Riaperto a Roma il Carcer Tullianum, prigione di San Pietro

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È stato riaperto al pubblico, dopo lunghi scavi archeologici, il Carcer Tullianum, la prigione di Stato più antica di Roma. L’inaugurazione dello scorso 13 luglio ha restituito a cittadini e turisti un antichissimo pezzo di storia romana, dove condanne e uccisioni iniziarono ben prima della fondazione dell’Urbe, nel IX secolo a. C.

Testimonianza lo sono i tre corpi rinvenuti risalenti proprio a quell’epoca. Indagini portate avanti dalla Soprintendenza speciale per il Colosseo, sotto la direzione scientifica di Patrizia Fortini, che hanno dimostrato come l’occupazione di quest’area, alle pendici del Campidoglio, risalga all’età del ferro. Qui, nel pozzo nero in fondo alle viscere della terra venivano rinchiusi i nemici di Roma, compresi eccellenti prigionieri, come Vercingetorige (il condottiero della Gallia) e San Pietro e Paolo.

La tradizione vede Pietro imprigionato tra queste mura e impegnato a convertire i suoi due carcerieri, colpendo la roccia con un bastone da cui fuoriuscì l’acqua che utilizzò per battezzarli.

L’Acqua sgorgata da quella roccia è ancora lì, a dare vita alla sorgente Tulliana. Misteriosi il suo significato e la sua provenienza, tanto che nei secoli è divenuto luogo di devozione, ancora oggi meta di pellegrinaggio.

Un sito straordinario posizionato sotto la chiesa di San Giuseppe dei Falegnami, affacciata sul Foro Romano. Due ambienti, il Carcer, quello superiore e il Tullianum, lo spazio inferiore, con la sala circolare, i muri tufacei, il pavimento che protegge la fessura dove sgorga l’acqua.

Ma non solo, durante i lavori sono stati ritrovati olive, fichi, uva. Addirittura un limone, ancora con la polpa, il più antico esemplare mai rinvenuto in Europa. Frutti tipici della stagione autunnale ritrovati in un deposito votivo: una piccola fossa scavata nel pavimento dove in occasione dei rituali venivano offerti ancora freschi.

In epoca tardo antica, infatti, il Carcer Tullianum perde la sua funzione di prigione e intorno al VII secolo dopo Cristo risalgono le prime tracce di culto cristiano legato alla tradizione degli apostoli Paolo e Pietro. Ne è la prova la chiesa di San Pietro in Carcere, situata al livello superiore al Carcer.

“Il Tullianum – dichiara Monsignor Liberio Andreatta, vice presidente dell’Opera Romana Pellegrinaggi, che ha coordinato il progetto di scavi, – è stato luogo di detenzione di San Pietro, che fece scaturire l’acqua che utilizzò per battezzare i reclusi e i carcerieri; qui inoltre si trova una delle prime raffigurazioni della Madonna della Misericordia, presente in un affresco datato XIII secolo. Questo è un luogo, dunque, di grande devozione ancora molto visitato da chi si reca a Roma in pellegrinaggio”.

Ora il carcere Mamertino (chiamato così dal Medioevo) è di nuovo accessibile pronto a raccontare la storia di Roma. “Le indagini archeologiche degli ultimi anni – spiega Francesco Prosperetti, soprintendente per l’Area archeologica centrale di Roma – ci restituiscono non solo un monumento celeberrimo, ma la sua straordinaria vicenda, legata a doppio filo con le origini di Roma e l’intera storia della città. Grazie alla collaborazione con l’Opera Romana Pellegrinaggi, che gestirà il sito, apriamo anche un nuovo museo e un ingresso al Foro Romano di cui il Carcer Tullianum in origine faceva parte”.

Il museo di cui Prosperetti parla è un progetto nuovo e multimediale, pronto a raccontare la storia dell’evoluzione di una zona centrale della vita nell’antica Roma, attraverso i nuovi linguaggi della comunicazione. Così i tablet vengono utilizzati per ricostruire in 3d questo antico percorso dall’età del ferro a quella repubblicana, fino alla Roma cristiana e al Rinascimento. Un museo dove sono esposti tutti i reperti rinvenuti: dal limone agli altri resti animali e vegetali, le ceramiche, i corpi risalenti all’IX secolo prima di Cristo, la cattedra sacerdotale di epoca cristiana.

Gli scavi che hanno restituito alla collettività un altro importante pezzo di Roma sono stati finanziati da privati, con il coordinamento dell’Opera Romana Pellegrinaggi.

 

Info utili:
Giorni di apertura al pubblico: sabato – domenica – martedì – giovedì
Orari di ingresso (per ogni fascia oraria massimo 15 persone):
Mattina 9.00 – 9.30 – 10.00 – 10.30 – 11.00 – 11.30 – 12.00
Pomeriggio 14.00 – 14.30 – 15.00 – 15.30 – 16.00

Prezzi: quota individuale adulti € 10,00
Gratuito per i bambini da 0 a 5 anni di età

 

Fonte: Opera Romana Pellegrinaggi

 

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