca simile a quella delle altre grandi città del Belpaese, eccetto la piccola discrepanza che vede al secondo posto dei top spender, non i russi, ma gli americani.

Se da un lato sembrano dati incoraggianti e positivi, il rovescio della medaglia è dato dal fatto che non sono certo gli italiani (milanesi, romani, fiorentini) a condurre questa danza dello shopping, ma gli stranieri. Il portafogli italiano pare stenti ad aprirsi. Anche se l’osservatorio cartasì ha rilevato un aumento di acquisti con carta di cresito degli italiani (con un + 3,7 per cento). E restando in territorio capitolino, come ha spiegato Massimiliano de Toma, presidente Federazione moda Roma a La Repubblica, “La ripresa c’è, ma solo per via dei turisti i consumi dei romani restano stagnanti, in attesa di una maggiore stabilità”.

 

Fonti: Fashion & High Street Report, Confcommercio, Federazione Moda Italia

 

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