La Sardegna dei nuraghi, da Nuoro a Cagliari

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La Sardegna, si sa, è da sempre tra le mete più amate dal turismo estivo.
E non solo per il suo mare unico al mondo, ma anche per il suo entroterra – solo in apparenza brullo e poco ospitale – e le forti cultura e tradizioni locali.

Quest’affascinante isola, infatti, vanta anche un notevole patrimonio archeologico in forma di nuraghi: monumenti rappresentativi dell’età del Bronzo Medio (che va dal 1.700 a.C. fino ad arrivare al 1.350 a.C.).
Si tratta di imponenti edifici di pietra – per la maggior parte edificati secondo una costruzione “a tholos”, ovvero con pianta circolare e forma conica – composti da una o più torri, spesso circondati da villaggi.

Da Nuoro a Cagliari, passando per Oristano, queste grandiose testimonianze del passato troneggiano in tutta la loro grandezza, e vale davvero la pena – se si stanno trascorrendo le vacanze in Sardegna – includere una visita tra le tappe del viaggio.

Tra i più famosi nella zona di Nuoro:

  •  il nuraghe Orolo a Bortigali: si trova a mezza costa del versante di Crastu Littu, in una posizione di ampio dominio sulla piana di Macomer e sugli altopiani di Abbasanta e Paulilatino.
    Comprende una torre principale a cui è stato aggiunto un bastione con altre due torri, ed è uno dei nuraghi meglio conservati.

Nuraghe Orolo

  • Il villaggio nuragico Tiscali a Dorgali: Il villaggio  è costruito all’interno di una grande dolina di origine carsica sulla cima del monte Tiscali.
    Vi si trovano circa 40 capanne, per lo più circolari (ma anche alcune rettangolari),  divise in due quartieri e  addossate alle pareti della dolina, esse sono in parte crollate, ma si possono notare ancora le fondamenta; il loro attuale aspetto degradato è dovuto soprattutto all’azione dei cercatori di tesori agli inizi del ‘900 (rimasti a mani asciutte).
    Le origini del villaggio sono ancore misteriose, infatti la tecnica costruttiva differisce da quella degli altri villaggi nuragici, ma è certo  che il sito fu frequentato, come testimoniano i ritrovamenti di alcuni referti, fino all’epoca medievale.

Villaggio nuragico Tiscali

  • Il complesso nuragico Sa Sedda e Sos Carros ad Oliena: formato da numerose capanne a pianta circolare ed ovale, qui la parte attualmente visitabile corrisponde probabilmente all’area sacra, dove certamente vi erano anche dei laboratori artigianali, in particolare per quanto riguarda la lavorazione dei metalli.
    Quest’area si caratterizza per la presenza di un ampio cortile centrale sul quale si affacciano vari ambienti e la parte del pozzo sacro, il monumento più importante ed interessante.
    Proprio qui, non a caso, fu rinvenuto un imponente deposito votivo, che comprende numerosi oggetti in bronzo attualmente conservati al museo di Sassari.
  • Il nuraghe Santa Barbara a Macomer: l’edificio, uno dei più noti, è stato edificato in modo complesso, con una torre centrale e un bastione quadrilobato con cortile a cielo aperto.
    Si trova su un ripiano basaltico, alle pendici del Monte Manai, nella Sardegna centro-settentrionale.

Nella zona di Oristano:

  • Il nuraghe Losa di Abbasanta: ad oggi è una delle espressioni più alte dell’architettura nuragica, per il raffinato disegno e l’avanguardia delle tecniche murarie.
    Fatto di blocchi di basalto, è costituito da un mastio e da un bastione trilobato protetto da un antemurale e da un’ulteriore cinta muraria; all’interno delle mura vi sono dei resti di capanne circolari.

Nuraghe Losa

  • Il nuraghe Iloi a Sedilo: si trova su un pianoro di origine vulcanica che si affaccia sul lago Omodeo – sempre nell’area dell’altopiano di Abbasanta – nella Sardegna centrale, ed è costituito da un nuraghe, un villaggio e due tombe di giganti (monumenti di sepoltura collettiva).
  • Il nuraghe Arrubiu: la parola arrubiu in sardo significa rosso, infatti questo nuraghe deve il suo nome al colore rosso dovuto ai licheni che lo ricoprono.
    Considerato tra i maggiori monumenti protostorici esistenti nell’Europa occidentale, Arrubiu rappresenta il più grande complesso nuraghe della Sardegna – l’unico pentalobato in tutta l’isola – ed è composto da una torre centrale circondata da altre cinque torri circondate da una cinta esterna, con ulteriori sette torri che compongono una seconda cinta muraria difensiva, la quale racchiude all’interno diversi cortili.

Nuraghe Arrubiu

Nella zona di Cagliari:

  • complesso nuragico Su Nuraxi a Barumini: dichiarato dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’umanità, è uno dei più famosi complessi della Sardegna, con le sue torri e il villaggio circostante (edificato probabilmente nell’età del Bronzo tardo), composto di una cinquantina di capanne a pianta circolare.

Nuraghe Barumini

  • villaggio nuragico di Genna Maria a Villanovaforru:  si trova sulla sommità di una collina all’interno di un parco alberato.
    La posizione è decisamente dominante, con un campo visivo che consente di spaziare dal Golfo di Cagliari a quello di Oristano.
    Il nuraghe non è in ottimo stato, mentre è più interessante  il villaggio che lo circonda: fu abitato sino all’800 a.C. per poi essere abbandonato a causa di un violento incendio e non più rioccupato.
    Durante gli scavi, all’interno delle capanne, furono trovati suppellettili per la casa, armi e oggetti che gli abitanti del villaggio non riuscirono a portare via dall’incendio che incalzava: tutto questo  materiale, oggi, è visibile al Museo Archeologico del paese di Villanovaforru.
  • Il nuraghe Su Mulinu a Villanovafranca: questo nuraghe, risalente al 1500 a.C., è molto interessante perché nella costruzione sono state impiegate tecniche architettoniche diverse, probabilmente complice il fatto che la località fu  abitata dalla metà del II millennio a.C. fino all’Alto Medioevo.
    All’interno di una torre è stato trovato l’unico esempio di altare nuragico della prima Età del Ferro, in pietra scolpita a motivi verticali, e con un’effige che rappresenta la dea della Luna: l’altare è costituito da una vasca, dove probabilmente si raccoglieva il sangue dei sacrifici animali.

Fonti: sardegnacultura.it, ilportalesardo.it, fondazionebarumini.it

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